Vai al contenuto
Home » Yellowjackets » Perché non possiamo fare a meno dell’ambigua Misty di Yellowjackets?

Perché non possiamo fare a meno dell’ambigua Misty di Yellowjackets?

Senza ombra di dubbio, l’anno seriale 2022 si é aperto con uno degli show più ambigui e intriganti che il genere thriller abbia proposto negli ultimi anni. Yellowjackets é stata iniettata nel panorama televisivo apparentemente in sordina, ma é stata allo stesso modo capace di propagarsi in tutto lo scenario attraverso una narrazione che trae origine dal passato ma che guarda con concretezza e coscienza al presente. La serie tv di Showtime deriva la sua forza da una struttura già vista (quella di un survival drama con un gruppo di protagonisti dispersi e abbandonati a sé stessi in un contesto ostile), assimilata e rielaborata da chi del genere ne è sicuramente appassionato. Sfruttando dinamiche note, Yellowjackets propone una rappresentazione estrema, a tratti esagerata, ma di cui non possiamo fare a meno a fronte della miriade di misteri e fitti intrecci per la maggiore non ancora dispiegati.

Nonostante la trama avvincente e ingarbugliata sia sicuramente uno dei motivi principali per approcciarsi a Yellowjackets e divenirne dipendenti, un altro elemento magnetico per la sua storia è il contributo fornito dal personaggio più criptico: Misty Quigley.

Yellowjackets alterna le sue dinamiche tra i fatti del fittizio disastro aereo del 1996, che vede le ragazze di una squadra di calcio femminile del New Jersey dispersa per diciannove mesi nelle foreste dell’Ontario, e quelli del presente con i drammi che le superstiti devono affrontare. Per questa ragione, l’imprevedibile ed eccentrica Misty è interpretata dalla giovane Sammi Hanratty che le attribuisce una frizzante aurea da freak, e dalla veterana del genere Christina Ricci che proietta subito nel immaginario di riferimento grazie a un’energia senza tempo.

Da adolescente, Misty non è il membro più attivo ed essenziale della squadra: si occupa dell’equipaggiamento delle Yellowjackets. Non è popolare, é un po’ strana, e anche dal look é sottolineata una certa inadeguatezza rispetto alle compagnie. Dal grande sorriso, dalla folta chioma e dagli occhi a fanale, la giovane è spesso derisa ed emarginata. Proprio per questo, una volta disperse, Misty sembra trarre del piacere nell’essere considerata finalmente alla pari delle coetanee fino a divenire in alcune situazioni un elemento chiave per la sopravvivenza del gruppo grazie alle conoscenze che le permettono di garantire una certa sussistenza. Pur rimanendo la stramba della comunità, Misty assume un ruolo inedito e non ancora del tutto definito all’interno della storyline. È sicuramente tra le figure più criptiche ed indecifrabili del disturbante e misterioso show ancora in divenire. Infatti, nonostante una prima stagione da dieci episodi, il contributo del personaggio non è ancora particolarmente chiaro: non si sa con certezza da che parte stia e quale sia il suo effettivo ruolo nel plot, se vada a influenzare le vicende in modo positivo o negativo. Il confine in Yellowjackets è sempre labile e Misty ne è uno degli esempi più evidenti. Anche quando si ha l’impressione di cogliere la direzione narrativa della serie tv, questa ha in serbo qualche dettaglio e risvolto in più capace di ricondizionare totalmente la percezione della sua storia e dei suoi personaggi. Misty stessa é proprio così: altrettanto indecifrabile nel suo grande sorriso che cela un cocktail esplosivo e imprevedibile di emozioni e stati d’animo, anche contraddittori tra loro.

Meschina, vendicativa, possessiva, vulnerabile, protettiva, ironica, sarcastica e goffa in modo esilarante, Misty riassume l’essenza di Yellowjackets: una serie tv inquietantemente cruda ma anche capace di sdrammatizzare le proprie oscurità con momenti di leggero umorismo fuori luogo che ne ricordano l’anima parzialmente teen.

misty yellowjackets

Nel presente, Misty rimane un’adulta per metà: è un’infermiera in una casa di riposo e conserva la sua vena da freak, astuta e piena di risorse. Così come in passato, il personaggio si denota per un’impulsività che ne orienta decisioni e azioni, spesso discutibili, spesso ironiche grazie alla impacciata attitudine che fa attrito col macabro contesto della serie. Misty vive nel presente ed é per questo che spesso il suo comportamento e la sua energia risultano selvaggi e privi di senno. Dall’apparenza innocua e inoffensiva, è scaltra e una brava manipolatrice capace di determinare molto gli equilibri del gruppo di disperse.

Uno dei punti di forza dello show é sicuramente l’abilità di attribuire alla storia la giusta atmosfera di tensione di cui il survival drama si circonda in una messa in scena macabra e ricca di suspence. Sin dal primo episodio, Misty ha qualcosa di inquietante che ci attrae e incuriosisce: un personaggio particolarmente capace di rubare la scena. La ragazza é a tratti terrificante nel modo bizzarro che ha di porsi in un contesto che già di per sé gioca con immagini crude e che puntano a disturbare. Yellowjackets é uno show grafico e che oscilla costantemente sulla sottile linea tra disgustoso ed esagerazione pur riuscendo con successo a portare a casa una storia e una rappresentazione dalla struttura equilibrata. Proprio via della raffigurazione della giovane Misty negli anni Novanta, il personaggio ci tiene sempre sospesi in un bivio che ci affascina ma che non ci permette di avvicinarci troppo a esso. Dovremmo fidarci di Misty Quigley? Il quesito è ancora aperto, come i molti altri aspetti lasciati in sospeso da Yellowjackets nella sua prima stagione, il che non fa altro che alimentare l’attrattiva dell’intrecciato show. Proprio perché ambigua nello schieramento e nel contributo alla trama e alle dinamiche del gruppo, Misty ci affascina col magnetismo dell’ignoto, proprio per questo non possiamo fare a meno della giovane freak che anima le vicende della squadra con le sue folli azioni.

La maniacale ironia e impulsività portate sullo schermo da Ricci e Hanratty rappresenta le sfumature e l’intersezione tra l’innocente e l’inquietante follia dello show. Yellowjackets è una serie tv corale che non presenta al momento un protagonista esplicitamente definito, ma Misty é comunque capace di rubare la scena in veste di uno dei personaggi più carismatici e misteriosi della storia già di per sé carica di plot twist e segreti ancora da dispiegare. La struttura narrativa di Yellowjackets alterna passato e presente, flashback e flashforward che anticipano avvenimenti non mostrandone preventivamente le dinamiche alla base. Ragione per la quale. Misty e le sue compagne rimangono ancora delle incognite che si muovono nel microcosmo della foresta e in una realtà contemporanea in cui il passato torna a galla. Sappiamo che la giovane, assieme alle coetanee, ricorrerà a una sorta di cannibalismo ritualistico per sopravvivere al gelido inverno, ma non sappiamo ancora chi ne siano le vittime e che cosa abbia condotto la squadra a un tale gesto disperato. Il limbo in cui la serie tv ci tiene sospesi non fa altro che alimentare il desiderio di saperne di più e rendere ancora più incessante l’attesa del ritorno sullo schermo di quella mina vagante di Misty Quigley e le sue sventurate compagne di disavventure.

LEGGI ANCHE – Yellowjackets: la classifica delle 5 scene più inquietanti