5) Ace e Luffy: One Piece
E arriviamo finalmente a One Piece, perché se parliamo di fratelli negli anime non possiamo certo ignorare Ace e Luffy. Anche se non condividono il sangue, sono fratelli a tutti gli effetti per scelta: il loro legame nasce infatti da un giuramento suggellato condividendo delle coppe di sakè insieme a Sabo.
One Piece segue Monkey D. Luffy e il suo viaggio attraverso i mari alla ricerca del leggendario One Piece, con l’obiettivo di diventare il Re dei Pirati. Nel corso della storia scopriamo però che il suo legame con Ace nasce molto prima della partenza con la ciurma. Da bambini, Ace, Sabo e Luffy diventano fratelli giurati. Il rapporto tra Ace e Luffy è inizialmente tutt’altro che semplice: Ace è più grande, più indipendente e decisamente meno entusiasta di avere Luffy sempre tra i piedi. Luffy, naturalmente, non si arrende. Perché se una persona non vuole essere tuo fratello, evidentemente devi solo seguirla per tre mesi finché non cambia idea.
Quando i due si ritrovano da adulti, però, il legame è ancora fortissimo. Ace è un pirata della ciurma di Barbabianca e Luffy è ormai il capitano dei Mugiwara. La cattura di Ace porta Luffy a Marineford e diventa uno degli eventi più importanti della sua crescita. Il loro rapporto racconta perfettamente uno dei temi centrali di One Piece: la famiglia non è necessariamente quella in cui nasci. È quella che scegli, quella per cui combatti e quella che, anche quando tutto va male, continui a considerare casa. E per Luffy, Ace è sempre stato esattamente questo: suo fratello.
E se devo essere sincera, questa idea mi risuona tantissimo anche nella vita reale. Anche io ho amici che considero praticamente fratelli, persone con cui non condivido il sangue ma con cui ho condiviso momenti, difficoltà, risate e scelte importanti. È quel tipo di legame che non ha bisogno di etichette: semplicemente lo riconosci quando c’è. E One Piece, in questo, riesce sempre a ricordarmi quanto questi rapporti “scelti” possano essere forti quanto quelli di nascita.
Fratelli, sorelle e famiglia: perché ci ricordiamo proprio di loro?
Le cinque coppie che abbiamo visto sono molto diverse tra loro. Itachi e Sasuke sono legati da un amore deformato dal trauma e dai segreti. Tanjiro e Nezuko combattono insieme contro una trasformazione che potrebbe separarli per sempre. Killua e Alluka dimostrano che riconoscere qualcuno per ciò che è può essere il più grande gesto d’amore possibile. Edward e Alphonse affrontano insieme le conseguenze dei propri errori. Ace e Luffy di One Piece, invece, dimostrano che per essere fratelli non è sempre necessario condividere il sangue.
Ed è forse proprio questo il motivo per cui i rapporti tra fratelli funzionano così bene negli anime. Non raccontano soltanto la famiglia. Raccontano la responsabilità, il senso di appartenenza, il sacrificio e il bisogno di avere qualcuno disposto a rimanere al nostro fianco. A volte questo significa proteggere il fratello minore. Altre volte significa lasciarlo andare. In certi casi significa addirittura combatterlo. Ma il concetto resta lo stesso: puoi discutere con tuo fratello quanto vuoi, ma guai a chi lo tocca.
E gli anime hanno trasformato questa semplice dinamica familiare in alcune delle storie più emozionanti, dolorose e memorabili della serialità giapponese. Quindi sì, forse dovremmo smetterla di lamentarci delle nostre riunioni di famiglia. Almeno nessuno dei nostri parenti, per quanto ne sappiamo, ha intenzione di distruggere il Villaggio della Foglia.





