in

The Witcher: i 10 gesti più toccanti di Geralt di Rivia

the witcher

Nonostante il suo aspetto possa trarre in inganno, Geralt di Rivia è un personaggio estremamente attento alla propria morale. Austero e intrepido, sa quando combattere per ciò che è giusto (e conveniente) e quando, invece, è il momento di farsi da parte. In The Witcher ha sconfitto mostri e rotto maledizioni, mantenendo costantemente la corazza dell’impavido mercenario senza emozioni. Eppure, alcune delle sue gesta sono state estremamente toccanti.

Geralt è un Witcher e, come tale, difficilmente si lascia andare ai sentimenti. Ma nel corso della serie abbiamo assistito ad alcune reazioni capaci di farci vedere questo personaggio, stoico e apparentemente apatico, in modo diverso. Egli ha infatti mostrato compassione ed empatia, rivelando una personalità complessa e, a tratti, controversa.

In questo articolo abbiamo quindi raccolto i dieci gesti più toccanti coi quali ha tirato fuori il meglio di sé, dimostrando di essere molto più di uno spietato mercenario. Vediamoli insieme.

1) Proteggere Duny da morte certa

the witcher

Durante la 1×04 di The Witcher, l’arrivo di un inusuale cavaliere al banchetto della regina Calanthe gela l’atmosfera. L’uomo ha l’aspetto di un’istrice a causa di una maledizione e la regina, sorpresa dall’aspetto e dalla spavalda richiesta di prendere in sposa la principessa Pavetta, lo condanna a morte.

Duny, Istrice di Erlenwald, in nome della legge della sorpresa chiede di poter sposare la principessa. Tuttavia, la regina Calanthe si rifiuta di mantenere la promessa e prega quindi Geralt di liberarsi di quella bestia. Geralt declina la sua offerta, combattendo piuttosto insieme al cavaliere. Egli agisce per istinto, salvando un uomo da una morte ingiusta e senza richiedere alcuna ricompensa. In nome della legge della sorpresa, egli protegge così il principe, segnando involontariamente il proprio destino.

Written by Simona Mainenti

Innamorata della scrittura, ossessionata da film e serie tv.
Sono fermamente convinta che la cultura sia il superpotere più figo di tutti.

Messiah, la recensione della prima stagione

dracula

No, Dracula non è la nuova Sherlock