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La classifica delle 5 storyline più realistiche di Gilmore Girls

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Gilmore Girls è la serie della nostra infanzia. E della nostra adolescenza. Ci ha tenuto compagnia dandoci importanti lezioni di vita, siamo cresciute insieme alle protagoniste, ci siamo commossi nel tornare a Stars Hollow 10 anni dopo. Ciascun personaggio, ciascuna evoluzione e sottotrama, ha mostrato facce diverse della stessa medaglia e noi li abbiamo seguiti tutti lungo i loro percorsi divergenti, a volte sbagliati e altre impervi, ma soddisfacenti.
Ammettiamo che è capitato di notare quanto alcune fossero altamente improbabili, forse troppo idealistiche.

Ma altre storyline di Gilmore Girls si sono dimostrate incredibilmente realistiche, nel bene e nel male, permettendoci di immedesimarci ancor di più nei protagonisti e analizzare la situazione nella sua crudezza.

5) Il crollo di Paris a Yale e la sua rivalità con Rory

Paris è il grillo parlante di Gilmore Girls. Ma se spesso vede quello che gli altri non vogliono vedere, si è trovata spesso a dover mandar giù bocconi amari. Quando Rory le porta via la redazione del giornale Yale Daily News, dopo che aveva tanto duramente faticato per ottenere quella posizione, sente la terra crollarle sotto i piedi. In questo caso specifico non si tratta di semplice ambizione, ma di delusione profonda. E di rabbia non solo nei confronti dell’amica usurpatrice, ma anche nei propri riguardi. Infatti, il motivo per cui viene tagliata fuori è che le venivano recriminati modi dispotici e violenti. Non che sia una novità per Paris, ma è per lei come l’ennesima conferma che per quanto si sforzi non riesce mai a essere abbastanza.

Ma è questa rivalità mal sopita con Rory che rende il suo personaggio e il loro rapporto molto credibile: l’amicizia e l’affetto non sempre cancellano la competizione, che invece riesce a farsi largo soprattutto quando si condividono gli stessi ambienti e si hanno le medesime aspirazioni.

4) Emily si addolcisce con l’avanzare dell’età

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Emily e Richard Gilmore non sono stati i migliori genitori che si potessero desiderare. Sempre attenti al giudizio, alle apparenze, severi e distanti da qualsiasi cosa fosse diverso. E Lorelai era diversa da loro e nonostante fosse la loro figlia, hanno preferito allontanarla piuttosto che cercare di comprenderla. Ma forse, anche lei ha fatto di tutto per non andare loro incontro, evitando ogni contatto e ogni tentativo di riappacificazione. Ma un cliché fin troppo vero, è che i nonni più avanza l’età, più si ammorbidiscono. Emily ne è un chiaro esempio.

Nel Revial la vediamo ancora la donna dura che abbiamo imparato ad amare nelle sette stagioni precedenti. Ma abbiamo anche capito che dietro quella durezza si cela in realtà dolore: per le perenni divergenze con la figlia e – soprattutto – per la morte di suo marito. Ma se i battibecchi non sono finiti, si inizia a far largo il bisogno di instaurare un rapporto più sano con Lorelai e di lasciare andare il passato e i rammarichi, per abbracciare il presente e il futuro. Prende così le distanze da quella vita perfetta che aveva cercato di costruire, e preferisce invece avvicinarsi a una realtà più autentica e che non la faccia sentire sola.

3) Lorelai è costretta a chiedere un prestito

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In realtà questo accade più di una volta per motivazioni diverse. La prima è quella più iconica, che ha dato il via alla serie stessa: la protagonista non può permettersi la retta dell’esclusiva scuola privata di Rory, la Chilton. Potrà sembrare banale, ma non sorvolare su un problema del genere giova alla veridicità della serie stessa: Lorelai è una giovane donna che fin dall’età di sedici anni ha iniziato a lavorare duramente per potersi permettere una casa e costruire una vita dignitosa per sé e sua figlia. Nel quotidiano, se la cavano decisamente bene, ma qualsiasi spesa straordinaria diventa un peso troppo massiccio da sostenere. E così Lorelai decide di chiedere un sostegno economico ai suoi genitori, trovandosi costretta a partecipare alle “cene del venerdì sera”. Ma anche questa volta abbiamo una prova di realismo: una mamma farebbe di tutto per il bene della propria figlia, per poter vedere realizzato il suo sogno e permetterle di studiare nelle migliori scuole.

E ancora, la sua principale preoccupazione quando deve far fronte all’ingente spesa per comprare la locanda La Libellula concretizzare il suo di sogno, la principale pena è trovare i soldi necessari per continuare a pagare le tasse di Yale a Rory. Questa volta, è Luke a correre in suo aiuto, prestandole e investendo nella locanda molti dei suoi risparmi.

2) La storia di Lane

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La storia di Lane è forse quella più triste, per certi versi. E per questo molto reale. Con gli anni il fuoco sacro della ribellione si è spento, assorbito dalle mille faccende e dai figli. E così, proprio lei che sognava una vita fatta di indipendenza, musica e libertà assoluta, si è trovata costretta in una realtà diversa: quella della casalinga nella sua piccola città natale. Non che sia un male o una nota di demerito. Anzi, quel che rende la sua storia realistica è che semplicemente i sogni si sono ridimensionati, non sono stati schiacciati. Soddisfatta della sua normalità, continua a lottare per le sue cause e continua a fare del rock la sua ragione di esistere. Solo che accanto alla band ci sono anche altre responsabilità che il mondo degli adulti porta inevitabilmente con sé.

Sarebbe stato certamente più affascinante rivedere Lane – nel Revival – rock star famosa, piena di concerti in programma, con una lussuosa villa in cui crescere i suoi bambini insieme a Zach mentre alle pareti sono appesi in delle teche di vetro i dischi d’oro e platino. Ma la verità è che non sempre questo può succedere, il successo non è dietro l’angolo e non aspetta tutti. Il vero successo invece sta nel vivere una vita piena di emozioni, di piccole conquiste e momenti speciali.

1) Le difficoltà di Rory dopo il college

Gilmore Girls: A Year in a Life ha deluso moltissimi di noi. Non c’è da stupirsi: Rory, sempre troppo perfetta, aveva iniziato a snaturarsi molto prima del Revival, che ha solo confermato un declino già presagito. I toni più cupi e meno ottimistici è come se avessero voluto introdurre tematiche più adulte, cancellando quella freschezza che aveva reso speciale Una Mamma Per Amica. Nonostante questo però, come già nel caso di Lane, è estremamente realistico vedere una giovane ventenne barcamenarsi tra le prime esperienze lavorative e i primi fallimenti. Non tratteremo delle pene d’amore di Rory perché in questo ambito il personaggio è stato completamente stravolto. Ma è verosimile pensare che le menti più brillanti, soprattutto in questo momento storico, devono fare i conti con la realtà e ingegnarsi per trovare vie alternative per raggiungere il successo nel proprio campo.

È semplice così immedesimarsi in lei: finché si è al college, nonostante le difficoltà, siamo ancora relativamente protetti, incanalati in un percorso. Ma una volta fuori, è facile perdere la direzione e sconfortarsi quando sono più le porte chiuse che i portoni che si aprono. Ciononostante, Rory dimostra di non aver perso (almeno questo!) la sua forza d’animo dopo un primo momento di abbattimento e di aver ancor idee e desiderio di mettersi in gioco.

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Scritto da Carolina Avagliano

Ogni giorno mi rifugio in mondi sconosciuti così, episodio dopo episodio e pagina dopo pagina, i colori di quegli universi e di quelle storie inondano le mie giornate.

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