Molti di voi sottovaluteranno questo momento. Anche perché potreste semplicemente fregarvene di Stranger Things.
Potreste non aver mai visto una singola puntata. Pensare magari che i Demogorgoni non siano altro che timidi ricordi di studi superficiali della storia greca, mentre Vecna potrebbe essere benissimo il nome di una band hard rock degli anni Settanta. Sì, certo: la rumorosa platea che sta accompagnando la serie nei suoi atti finali sarà sempre meno numerosa degli assenti. Di chi non ha mai subito la sua fascinazione o addirittura la respinge a prescindere. Perché sì, Stranger Things non è per tutti. E non c’è niente di strano: nessuna serie lo è. Ma c’è chi si avvicina più di un altro in tal senso: chi abbraccia una vaga idea di universalità dopo esser partito da un genere specifico.
Una contingenza favorevole, il passaparola e la conseguente attenzione mediatica crescente possono creare le condizioni ideali per far sì che una serie tv, a un certo punto, non sia più una serie tv. Diventi un vero e proprio evento.