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The Terminal List è la solita storia che alla fine intriga sempre

Attenzione: l’articolo contiene spoiler sul finale di The Terminal List!

The Terminal List è una piccola perla adrenalinica di Amazon Prime Video, rilasciata lo scorso primo luglio, trasposizione televisiva dell’omonimo romanzo di Jack Carr (qui potete leggere la nostra recensione della Serie Tv). Il protagonista assoluto è il Comandante James Reece, interpretato da Chris Pratt, il quale è anche tra i produttori esecutivi della Serie Tv.

In definitiva si tratta di un action thriller che non propone nulla di nuovo, ma che ci tiene incollati allo schermo dall’inizio alla fine. Il prodotto è ben confezionato e non adatto a spettatori dallo stomaco debole. Lasciarsi coinvolgere dalla missione sui generis di Reece è facilissimo, le dinamiche e la regia fanno in modo che anche lo spettatore senta il dolore del comandante, che assorba il lutto e senta la necessità di vendetta scorrergli nelle vene.

The Terminal List non lascia spazio alla pietà, il dolore è l’elemento chiave che fa scattare il grilletto della pazzia.

The Terminal List
James Reece – The Terminal List

“It’d be a mistake to push a man to violence, if violence is what he has dedicated his life to perfecting”

“Sarebbe un errore spingere alla violenza un uomo che ha dedicato la sua intera vita a perfezionare la violenza”. Questa frase riassume alla perfezione l’intera serie. Il soldato ha speso la sua intera esistenza a seguire gli ordini fidandosi dei suoi superiori, dei suoi compagni di plotone e della sua Patria. Poi arriva un giorno in cui tutto ciò in cui hai creduto ti si rivolta contro e ti toglie tutto.

James Reece perde i suoi compagni sul campo, li vede morire a uno a uno. Ritorna a casa con i pensieri in subbuglio e la memoria che fa cilecca, ma ha ancora il suo tesoro più grande: sua moglie e la sua piccola Lucy.

Quando inizia a capire che qualcosa non va è troppo tardi, ritorna a casa ed è costretto a stringere tra le braccia i cadaveri insanguinati delle due donne che costituivano il suo intero mondo, la sua ragione di vita.

“Is she gonna be ok daddy?” chiedeva la bambina preoccupata guardando l’uccellino sfortunato che si era schiantato contro il vetro della loro finestra. James Reece vorrebbe confortarla, mentirle e dire che l’uccellino guarirà e sarà pronto a spiccare nuovamente il volo, ma non può farlo. Così si siede sul divano di casa e con delicatezza spiega a sua figlia le conseguenze della morte, della sua morte.

Perchè quando si indossa la divisa e si parte in missione non si ha mai la certezza di ritornare a casa, questo The Terminal List ce lo fa capire forte e chiaro.

Eppure il Comandante non aveva fatto i conti con la possibilità opposta, ossia quella di ritornare a casa e non trovare più la sua famiglia ad aspettarlo. In quel momento realizza di non avere più niente da perdere, e non c’è cosa più pericolosa di un soldato addestrato che ha tanta sete di vendetta e nient’altro da perdere.

Così inizia a scavare dietro le tante bugie e le strane coincidenze. In bilico tra il dubbio di aver perso lucidità e la silente consapevolezza di dover seguire il suo istinto. Il ritratto d’amore che la piccola Lucy aveva fatto con i suoi pastelli colorati diventa la tela dietro cui incidere una lista di sangue.

Non c’è più giustizia che conti, se non quella fatta di violenza e sangue. Lui è la Giustizia. A poco a poco il puzzle del tradimento prende forma, Reece è un uomo contro mille ma dalla sua parte ha la determinazione di cancellare ogni singolo nome di quella lista.

Scopre che lui e il suo plotone erano nient’altro che cavie di un esperimento andato male.

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Costi quel che costi i responsabili dovevano cancellare le tracce di quell’errore fatale, insabbiare i tumori che si annidavano silenti nei cervelli di quei soldati ignari di tutto. La sopravvivenza di Reece e Boozer non era prevista nei piani, e la soluzione era eliminarli prima che la cosa venisse a galla. Ma il Comandante era già un passo avanti.

Ovviamente la storia è molto inverosimile: il Comandante Reece sembra quasi un essere sovrannaturale e immortale che si scontra da solo contro un esercito e ogni volta riesce a portare a casa la pelle.

Ma il segreto è non interrogarsi troppo su come Reece riesca a sopravvivere ogni volta e a raggiungere con facilità i suoi obiettivi. Per godersi The Terminal List è necessario rilassarsi e non badare troppo alla verosimiglianza degli avvenimenti, lasciandosi travolgere dalla voglia di venire a capo della situazione e dalla curiosità di sapere come Reece arriverà a spuntare l’ultimo nome della sua lista nera.

Un nome che, in realtà, ci lascia a bocca aperta e che genera una nuova e dolente ferita nel protagonista di The Terminal List, il quale è ormai completamente a pezzi, pronto a togliersi l’ennesimo pugnale dalle spalle per piantarlo nel petto di chi lo ha tradito.