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In fondo, il revival di Una mamma per amica non era così male

Una mamma per amica - di nuovo insieme

Attenzione: evita la lettura se non vuoi imbatterti in spoiler di Una mamma per amica e il suo revival

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Partiamo dalla fine, proviamo a fare un gioco al contrario. Il revival diUna mamma per amica ci lascia con uno di quei colpi di scena che non si scordano e che ci ha fatto parlare per anni. Spoiler: ne stiamo parlando ancora, dopo ben nove anni. Rory è incinta e non è dato sapere chi sia il padre, forse alla fine nemmeno ci interessa troppo (solo per la cronaca: l’unico con cui la vediamo davvero stare insieme è Logan. È sempre Logan). Ma soprattutto il revival di Una mamma per amica finisce su quel gazebo che ci ha accompagnato per anni, che ha accompagnato le Gilmore Girls per anni e che rimane fisso lì, integerrimo (come molte cose imperiture della serie). Simbolo di una serie tv che non va da nessuna parte, destinata a rimanere nella memoria di tutti per molto anni ancora.

E forse oltre. Ma, partendo dalla fine del revival di Una mamma per amica, possiamo già intendere quale sarà l’intero mood della nuova serie, che consta di sole quattro puntate.

Belle piene, frenetiche e incalzanti come sempre. Certo, Amy Sherman-Palladino, la creatrice del revival ma anche della serie originale, si è divertita a lasciarci in sospeso, non c’è dubbio. Ma va detto che è stata altrettanto brava anche a chiudere dei cerchi.


Lorelai stessa parla di una chiusura del cerchio, quando per l’ennesima volta si scontra con Emily e stavolta pare una chiusura definitiva. Ovviamente non lo sarà, ma le donne sono cresciute, sono cambiate. Le loro stesse vite hanno un sapore diverso. Il revival di Una mamma per amica, infatti, gioca molto su una maturità acquisita negli anni in cui non c’eravamo, dai personaggi che conosciamo già molto bene. Prima fra tutti Rory, che a dispetto di come l’avevamo lasciata, dimostra un grandissimo cambiamento. E finalmente non è più quella ragazzina perfetta che fa di tutto per sembrarlo. Finalmente è una donna con le sue difficoltà, una lavoratrice che affronta una battuta d’arresto, una figlia che inizia a vedere delle sfaccettature diverse della madre. È una Rory più matura ma anche e soprattutto più fallibile (anche se già dalla serie originale aveva delle cose da salvare).

Una mamma per amica
credits: Netflix

Ma più di tutto, diciamolo, è una Rory che finalmente sfida Lorelai (e stavolta per davvero), ha l’idea di mettere in piazza, nero su bianco, tutto quello che hanno fatto durante gli anni passati.

Vuole smascherarsi e smascherare delle cose, in maniera bonaria ma pur sempre coraggiosa. Capisce che è il momento giusto di chiudere quel cerchio, appunto, e prendere di prepotenza il toro per le corna (e non essere più legata solo alle sue relazioni).

E poi arriviamo a Lorelai, che avevamo lasciato già abbastanza matura ma di certo non realizzata a pieno. La prima battuta d’arresto del suo personaggio nel revival di Una mamma per amica avviene con la mancanza misteriosa di Sooki. In merito sappiamo solo che Melissa McCarthy, impegnata su un altro set, è riuscita a partecipare solo in finale, per pochissimo tempo. Il giusto per giustificare un minimo la sua totale mancanza nel revival. In ogni caso, a livello narrativo, Lorelai subisce l’assenza dell’amica, nonché la morte del padre. Anche se la vita di coppia con Luke sembra andare bene, sembra mancarle qualcosa, sembra avere un vuoto molto grande dovuto al lutto, e non solo, da colmare.

Il suo cerchio, che ha a che fare con la madre (come sempre) ma anche con la più insita consapevolezza di sé, si chiude nel modo che più la rappresenta.

Una sfuriata con Emily (una di quelle potenti), una telefonata drammatica per salvare il salvabile, un tentativo goffo e bizzarro di trekking nella natura e uno scontro con la figlia. Uno scontro per il quale, forse per la prima volta davvero, sarà costretta a fare un passo indietro. Rory deve scrivere della loro vita e per quanto Loreali possa essere contraria, il libro prenderà vita.

