Vai al contenuto
Home » The Last Frontier

The Last Frontier 1×09 – La Recensione: cosa sta succedendo?

Ogni giorno proviamo a raccontare le serie TV con la stessa cura e passione che ci hanno fatto nascere. Se sei qui, probabilmente condividi la stessa passione anche tu. E se quello che facciamo è diventato parte delle tue giornate, allora Discover è un modo per farci sentire il tuo supporto.

Con il tuo abbonamento ci aiuti a rimanere indipendenti, liberi di scegliere cosa raccontare e come farlo. In cambio ricevi consigli personalizzati e contenuti che trovi solo qui, tutto senza pubblicità e su una sola pagina. Grazie: il tuo supporto fa davvero la differenza.

➡️ Scopri Hall of Series Discover

Il nono episodio di The Last Frontier (su Apple TV), distribuito eccezionalmente di mercoledì anziché nel consueto appuntamento del venerdì, arriva con la promessa di un’accelerata verso il gran finale. Dopo un ottavo episodio che avevamo definito il più debole della stagione – un lungo intermezzo fatto di flashback poco necessari e ancor meno incisivi – ci si aspettava che la serie ritrovasse la direzione perduta. O, almeno, mostrasse l’intenzione di farlo. Invece, ciò che abbiamo tra le mani è un capitolo che non affonda completamente ma nemmeno galleggia: un episodio confuso, a tratti incoerenti, che sembra rimettere in discussione tutto ciò che la serie aveva faticosamente (e non sempre con successo) cercato di costruire fino a qui. Uno degli aspetti che più colpiscono è la gestione del personaggio di Sidney. Solo la scorsa settimana, attraverso un lungo excursus nel suo passato, avevamo assistito a un tentativo di ricalibrarla.

Non più una figura antagonista, come inizialmente pensavamo, ma un personaggio guidato da un obiettivo ambiguo, con un codice e motivazioni personali.L’intento sembrava chiaro: rimettere in prospettiva le sue azioni, ridimensionando l’idea di “cattiva” e spostando l’attenzione sulla vera minaccia rappresentata da Bradford. È per questo che la scena in cui Sidney irrompe in una casa privata, viene sorpresa dal proprietario e reagisce attaccandolo senza alcuna esitazione, quasi fosse tornata alla sua versione più crudele e impulsiva, risulta spiazzante. Più che un’evoluzione, appare come una deviazione improvvisa rispetto al tracciato che l’episodio precedente aveva delineato. Non si tratta tanto di una contraddizione irrecuperabile, quanto di un passaggio che avrebbe forse richiesto un maggiore accompagnamento narrativo per risultare coerente.

L’impressione è che la serie stia ancora cercando il modo migliore per definirla nel contesto degli eventi che si avvicinano alla conclusione.

Gran parte di questo nono episodio di The Last Frontier è dedicata all’inseguimento di Sidney da parte di CIA e forze federali. Un tipo di sequenza che la serie ha già sperimentato più volte nel corso della stagione, un’ennesima caccia all’uomo. Un tentativo di riportare in scena il dinamismo che era mancato nell’episodio precedente, ma che mette in luce alcune forzature. Sidney, sola e a piedi, riesce a seminare camionette, agenti addestrati, squadre di pattugliamento e sistemi di tracciamento avanzati come se disponesse di risorse infinite. Il fatto che riesca a restare costantemente un passo avanti dovrebbe conferire un tono quasi “eroico” alla sua fuga. Eppure, indebolisce la percezione di realismo. Altro elemento centrale dell’episodio è la posizione di Havlock, che si trova nuovamente in fuga e che, soprendentemente, sembra ora orientato a mettersi dalla parte di Sidney.

Il loro rapporto è uno dei nodi più ambigui e contraddittori da interpretare, specialmente in questo episodio e, soprattutto, considerando il passato recente tra i due. Sidney ha più volte tentato di eliminare Havlock, arrivando perfino a causare la caduta dell’aereo su cui viaggiava. Che Havlock possa ora considerarsi un alleato, o comunque una figura che sceglie di sostenerla, è una svolta che arriva senza un vero percorso intermedio. Sappiamo che entrambi condividono un obiettivo comune, ossia far emergere la verità sull’Archivio 6. Ma fino a che punto? È una svolta narrativa che lascia aperti molti interrogativi riguardo alla credibilità di questa scelta. Con l’avvicinarsi del finale, ci si aspetterebbe che The Last Frontier inizi a delinare con maggior precisione le dinamiche principali, chiarendo ruoli, alleanze e obiettivi.

Invece, questo nono episodio conferma una certa imprevedibilità e contraddizione.

I ruoli cambiano, le alleanze si sciolgono e si ricompongono senza che lo spettatore abbia il tempo (o gli elementi) per comprendere il perché. E allora sì, il finale sarà sicuramente una sorpresa. Ma non nel senso positivo del termine, non come costruzione di un percorso che trova finalmente il suo compimento. Sarà una sorpresa perché tutto può (letteralmente) accadere. È la sorpresa di una narrazione instabile, che può ribaltare ogni elemento, semplicemente perché non ha mantenuto una direzione stabile. La trasformazione di Sidney, il ruolo di Havlock, la vita privata di Frank, le dinamiche tra le varie agenzie governative e il peso degli eventi passati convivono in uno spazio narrativo denso ma poco coerente. Manca, in questa fase, quella chiarezza d’insieme che dovrebbe guidare noi spettatori verso il finale con un senso di coerenza e di progressiva messa a fuoco.

Questo nono episodio di The Last Frontier si presenta come un capitolo che tenta di ristabilire il ritmo e di prepare il terreno alla conclusione. Ma lo fa attraverso scelte narrative che risultano troppo improvvise e poco contestualizzate. Le incongruenze interne (soprattutto la gestione dei personaggi) contribuiscono a una sensazione di incertezza che ci ha accompagnato in questa stagione. Il finale si preannuncia dunque imprevedibile. Non tanto per la ricchezza dei percorsi intrapresi finora, quanto per una narrazione che sembra ancora in cerca del proprio equilibrio. L’impressione è che tutto possa ancora cambiare, in bene o in male, e che l’ultimo episodio avrà l’arduo compito di riportare ordine in un mosaico che, per ora, resta volutamente disomogeneo.