Attenzione: evitate la lettura se non volete imbattervi in spoiler su The Girlfriend.
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In The Girlfriend, la nuova serie di Amazon Prime Video, non ci sono eroi, né personaggi che incarnano la bontà assoluta. Tutti hanno qualcosa da nascondere, una parte di sé che preferirebbero non mostrare, un segreto o un gesto che incrina ogni possibile purezza. Quello che in apparenza sembra un semplice dramma domestico si rivela presto un thriller psicologico intriso di tensione e ambiguità, dove le emozioni più comuni – l’amore, la gelosia, la paura di perdere – diventano armi affilate. Non esistono buoni e cattivi, ma solo esseri umani imprigionati nei propri istinti, incapaci di distinguere ciò che è giusto da ciò che serve per sopravvivere.
La serie ci trascina lentamente in un territorio dove la morale si dissolve, e ogni gesto nasce da un intreccio di dolore e ossessione. È un racconto di relazioni spezzate, di potere e di controllo, dove nessuno è davvero innocente. La forza di The Girlfriend sta proprio nella sua capacità di ribaltare le aspettative: non ci invita a scegliere da che parte stare, ma ci costringe a osservare, con inquietudine crescente, quanto sia sottile la linea che separa la vittima dal carnefice. (Se ancora non l’hai vista, la trovi qui su Amazon Prime Video)
Una madre che non conosce limiti?

Laura è il cuore oscuro di The Girlfriend. Madre devota, donna affermata, figura elegante e determinata, vive un’esistenza ordinata e sotto controllo fino a quando nella vita del figlio Daniel compare Cherry, la nuova fidanzata. Da quel momento, tutto ciò che per lei rappresentava stabilità inizia a sgretolarsi. Quella ragazza sconosciuta diventa la minaccia peggiore: una presenza che ruba spazio, affetto, importanza. Laura non riesce ad accettare di essere esclusa dal centro dell’universo del figlio e lascia che la paura di perderlo prenda il sopravvento.
Ciò che poteva sembrare amore materno si trasforma in ossessione, in una volontà cieca di controllo. Il suo affetto diventa veleno, un sentimento capace di distruggere ogni cosa. L’episodio in cui finge la morte di Daniel per punire Cherry segna il punto di non ritorno, un atto di crudeltà che supera i limiti della ragione. Non lo fa per difendere, ma per ferire. In Laura convivono l’amore e la distruzione, la tenerezza e la follia: una miscela che la rende tanto umana quanto pericolosa. È il ritratto di una madre che non riesce più a distinguere l’amore dalla possessione, e che finirà per pagare a caro prezzo la sua incapacità di lasciar andare.
Cherry (The Girlfriend), l’altra metà del buio

Cherry, la giovane fidanzata di Daniel, appare inizialmente come la vittima perfetta della situazione: una ragazza semplice, un po’ insicura, travolta dall’ostilità di una madre invadente. Ma con il passare degli episodi la sua immagine si incrina. Cherry mente, manipola, reagisce con una violenza sottile e calcolata. Anche lei è spinta da un bisogno profondo di essere amata, riconosciuta, rispettata. Tuttavia, dietro la sua apparente vulnerabilità si nasconde una forza quasi spietata, quella di chi ha imparato a sopravvivere combattendo. Non è un personaggio innocente, ma un riflesso deformato delle paure di Laura: ambiziosa, testarda, capace di trasformare il dolore in vendetta. In lei convivono l’ingenuità e la ferocia, il desiderio di amore e la volontà di rivalsa.
Ogni sua azione diventa una risposta diretta all’umiliazione subita, ma in questa guerra non c’è mai equilibrio, solo escalation. La rivalità con Laura si trasforma in un campo di battaglia psicologico, dove ogni parola pesa come un colpo. Cherry impara presto a muoversi con la stessa freddezza dell’avversaria, e in questa metamorfosi perde la sua innocenza. Alla fine, ciò che resta di lei è un’ombra, una donna che ha imparato a combattere con le stesse armi di chi voleva distruggerla, prigioniera di un dolore che non riesce più a trasformare in amore. (5 scorrevoli Serie Tv thriller da sole due stagioni che puoi recuperare in un week-end)
Nessuno è innocente in The Girlfriend

La grande forza narrativa di The Girlfriend è la sua neutralità morale. Non esiste una parte giusta, non c’è un personaggio da difendere o uno da condannare. La serie alterna continuamente i punti di vista di Laura e Cherry, mostrandoci come ognuna di loro creda di avere le proprie ragioni, anche quando agisce nel modo più spietato. È un racconto di specchi infranti, in cui ogni verità si sdoppia e ogni giustificazione perde di valore.
Quando Laura finge la morte del figlio per punire la rivale, il gesto appare mostruoso, ma non meno lo sono le vendette di Cherry, che reagisce con una determinazione altrettanto crudele. Il male diventa circolare e si alimenta da solo, fino a inglobare tutti. Non esistono reazioni giuste, solo catene di ferite che si susseguono senza fine. Il figlio, Daniel, resta intrappolato nel mezzo di questa guerra silenziosa, inconsapevole pedina di una sfida che lo supera. Lo spettatore, come lui, non ha punti di riferimento morali: assiste a una discesa collettiva verso la follia, dove la compassione lascia spazio al sospetto e l’amore si trasforma in ossessione. The Girlfriend non chiede di giudicare, ma di comprendere quanto sia facile oltrepassare il confine tra dolore e crudeltà. (Qui la recensione completa della serie, il domestic noir sull’amore ossessivo)
L’equilibrio del male

Man mano che la storia procede, la tensione cresce in modo costante e inesorabile. Ogni scena è carica di un’inquietudine sottile, come se da un momento all’altro qualcosa di terribile potesse accadere. Non ci sono veri colpi di scena: è la quotidianità stessa a diventare minacciosa. Le due protagoniste si studiano, si provocano, si colpiscono con una precisione chirurgica. Laura e Cherry sono due facce della stessa ossessione: una incapace di lasciare andare, l’altra incapace di fidarsi. Entrambe vogliono vincere, ma nessuna capisce che, in realtà, non c’è vittoria possibile in una guerra dove ogni gesto nasce dal rancore.
La regia mantiene sempre un equilibrio perfetto tra le due, evitando di privilegiare l’una sull’altra. Anche nei momenti più estremi, la serie rifiuta di offrire un giudizio morale. L’orrore non è mai spettacolarizzato: è psicologico, sottile, insinuante. Quando la violenza esplode, è solo la conseguenza inevitabile di un veleno accumulato nel tempo. Tutto ciò che rimane è il senso di perdita, la consapevolezza che il male non è un’entità esterna ma qualcosa che cresce, lentamente, dentro chi lo alimenta. (Le 8 più brillanti Serie Tv di genere thriller psicologico degli ultimi 5 anni)


