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Matt Bomer era l’unico volto possibile per il fascino proibito di White Collar

Ammettiamolo: White Collar ci manca! La serie, trasmessa dal 2009 al 2014, ha dominato per anni la classifica dei migliori procedural per originalità, divertimento e note di dramma sempre interessanti. Il coraggio dei personaggi, i colpi di scena e l’arte che spesso fungeva da protagonista negli episodi costituiscono solo alcuni dei lati vincenti della storia che abbiamo seguito con regolarità per sei stagioni. Ma uno dei motivi principali che hanno determinato il successo di questa serie tv riguarda proprio il protagonista: Neal Caffrey. Con un passato da falsario decisamente turbolento, Caffrey decide di cambiare apparentemente rotta proponendosi come consulente della White Collar Unit della FBI, riuscendo a ottenere la semilibertà e un posto di lavoro discreto.

Dopo tutti questi anni è probabile che White Collar possa tornare sui nostri schermi con nuovi casi da risolvere e nuovi misteri da svelare. In effetti l’idea di rivedere Matt Bomer nei panni di Neal Caffrey dopo tutti questi anni sarebbe interessante. L’attore statunitense, che deve il lancio della sua carriera alle avventure del falsario, ha raccolto un bel po’ di esperienza entrando a far parte di molti progetti impegnativi e degni di nota. Tra i più importanti troviamo il film The Boys in the Band e le serie The Sinner e American Horror Story, che gli hanno permesso di far emergere e di perfezionare le sue abilità recitative sfruttando personaggi diversi tra loro e, specialmente, completamenti opposti a Neal Caffrey.

Si fa dunque largo una domanda: Matt Bomer è ancora adatto al ruolo di Neal Caffrey o si tratta di un personaggio che non è più in linea con la sua carriera?

Netflix, White Collar
Netflix

La verità su Matt Bomer è che era e sarà sempre l’attore perfetto per il ruolo del falsario più amato delle serie tv e la sua esperienza lavorativa, che lo ha reso un attore poliedrico, gioverebbe alla realizzazione di un Neal Caffrey migliore e di gran lunga più interessante. D’altronde sin dal principio – possiamo dirlo senza paura – nessun altro artista avrebbe potuto interpretare così bene il protagonista di White Collar e i motivi sono molteplici.

Era chiaro a tutti che quando venne ideato il personaggio di Caffrey avrebbe dovuto rispecchiare e controbilanciare l’ironia, la saccenteria, il carisma e la sicurezza di sé anche nel volto. Scegliere un volto anonimo non avrebbe risposto in modo coerente né al passato del personaggio né alle avventure particolari che avrebbe dovuto vivere. Era necessario scegliere un volto che sarebbe diventato iconico e capace di mascherare dietro la bellezza una miriade di sfumature anche incomprensibili.

Il volto di Matt Bomer con la sua mandibola pronunciata, gli occhi azzurri e i capelli biondi setosi avevano dunque lo scopo di depistare lo spettatore in White Collar.

Forse si desiderava attirare il pubblico con l’inganno, per poi rivelare qualcosa di più avvincente oltre la superficialità apparente. Non possiamo negare che il volto di Bomer ricalchi un modello di bellezza tipicamente apprezzato nella Hollywood degli ultimi vent’anni, ma la sceneggiatura di White Collar è riuscita a piegare a proprio vantaggio la bellezza dell’attore nascondendovi dietro la complessità del protagonista.

White collar

Neal Caffrey in White Collar è consapevole della sua bellezza e la sfrutta spesso durante la storia per deviare l’attenzione su ciò che desidera.

Che sia per ottenere documenti, infiltrarsi negli edifici, ammaliare nemici e amici o nascondere i propri segreti, Neal Caffrey distoglie l’attenzione da ciò che vuole sfruttando gli occhi azzurri e un sorriso ipnotizzante che non sarebbero mai potuti appartenere a nessun altro attore se non Matt Bomer. L’attore della nuova stagione di The Sinner negli anni è stato capace di cucire alcune sue movenze sul personaggio del falsario, convincendo ancora di più il pubblico della scelta effettuata dalla produzione.

Inoltre, è interessante l’operazione di apologia della bellezza messa in atto nel corso delle stagioni. Come già accennato, la bellezza di Caffrey è un mezzo attraverso cui depistare personaggi e spettatori, facendo creder loro che al di là di essa non vi sia nient’altro. Si tratterebbe dunque solo di un falsario capace e con un bel viso, tuttavia è proprio oltre questa visione che si desidera andare nel momento in cui emergono sentimenti contrastanti, conflitti, abilità grandiose e uniche che rendono Neal Caffrey inimitabile e desiderabile.

Sarebbe impossibile pensare al fianco di Tim DeKay, interprete di Peter Burke, il volto di un attore che non sia Matt Bomer.

White collar

Spesso nelle serie tv, nei film o nelle storie in generale è necessario porre al fianco del protagonista dei personaggi al confine tra fratello e rivale. È il caso di Peter Burke e Neal Caffrey, la cui rivalità ha più volte stravolto le dinamiche della serie, sconvolgendoci con emozioni positive e negative che ci trasportavano verso impensabili colpi di scena. I due protagonisti di White Collar sono perfetti insieme anche fisicamente, rispecchiano del tutto il ruolo ricoperto e colmano l’uno le mancanze dell’altro convincendoci del fatto che nessun altro attore avrebbe potuto portare in scena una tale chimica e complicità nella costruzione del rapporto tra il falsario e l’agente dell’FBI.

Di certo se ci trovassimo in una realtà alternativa potremmo avanzare le medesime tesi su altri volti, ma la nostra realtà è questa e le sei stagioni di questa splendida serie tv ci hanno confermato più volte la perfetta compatibilità fisica tra Neal Caffrey e Matt Bomer, che ha saputo rendere giustizia al personaggio consegnando l’emotività, il mistero, l’intelligenza, la felicità e il talento del falsario che speriamo di rivedere presto in un revival.

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