Attenzione: evita la lettura se non vuoi imbatterti in spoiler di Stranger Things
Ogni giorno proviamo a raccontare le serie TV con la stessa cura e passione che ci hanno fatto nascere.
Se sei qui, probabilmente condividi la stessa passione anche tu.
E se quello che facciamo è diventato parte delle tue giornate, allora Discover è un modo per farci sentire il tuo supporto.
Con il tuo abbonamento ci aiuti a rimanere indipendenti, liberi di scegliere cosa raccontare e come farlo.
In cambio ricevi consigli personalizzati e contenuti che trovi solo qui, tutto senza pubblicità e su una sola pagina.
Grazie: il tuo supporto fa davvero la differenza.
➡️ Scopri Hall of Series Discover
Stranger Things è tornato. E non solo perché abbiamo potuto vedere, nel momento in cui si scrive, i primi due volumi della quinta stagione. Stranger Things è tornato sul serio, è tornato quello che era una volta. E lo ha fatto in maniera piuttosto plateale. D’altronde abbiamo dovuto aspettare molto tempo tra una stagione e l’altra e il rischio altissimo era quello di non ricordare quasi nulla. Anche i fan più accaniti, e forse loro più di tutti, avevano il timore di non riuscire a ricollegare i tasselli. E invece, contro le peggiori aspettative, i fratelli Duffer (creatori della serie che è ormai culto) sono riusciti a riportarci ad Hawkins senza problemi.
Insomma, Stranger Things è tornato in pompa magna e, con lui, sono tornati ovviamente i personaggi di cui ci aveva fatto innamorare fin dalla primissima stagione.
Soprattutto grazie alla prima stagione, a dirla tutta. I ragazzi che nella quinta stagione di Stranger Things sono quasi adulti, costretti in qualche modo a diventarlo, tornano sui nostri schermi per vivere un’ultima e incredibile avventura. E, da quel poco che abbiamo potuto vedere fino ad ora, hanno tutte le intenzioni di coinvolgerci a pieno.

Tra tutti, Dustin (Gaten Matarazzo) è quello che ha sorpreso maggiormente. E lasciateci dire che il cambiamento di Dustin è destinato a cambiare le carte in tavola. Partiamo dal principio, cercando slegare il più possibile il personaggio di Dustin dalla serie stessa. Può sembrare assurdo e azzardato ma promettiamo una morale tutt’altro che scontata.
Quando abbiamo conosciuto Dustin Henderson, nella prima stagione, abbiamo incontrato un ragazzino sveglio e intelligente. Sicuramente con tantissima energia creativa da sprigionare.
La passione per il gioco di ruolo, come i suoi compari, lo porta ad essere ingegnoso e anche leggermente credulone. Dote che gli sarà utile per denominare i vari mostri che appariranno sul suo cammino e su quello dei suoi amici. Fin da subito Dustin è l’anima della festa. Sempre positivo e propositivo, sempre pronto alla battaglia piuttosto che alla resa (e anche pronto alla battuta).
E, forse anche per questo motivo, è anche uno dei pochi a dedicarsi davvero all’amore. Nell’arco delle stagioni vediamo Mike innamorarsi di Eleven e lo sviluppo di un divertente triangolo amoroso tra Nancy, Steve e Jonathan. E, solo verso la fine, un’appassionante linea amorosa non proclamata tra Will e Mike. Ma la storia d’amore che ci appassiona più di tutte, che poi è paradossalmente quella che vediamo di meno, è quella tra Dustin e Suzie. La ragazzina, che incontra Dustin al campo estivo e che vive lontano da Hawkins, diventerà iconica non solo per la canzone che ancora cantiamo tutti pensando al loro duetto (Neverending Story), ma soprattutto perché sarà risolutiva nella trama stessa di Stranger Things. La ragazza che nessuno credeva reale sarà la chiave per salvare la vita di tutti.

