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This Is Us: la vita, l’amore, la perdita

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Ci sono serie tv che cambiano la percezione di un genere, che ridefiniscono le regole della narrazione televisiva, che diventano fenomeni pop. E poi ci sono quelle che cambiano noi, nel modo in cui guardiamo la vita. This Is Us, è una di queste. Non è solo un drama familiare, non è solo la storia dei Pearson: è un viaggio nella memoria, un’analisi lucida e commovente dell’essere umano, della fragilità e della bellezza dell’esistenza. È una serie che ci insegna che dietro ogni sorriso può nascondersi una ferita, e che dietro ogni dolore si può ancora scorgere un raggio di luce.

L’opera di Dan Fogelman ha avuto il coraggio di raccontare la quotidianità come se fosse epica, di dare dignità al semplice, di trasformare i gesti più comuni in atti narrativi universali. Perché in fondo This Is Us non è una serie su qualcuno, ma è una serie su tutti. Sin dal primo episodio, lo show mette in chiaro il suo manifesto. Non c’è gioia senza dolore, non c’è inizio senza fine. La nascita dei Big Three, Kevin, Kate e Randall, si intreccia con la morte di un altro neonato, figlio mai nato di Jack e Rebecca. Una coincidenza, una tragedia, e insieme un dono inatteso: l’arrivo di Randall, adottato per riempire quel vuoto. Da quel momento è chiaro che la vita, per i Pearson e per noi spettatori, non sarà mai una linea retta ma un insieme di curve, deviazioni e ritorni.

Jack e Rebecca in This Is Us

In This Is Us il tempo non è mai lineare

I continui salti tra passato, presente e futuro non sono un espediente stilistico, ma un modo per raccontare la vita nella sua forma più vera. Di fatto, noi non viviamo in ordine cronologico, ma di ricordi, di flash improvvisi, di proiezioni sul domani. Così, nel guardare Kevin sul set di un film, vediamo contemporaneamente il bambino che cercava disperatamente lo sguardo del padre. Nel vedere Randall politico e uomo di successo, rivediamo il ragazzino smarrito che non sapeva a chi appartenere. La vita non si capisce mai al presente: si capisce solo guardando indietro, o guardando avanti con paura. E This Is Us ci porta per mano in questo caos, ricordandoci che non esiste una versione perfetta della vita. Esistono solo tentativi, cadute, nuovi inizi.

Il cuore pulsante della serie è l’amore. Non un amore idealizzato, ma un sentimento reale, complesso, a volte devastante. Jack e Rebecca ne sono l’incarnazione più luminosa. Lui, eroe imperfetto, padre modello e marito appassionato, ma anche uomo segnato da un passato difficile, da un padre violento e dall’ombra dell’alcolismo. Lei, donna forte, che sacrifica sogni personali per la famiglia e che, nel corso della vita, si ritroverà più volte a dover reinventare se stessa. Il loro amore non è un cliché da favola, ma un legame che resiste alle tempeste, che continua a esistere anche quando Jack non c’è più.

L’amore raccontato va oltre quello romantico

È quello tra fratelli, fatto di competizione, rancori, incomprensioni, ma anche di complicità e salvezza reciproca. Kevin, sempre alla ricerca di conferme, cerca di emergere dall’ombra del padre e di liberarsi dal peso di sentirsi “quello meno speciale”. Kate, segnata da insicurezze e complessi, combatte con un corpo che percepisce come nemico e con un senso di inadeguatezza che la accompagna da sempre. Randall, l’unico figlio adottato e nero in una famiglia bianca, lotta con un’identità spezzata, cercando costantemente di essere perfetto per meritarsi il posto che gli è stato dato.

Ognuno di loro ama a modo suo, ognuno di loro sbaglia, cade, si rialza. E attraverso le loro relazioni vediamo come l’amore possa essere allo stesso tempo ancora di salvezza e fonte di dolore. È un amore che non cancella le ferite, ma che insegna a conviverci. Nessuna serie recente ha saputo raccontare la perdita come This Is Us. La morte di Jack non è solo un colpo di scena, è l’evento fondativo che definisce tutto. La sua assenza diventa presenza costante: ogni scelta dei figli, ogni gesto di Rebecca, ogni silenzio familiare porta con sé l’eco di quell’uomo. Jack diventa un fantasma che accompagna e condiziona tutti, simbolo di un amore tanto grande quanto impossibile da replicare.

I protagonisti della serie tv

La perdita riguarda tutti i protagonisti

Kate affronta la perdita (ecco il concetto di perdita in Shrinking) di un figlio, Kevin la perdita di sé stesso tra alcol e dipendenze, Randall la perdita del tempo con il padre biologico, William, che arriva troppo tardi. E infine c’è Rebecca, che nella sua battaglia contro l’Alzheimer diventa la testimonianza più straziante del dolore. Non la morte improvvisa, ma la lenta cancellazione di una memoria, di un’identità, di una madre che si dissolve davanti agli occhi dei figli. In This Is Us, la perdita non è mai spettacolare. Non c’è tragedia gridata, ma ferite silenziose che rimangono. È la sedia vuota a tavola, è un compleanno senza quella voce familiare, è un ricordo che punge all’improvviso.

Ma è anche la dimostrazione che il dolore non distrugge soltanto. Esso plasma, trasforma, obbliga a crescere. Forse il successo di This Is Us sta proprio nell’essere tanto universale. Non importa da dove veniamo o quale sia la nostra storia, ognuno di noi ritrova un pezzo di sé nei Pearson. Chiunque abbia perso qualcuno, chiunque abbia amato in modo imperfetto, chiunque abbia avuto paura di non essere abbastanza, riconosce quella sensazione guardando un episodio. Eppure la serie non indulge mai nel pessimismo. Ogni lacrima è bilanciata da un sorriso, ogni dolore da un gesto di speranza.

In This Is Us non c’è né cinismo né dolcezza

C’è la verità. Una verità che ci dice che la vita è difficile, che l’amore è complicato, che la perdita è inevitabile. Ma ci dice anche che, nonostante tutto, continuiamo ad andare avanti. Insieme. Questa non è solo una serie da guardare, ma da vivere. È un’esperienza emotiva che ci accompagna ben oltre i titoli di coda, che ci spinge a chiamare i nostri cari, a pensare a chi non c’è più, a perdonare noi stessi per i nostri fallimenti (qui i personaggi che hanno fallito).

La vita, l’amore, la perdita. Tre parole che sembrano semplici, ma che racchiudono tutto. Tre parole che la serie scompone e ricompone per sei stagioni, mostrandoci che in fondo siamo tutti parte della stessa storia. E forse è per questo che, quando l’ultimo episodio si chiude, sentiamo di aver perso qualcosa, ma anche di aver guadagnato uno sguardo diverso sulla vita. Perché in fondo, nel dolore e nella gioia, nelle assenze e negli abbracci, la verità è una sola: this is us.