Vai al contenuto
Home » Stranger Things

5 cose di Stranger Things che non dimenticheremo mai

Stranger Things è diventata una delle serie tv più riconoscibili dell’ultimo decennio (rewatch di gruppo su Netflix?). Ha riportato alla ribalta un immaginario preciso, unendo fantascienza, amicizia e crescita personale con un tono che mescola diversi generi narrativi. Dall’ avventura in stile Goonies all’horror di Stephen King. Per molti spettatori e spettatrici, è stata una serie capace di creare un legame immediato: con l’ambientazione, con i personaggi, con le atmosfere.

In vista del finale di serie, ci sembra giusto ripercorrere il suo percorso e approfondire i cinque aspetti che, forse più di tutti, sono stati le carte vincenti di Stranger Things.

Gli anni ’80

Credits: Netflix

L’ambientazione specifica degli anni ’80 in Stranger Things non è mai stato un semplice esercizio estetico.

La serie ha scelto quel decennio come struttura narrativa, visiva e culturale, trasformandolo in un elemento attivo del racconto. L’ambientazione non fa da cornice, ma orienta le dinamiche sociali e i comportamenti dei personaggi. Soprattutto durante la prima stagione, i protagonisti ricalcano inevitabilmente dei tipi umani che rimandano a un immaginario ben preciso: quello della provincia americana. O meglio, quello della provincia americana anni Ottanta. La stessa che vive nelle serie tv “vintage” di quel periodo storico. Case con moquette, cucine dai colori terrosi, centri commerciali in crescita, strade poco trafficate: tutto contribuisce a un’atmosfera riconoscibile e ordinaria, che rende più credibile il contrasto con gli eventi straordinari.

Continua a leggere gratis

Questo e tutti gli altri articoli premium, le nostre Classifiche, Guide e Pagelle esclusive, approfondimenti e molto altro. Tutto senza pubblicità

Continua

Scopri di più sull'abbonamento

Hai già un abbonamento? Accedi