Una mamma per amica
Credits: Netflix

A questo punto, nel percorso di crescita delle nostre Gilmore, non possiamo non citare la puntata “Spring”, puntata in cui Emily e Lorelai vanno in terapia. Inutile nascondere il fatto che è forse l’unica cosa a cui pensavamo tutti guardando Una mamma per amica, la serie originale. Prima o poi ci sarebbero dovute finire. E forse è arrivata anche troppo tardi, la terapia. In maniera anche poco velata, Amy Sherman-Palladino lo fa dire a Jess e Luke, che scherzano sulla terapia di Lorelai ma che danno voce a chiunque abbia mai visto Una mamma per amica. Aldilà delle riflessioni ironiche, la puntata della terapia è geniale. Realistica e tagliente, drammatica e comica. In pieno stile Una mamma per amica, e anche con qualcosa in più.

E da qui, la riflessione nasce spontanea: il revival di Una mamma per amica non è assolutamente da buttare, come molti hanno sostenuto. Anzi, a ben guardare ci sono parecchi spunti per analizzarlo da un’ottica diversa.

Da un punto di vista che si soffermi sulla crescita dei personaggi, piuttosto che sull’aderenza alla serie originale. Che viene comunque ripresa in tanti modi, basti pensare a tutti i personaggi secondari che tornano a far parte della comunità della Gilmore Girls.

In fondo, lo scopo del revival di Una mamma per amica non era (probabilmente) quello di convincerci della serie originale, né tantomeno quello di farcela rimpiangere. Molto più plausibile è che lo scopo fosse quello di chiudere quel famoso cerchio sopracitato, di mettere un punto alle vite dei personaggi che abbiamo amato. Per dar loro anche una coerenza maggiore e una presa molto più realistica sul pubblico stesso. È credibile che Amy Sherman-Palladino non volesse ribadire il fantastico rapporto tra madre e figlia, né che volesse autocitarsi raccontando ancora tutti i problemi di Loreali con Emily. Molto più verosimile, invece, è che l’autrice avesse voglia di farci vedere delle donne diverse da quelle che avevamo lasciato, anche se ancora molto ancorate alle loro personalità. Donne cresciute, maturate e molto più consapevoli della loro fallibilità ma anche della loro forza.

Donne più realistiche, rispetto a quelle che vedevamo in Una mamma per amica.

Che di certo ci hanno conquistato, su questo non possiamo mentire. Ma che, a ben vedere, ci hanno fatto fare anche qualche domanda. Oggi, forse, grazie al revival di Una mamma per amica possiamo vederle con occhi diversi. O comunque provare a comprenderle meglio di come potevamo fare prima.

Una mamma per amica

Se non altro, il revival di Una mamma per amica è servito a questo. Quindi forse non è il prodotto migliore mai uscito, e forse non è quello che ci saremmo aspettati. Ma di sicuro ci ha sorpreso e non solo in negativo. Di sicuro ci ha spinto a ragionare meglio sulle personalità delle donne che pensavamo di conoscere così bene. E ci ha dato un punto di vista molto diverso da quello che avevamo con Una mamma per amica. In fondo è semplice, come sono cresciute loro siamo cresciute anche noi (il solo uso del femminile è una mera questione statistica).

Non avremmo voluto vedere le stesse Lorealai, Rory ed Emily, non ci sarebbero mai piaciute. Nel profondo, ci aspettavamo di vederle diverse e quello con cui dobbiamo fare i conti è, forse, solo una presa di coscienza.

Amy Sherman-Palladino ci ha dato qualcosa di cui non sapevamo di aver bisogno o che cercavamo in tutti i modi di evitare. Ancora una volta, alla fine dei fatti, Una mamma per amica ci ha sbattuto la realtà in faccia e ci ha coinvolto in una bellissima storia. Con i suoi difetti ma pur sempre un sogno ad occhi aperti. Perché Una mamma per amica (qualche info sulla serie) non ha mai smesso di sognare.