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Che fine farà Kim? Lo spoiler passato inosservato nei primissimi minuti di Better Call Saul

Better Call Saul

Attenzione: evitate la lettura se non volete imbattervi in spoiler sul terzo episodio della quarta stagione di Better Call Saul

L’indirizzo è sconosciuto, l’amore della vita è andato via. Forse per sempre, ma la speranza è testarda e non si arrende mai. Potrebbe saperlo bene quel che resta di Saul Goodman, disperso nella buia Omaha sotto i goffi baffi di Gene Takovic. Fatto a pezzi dagli errori di una vita, solo e assalito continuamente dai pericoli di una quotidianità da latitante. Un’esistenza desolante, illuminata dal ricordo di un angelo che ha arginato, finché ha potuto, l’emersione del disilluso Saul. La pietra angolare di un’esistenza difficile, l’unica grande sicurezza. Ma un dubbio balena nelle nostre teste fin dalla prima stagione di Better Call Saul: che fine farà? Come si concluderà l’avventura di Kim Wexler? La storia la immortalerà in un racconto a colori? Oppure sconfinerà nel bianco e nero di un futuro opaco?

Domandarselo è lecito, quasi un imperativo. Perché abbiamo conosciuto la compagna di Jimmy solo ed esclusivamente in Better Call Saul, senza averla mai sentita nominare in Breaking Bad. Rispondere non è semplice, ma le teorie si rincorrono da quattro anni: secondo i più Kim morirà, forse per colpa di un’azione sconsiderata di Jimmy. Oppure vivrà, lontana dal suo amore. Per scelta o necessità, obbligata da chissà quale complicazione. In ogni caso arriverà sicuramente un momento in cui abbandonerà la scena, senza lasciare tracce apparenti nell’era di Walter White. A cosa vogliamo credere, fino a prova contraria? Oggi optiamo per una semplice canzone. Un breve brano dal testo significativo, ascoltata in un momento fondamentale di Better Call Saul: il pilot. Nei primissimi minuti. Ancor prima di sentir pronunciare la prima battuta.

Better Call Saul


Il brano in questione è Address Unknown dei The Ink Spots e parla di un amore perduto tra mille rimpianti, ricercato disperatamente senza riferimenti. Nessuna traccia, nessun indirizzo. Solo una flebile speranza, confusa nel nome di un addio che sembra definitivo. Sappiamo bene che Vince Gilligan e Peter Gould, autori di Better Call Saul, non lasciano mai niente al caso: questa canzone, posizionata in un momento chiave, deve avere un senso preciso. Finora non abbiamo trovato una sola traccia di Kim nelle sequenze in bianco e nero che configurano il destino di Saul Goodman dopo gli eventi raccontati in Breaking Bad, ma quel momento potrebbe arrivare. E darebbe un valore iconico al brano che ha aperto una delle serie tv più belle degli ultimi anni. Gene, infatti, potrebbe essere alla ricerca della donna che più di ogni altra ha colorato la sua esistenza.

Gli indizi, in fondo, non mancano. Soprattutto uno. Stando a quanto affermato dalla stessa Kim in un colloquio di lavoro nel settimo episodio della seconda stagione di Better Call Saul, sappiamo infatti che la donna è nata e cresciuta in un piccolo centro del Midwest al confine tra il Kansas e il Nebraska. La stessa zona di destinazione del latitante Saul, direttore di un Cinnabon posizionato nel Cottonwood Mall di Omaha. Saul non richiese esplicitamente a Ed, l’uomo che gli permise di fuggire da Albuquerque, di mandarlo in Nebraska, ma con ogni probabilità conosce la città d’origine (e la possibile destinazione finale) di Kim. Potrebbe essere sulle sue tracce, alla ricerca disperata di un contatto che ridarebbe un senso ad una vita ormai priva di ogni significato. Il quadro è verosimile, e l’ultimo episodio di Better Call Saul andato in onda potrebbe averci dato un ulteriore indizio.

Better Call Saul

Kim, infatti, è stata la protagonista di uno dei passaggi più particolari di Something Beautiful: mentre è alle prese con dei clienti della Mesa Verde, il suo principale le mostra i modellini delle numerose sedi future della società, destinata ad una grande crescita. Tra queste viene menzionata anche North Platte, piccola cittadina del Nebraska. Kim, sorpresa dall’iniziativa, cambia subito atteggiamento, mostrandosi rabbuiata e, addirittura, infastidita. La causa potrebbe essere il ricordo della sua terra d’origine, incapace di darle tutto quello a cui ambiva. Oppure l’idea che il suo futuro, seppur potenzialmente radioso, possa non essere ad Albuquerque, ma nell’odiato Nebraska. E se fosse andata davvero così? Se Kim lavorasse davvero a North Platte, si troverebbe a 279 chilometri da Omaha. Pochissimi, per una persona che ne cerca disperatamente un’altra.

La causa dell’eventuale ritorno a casa, tuttavia, potrebbe essere un’altra: il frutto di una fuga nel posto più sicuro meno in vista, e non di una scelta di vita. Perché? Per esempio per via delle connessioni che uniranno Saul, Fring e il Cartello. Potrebbero diventare molto pericolose, e una minaccia imcomberebbe sull’unica persona legata all’avvocato. Le ipotesi in gioco sono tante e non è il caso di spingersi oltre con le speculazioni, ma una cosa è certa: il mistero che riguarda il futuro di uno dei personaggi più intriganti di Better Call Saul è fittissimo e ci accompagnerà ancora per diversi episodi. Forse fino alla fine, in una scena in bianco e nero con un ultimo incrocio di sguardi. Alla ricerca dell’amore perduto, con la consapevolezza che un uomo solo, ostaggio dei suoi errori, abbia un’unica sicurezza. Quella di sempre. Nel bene e nel male, better call Kim.

Antonio Casu

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Written by Antonio Casu

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