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Rip Wheeler: fedele oscurità

Rip Wheeler in Yellowstone

Attenzione: evitate la lettura se non volete imbattervi in spoiler su Yellowstone e sul personaggio di Rip Wheeler.

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All’interno dell’universo narrativo di Yellowstone, ora su NOW, Rip Wheeler rappresenta una peculiare figura di confine. Non è un Dutton di sangue, ma è forse l’uomo che più di chiunque altro ne incarna lo spirito. Taylor Sheridan lo disegna come un personaggio che vive nell’ombra, fedele custode di un mondo che non gli appartiene e che tuttavia considera la sua unica casa. La sua esistenza è una continua contraddizione: violento ma capace di amare, spietato eppure profondamente leale, oscuro ma con una luce che trapela solo nei momenti di intimità con Beth.

Non a caso, Rip è un uomo che ha scelto di restare nascosto, facendo della fedeltà la sua unica missione di vita. Ogni grande personaggio nasce da una ferita. E per Rip, la ferita originaria è l’omicidio della madre e del fratello per mano del padre. Un evento che lo condanna a conoscere il male fin dall’infanzia (ecco le serie della nostra infanzia). È una genesi che ricorda quella di molti protagonisti tragici della cultura occidentale. Dal destino segnato di Edipo, costretto a portare il peso di una colpa non figlia di scelte consapevoli, fino alle figure più moderne come i ragazzi orfani dei romanzi di Steinbeck, plasmati dalla durezza di un mondo che non concede riparo.

Rip e John Dutton

Nel ranch Rip Wheeler appartiene finalmente a qualcosa

È un gesto salvifico, ma anche ambivalente. Di fatto, non libera Rip dal passato, bensì lo incatena a un nuovo destino, quello di essere strumento e guardiano della dinastia Dutton. Pertanto, egli inizierà a vivere secondo un codice: proteggere il ranch e la famiglia che lo ha accolto. In questo senso ricorda i samurai dei racconti giapponesi, vincolati dal bushidō al proprio signore, pronti a morire per lui pur di mantenere intatto il proprio onore. Come quei guerrieri, dunque, anche Rip conosce la marginalità, in quanto è indispensabile, ma mai del tutto integrato.

Il suo rapporto con John Dutton si muove tra devozione filiale e subordinazione. John gli affida ciò che non può affidare ai figli, infatti, riconosce in lui una lealtà incrollabile. Ma, allo stesso tempo, non lo legittima mai pienamente. Rip Wheeler rimane sempre “l’uomo di fiducia”, non il figlio. Questa tensione, a livello narrativo, lo rende il personaggio che più incarna il prezzo dell’eredità: fedeltà senza riconoscimento, dedizione senza titolo. Ciò detto, il legame con Beth Dutton rappresenta l’altro polo della sua identità.

L’amore tra Rip e Beth non è romantico in senso classico

È un legame tragico, segnato da un’attrazione feroce e da una vulnerabilità reciproca. In questo, la coppia Rip-Beth ricorda grandi amori distruttivi della letteratura americana, come Dick e Nicole Diver in Tenera è la notte di Fitzgerald, o ancora più radicalmente Clyde e Bonnie. Tutti uniti non dalla speranza di un futuro migliore, ma dalla consapevolezza di condividere un destino di dolore. Beth è la furia autodistruttiva, Rip è la fedeltà silenziosa. Insieme formano una coppia che vive sull’orlo dell’abisso, ma che proprio in quella precarietà trova una forma di autenticità. Sheridan utilizza Rip, pertanto, come personificazione del lato oscuro della famiglia Dutton. Se John incarna la tradizione e l’autorità, Rip è colui che agisce perché quella tradizione sopravviva. Lui è quello che uccide, minaccia, nasconde i cadaveri. È l’ombra che rende possibile la luce.

In questo senso, il suo ruolo richiama figure classiche del noir: il “consigliere” o l’uomo di fiducia che compie gli atti indicibili perché il capo resti integro. Si pensi a Tom Hagen ne Il padrino . Anch’egli non è di sangue, ma è forse più leale dei figli di Vito Corleone. Non a caso, a livello simbolico, Rip è l’anello mancante tra il mito del cowboy (qui le migliori serie tv western) libero e l’uomo incatenato a un potere più grande di lui. È vicino all’“uomo senza nome” di Clint Eastwood per la sua capacità letale e il suo silenzio, ma ne rappresenta il rovescio. Difatti, mentre il pistolero di Leone è libero e solitario, Rip è prigioniero della sua fedeltà.

Rip Wheeler e Beth Dutton

Il personaggio si inserisce bene nella letteratura di Cormac McCarthy

Qui la violenza non è eccezione ma condizione naturale. Come i personaggi di Meridiano di sangue o Cavalli selvaggi, Rip non si interroga sulla moralità delle sue azioni: sa che il mondo intorno a lui parla la lingua della forza, e che la sopravvivenza si misura nella capacità di usarla senza esitazione. Non abbiamo di fronte un assassino per vocazione, ma un uomo che accetta l’inevitabilità della violenza come parte integrante della vita.

A tal proposito, Rip Wheeler rimane al ranch, fedele fino all’annullamento, nonché guardiano che permette ai Dutton di sopravvivere. Possiamo dunque asserire, che in lui si condensano molte eredità culturali, tuttavia Sheridan ne fa qualcosa di nuovo. Ha dato vita a un uomo che cerca libertà, ma che ha scelto la catena della fedeltà. Ed è proprio questa catena a renderlo immortale nell’immaginario di Yellowstone, l’amore e la violenza: due facce della stessa, ineluttabile medaglia.