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Lettera di Tate a Violet

Violet

Mia Violet,

tu sei intelligente, te lo ricordi? Te lo dissi la seconda volta che ci siamo parlati, quando ci siamo mostrati le rispettive cicatrici. Tu mi chiedesti per quale motivo avessi bisogno delle sedute di tuo padre. Ricordi cosa ti risposi?

“Non fare domande se sai già la risposta. Sei troppo intelligente“.

Lo sei Violet. Così presto scoprirai cosa ti è successo. Capirai perché la tua pelle non rabbrividisce più a contatto con la mia quando ti sfioro (adoro sfiorarti). Come la mia pelle, la tua ora è così dannatamente fredda. Capirai perché non puoi allontanarti da questa casa, da questa bocca dell’Inferno. Allora ti scrivo questa lettera che ti lascerò per raccontarti cosa ti è accaduto quel giorno. Devi sapere e ho paura che il mio cervello possa incepparsi e possa non trovare le parole giuste per spiegarti. Spero che tu non lo scopra prima, voglio che tu sia preparata e voglio essere io a dirtelo. Devi perdonarmi se non ci sono riuscito. A salvarti.

Ecco cosa accadde quel maledetto giorno…

Non morire Violet no, per favore. Non devi morire.

Continuo a ripeterlo Violet, anche se ti ho qui tra le mie braccia e sei morta, in questa vasca. L’acqua della doccia ci viene addosso incessante, non ho la forza di chiudere il rubinetto, non ora. Voglio tenerti ancora così con me un altro attimo. Attimi, a noi sono stati concessi solo attimi, quando eri viva.

Non morire Violet no, per favore. Non devi morire.

Eppure tra poco so cosa ti accadrà. Volterai il viso, mi guarderai e lo affonderai nel mio collo per piangere. E io piangerò con te perché è tutto maledettamente triste. Ma è tutto anche maledettamente bello, se ti ho qui con me. Per un breve istante penserò che mi sono sbagliato. Che sei viva ancora. Oddio sì, sei ancora viva. Magari sentirò battere il tuo cuore ancora, ti sentirò calda tra le mie braccia mentre ti bacio, ancora una volta.

Ma non sarà così.
Tu sarai morta, sarai un fantasma e non saprai di esserlo.
Sarai come tutti noi.

E ti amerò per sempre, non ci sarà alcun fottuto limite umano e temporale a dividerci. In questa casa, io e te, per sempre. Il posto migliore per me è dove ci sei anche tu. Ma non voglio condannarti a tutto questo schifo, questo schifo eterno che ha inghiottito me, in questa malefica casa. Anche se vorrebbe dire saperti mia per sempre. Ma amo te più di quanto ami me stesso, questa è la verità, voglio la tua felicità.

Non morire Violet no, per favore. Non devi morire.

Nei miei pensieri di oblio io riesco a salvarti, rivedo la scena mille volte. Ti infilo le mie dita in gola e tu riesci a vomitare tutto quello schifo. Maledizione Violet, erano così tante quelle pillole. Perché lo hai fatto? Ti sei sempre definita pura oscurità ma tu sei luce, Violet, tu sei pura luce! Sei la luce nella mia tetra voragine che mi spingeva sempre più giù prima di incontrarti. E il fatto che non te ne renda conto, di quanto sei importante e speciale, è la cosa che più amo di te. 

Sei morta così, piangendo come non ti avevo mai visto fare. Con le gocce d’acqua della doccia che si mescolavano alle nostre lacrime. Ma sei morta circondata dall’amore, stretta dalle mie braccia che non volevano lasciarti, eri al sicuro. Non sarai stata amata da molti però sei stata amata tanto, questo lo sai e te lo ripeterò a voce, prima o poi.

Quindi ora lo sai mia cara Violet, sei morta, come me.

Quel primo giorno che ci incontrammo ti spiegai che, secondo me, se ami qualcuno non dovresti mai fargli del male. Ho sempre detestato chi non mantiene le promesse (la nostra parola è tutto quello che abbiamo, o no?), eppure ti ho ferita. Ti ho condotta io a ucciderti? Sei riuscita a vedere fin nel profondo della mia anima e hai visto solo… una voragine? Questo è stato troppo per te?

Hai detto che non hai paura di niente, ma io sì… ho paura di perderti, appena comprenderai chi sono realmente e tutto ciò che ho fatto. Ma tu non sei come tutti gli altri, quei miserabili che camminano da vivi in questo mondo e vorrebbero obbligarci a vivere come loro, a pensare come loro. Sono loro i veri morti!

Tu sei diversa, quindi forse riuscirai a perdonarmi e a capire perché sono come sono e per quale motivo ho fatto ciò che ho fatto. Ci sono molte altre cose turpi e tremende che ho commesso da quando ti ho incontrata e che stando in questa casa nei prossimi giorni scoprirai.

Perdonami se non ti ho salvata. Perdonami per tutto.

Lascia che io ti stia vicino, che ti conduca per mano in questa vita infinita fatta di buio, in questa casa marcia. Gli stessi giorni grigi che si ripetono incessantemente uguali saranno il Paradiso per me, se potrò passarli con te. Passeremo l’eternità a giocare a scacchi (e ti lascerò vincere), ad ascoltare Kurt Cobain e Morrissey, a leggere libri tristi e a fumare. E passata a baciarti, ancora ancora. Spero che tu possa davvero scusarmi per averti mentito e per non averti detto sin da subito “Ciao sono Tate, sono morto, vuoi uscire come me?”. Ma ciò che più mi auguro è che tu possa provare anche solo la metà di quello che provo io per te e che per questo non mi lascerai andare. Voglio che tu mi consoli, mentre mi accarezzi i capelli e che mi faccia sentire meno miserabile, meno mostro di quanto so di essere.

Solo così allora non saremo morti davvero, perché io ora mi sento più vivo che mai e se avessi ancora un cuore pulsante, esploderebbe per te.

Ti lascerò spazio e tempo per immagazzinare tutte queste informazioni e accettare la tua nuova condizione. Sempre sperando che tu non abbia già ficcato il naso per casa e non abbia capito da te che sei morta da giorni. Ma se tutto ciò, il mio amore e la mia richiesta di perdono, per te non fosse sufficiente, mi allontanerò. Ti basterà dirmi di andar via e da bravo fantasma scomparirò. Ma non me ne farò una ragione, sarò sempre a pochi passi da te per difenderti da chi vorrà farti del male, a struggermi e a piangere per il tuo amore che ho perduto.

Se così fosse sappi che ti aspetterò, probabilmente per sempre.

Per ora ti attendo sulla soglia della tua camera, con un’altra rosa nera. Nera perché a te non piacciono le cose normali.

Ti amo dannatamente Violet.

Sei tutto ciò che ho. Sei tutto ciò che voglio.

Tuo,

Tate

Un saluto agli amici di American Horror Story ITALIA

Written by Barbara Curti

Ho 31 anni e studio Lettere. Spero che prima o poi questa mia passione per le Serie Tv mi torni utile per il futuro: lasciate solo che alle prossime Olimpiadi venga riconosciuto il binge-watching come disciplina e per me sarà la svolta!!!

Per il resto, visto che non so cos'altro aggiungere.... AMMACCABANANE!

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