Dustin, sottostimato dai suoi stessi amici e troppo spesso ignorato nella sua intelligenza emotiva, è quasi sempre il deus ex machina che risolve la trama. In maniera a volte meno plateale, altre volte molto romantica, altre volte ancora completamente in sordina.
Eppure, c’è sempre lo zampino di Dustin (ed è uno dei motivi per amarlo). Fino ad arrivare ad un’esplosione di amore, solo in un’altra forma, per Eddie Munson. E come dargli torto d’altronde.
Nella quarta stagione di Stranger Things Dustin si affeziona più degli altri a quel ragazzo scapestrato e apparentemente mezzo matto di Eddie Munson. Il motivo è semplice: sono molto simili. Oltre alla passione per D&D, Eddie è un personaggio sopra le righe che non segue nessun dettame ma che disprezza le ingiustizie. È un personaggio positivo da un punto di vista molto meno scenico degli altri. Eddie è profondo e ha un suo modo personalissimo di vedere il mondo. Proprio come Dustin. Ed è per questo che, alla morte di Eddie, tutta cambia per Dustin. È da quel momento che ci accorgiamo di un cambiamento che stava già avvenendo, ma di cui ci eravamo a malapena accorti. Con la morte dell’amico che era diventato anche riferimento, Dustin mostra finalmente quel lato di sé che fino ad ora aveva leggermente represso.
Un lato meno socievole, meno entusiasta e soprattutto meno positivo. Dustin comincia a mostrarsi maturato e esterna tutto ciò con il sentimento più umano che possa esistere: la rabbia.
Più di tutti, anche più di Will, nella quinta stagione di Stranger Things Dustin è cresciuto. Non è più il bambino col sorriso tenero, è un ragazzo che ha perso un punto di riferimento.
E, come spesso succede quando si perdono dei capisaldi, la vita cambia.La vita di Dustin cambia radicalmente e la rabbia supporta il suo cambiamento. Come si diceva, un cambiamento iniziato molto prima di quanto potessimo sospettare. Che ha le sue radici nel primissimo scontro con il Demogorgone, nella primissima scomparsa di uno dei suoi migliori amici. Ma anche nell’innamoramento, nella storia d’amore con una ragazzina lontana. Un amore a distanza, qualcosa che solo chi è più coraggioso potrebbe affrontare. E poi il Mindflyer, la scomparsa di Hopper, la morte di un amico appena trovato. Alla fine, Dustin esplode e lo fa nella maniera più umana possibile. Disprezzando tutti, arrabbiandosi col mondo intero, con l’universo.

Mostrando una faccia diversa da quella che si aspettano tutti. Sfida l’apparenza e comincia a comportarsi da persona fallibile, finalmente. Di nuovo, più di tutti gli altri si mette in gioco.
Cambia allineamento, come direbbe un giocatore di D&D: da legale buono diventa caotico. È il caos che comincia a guidare Dustin. Quel caos che lo porta ad arrabbiarsi, a farsi malmenare pur di difendere il suo amico. Quel caos che lo fa perdere, perché perdendosi forse avrà modo di capire veramente chi è.
Dustin subisce un cambiamento lento, nello scorrere delle stagioni di Stranger Things. Un cambiamento poco palese ma molto significativo. Dal bambino tenero e spensierato al ragazzo arrabbiato col cosmo, Dustin rimane coerente cons e stesso. Anche se può non sembrare. La rabbia che mostra al culmine del suo cambiamento non è altro che una presa di coscienza. Un’ammissione di fallibilità umana. In Stranger Things, Dustin più degli altri ci insegna a non fermarsi alle apparenze, a non sottovalutare un sorriso, a non scordarci mai di rimanere umani.
La rabbia per il lutto (e i vari eventi accumulati) è la cosa più umana che vedremo mai in Stranger Things, qualcosa che un Mindflyer non potrebbe mai provare. Qualcosa che distingue Dustin da qualsiasi mostro possa mai incontrare.
E non parliamo solo di mostri veri, creati da Vecna. Si parla soprattutto di quelli imbattibili sul serio, legati ai ricordi, alla perdita e alla crescita. Stranger Things è una serie tv di formazione, non c’è dubbio. I ragazzi crescono moltissimo, ognuno a modo proprio, nel corso delle stagioni. Ma attenzione al cambiamento di Dustin: una storia di rivalsa di un bambino che ama i mostri di fantasia, che da un certo momento in poi decide di parteggiare per l’umanità.







