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I 3 episodi più sopravvalutati di Black Mirror

Black Mirror

Questo articolo su Black Mirror è frutto di una sofferta riflessione. È stato difficile decidere quali puntate fossero effettivamente sopravvalutate (e non semplicemente brutte), è stato difficile individuare i punti deboli di ogni puntata scelta, ed è stato ancora più difficile decidere quale di queste puntate mettere “in vetrina”.

Cosa significa sopravvalutato? Significa che, mentre l’opinione pubblica grida al miracolo, una vocina dice nelle retrovie “guardate che non è tutto oro quel che luccica“. E non significa che non ci sia dell’oro in quella cosa. Ma forse non ce n’è abbastanza da gridare al miracolo, nonostante il grosso potenziale e, in alcuni casi, la grossa riuscita. Per queste puntate di Black Mirror è così: grosso potenziale, grossissima riuscita, ma sopravvalutazione (vocina che grida tra il pubblico).

Questi tre episodi, non a caso, vengono tutti dalla terza e quarta stagione. Il perché non dovrei neanche stare a spiegarlo, ma se volete lo trovate esplicato in modo esaustivo qui.

1. USS CALLISTER

Blac Mirror

USS Callister è stata per me una sorpresa. Ero sinceramente stupita dal fatto che una puntata così diversa dallo stile di Black Mirror avesse avuto tanto successo di pubblico e critica. In effetti l’episodio, sul piano tecnico, funziona bene e a ripensarci presenta uno degli scenari più inquietanti in assoluto della serie. Cosa c’è di più terrificante di trovarsi bloccati in una specie di videogioco da cui non puoi uscire in balia di un pazzo che può farti qualunque cosa e che devi venerare come un dio? Niente, in apparenza.

È una situazione senza speranza che viene (giustamente) stemperata con un tono ironico il quale pervade la puntata (eccessivamente). Alla fine le cose vanno nel migliore dei modi possibile, nel peggiore dei mondi possibili: l’equipaggio riesce a emanciparsi da Robert Daly e verrà guidato dalla giovane recluta Tracy McConnell (scusate, forza dell’abitudine). Stacco sulla faccia compiaciuta di Tracy, musica eroica, e si va a conquistare l’infinito.

Qual è il punto, qual è il messaggio di USS Callister? È una bella avventura, in chiave parodistica, con punte di drammaticità, ma poco altro. Non c’è dramma, non c’è riflessione, non c’è niente in questa puntata che travalichi le immagini per conficcarsi nel cervello come una spina. L’aspetto dello sdoppiamento della coscienza viene utilizzato come mezzo, ma non viene approfondito, così come i personaggi, rendendo questa puntata una sorta di capitolo a parte, di intrattenimento, in una Serie Tv che ha fatto della riflessione e della critica il suo segno distintivo.

La dimensione fantascientifica, l’immaginario alla Star Trek, l’ironia che pervade anche le situazioni più disperate funzionano da balsamo per la coscienza, che non viene minimamente scalfita e solleticata, in nome di un intrattenimento variopinto e adrenalinico.

Written by Giulia Vanda Zennaro

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