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Le critiche al finale della quarta stagione di Stranger Things sono fondate o infondate?

La quarta stagione di Stranger Things portava con sé un numero indefinito di aspettative. Tre anni e mezzo di assenza gravavano sulle spalle di uno dei prodotti migliori degli ultimi tempi, dettaglio che – ovviamente – ha svolto un ruolo fondamentale sia in positivo che in negativo. Sbagliare era semplicissimo. In questi anni ognuno aveva costruito un’immagine propria di quello che sarebbe stato il futuro dell’acclamata serie. Ha avuto tutto il tempo per creare delle aspettative, per immaginare in un determinato modo la crescita dei protagonisti. Chi sperava di non toccare con mano i segni del tempo passato ha presto dovuto fare i conti con la realtà, accettando i chiari segni che quest’ultimo, passando, ha lasciato. Il gruppo di sempre presenta ancora le stesse caratteristiche che ci hanno fatto innamorare, ma in modo diverso, più consapevole. Ognuno di loro è a conoscenza dell’oscurità nascosta nel mondo, ed è anche consapevole di tutti mali che albergano nella vita quotidiana. Sanno cosa significhi perdere qualcuno, sanno cosa implichi prendersi le proprie responsabilità. A dispetto di altri ragazzini squinternati, loro sono dovuti crescere prima. Ma se prima ognuno di loro era per noi un piccolo grande eroe, adesso è di fatto solo un grande eroe. Il tempo toglie tutto, anche gli appellativi, e Stranger Things lo ha dimostrato in ogni frammento di questa quarta stagione. I fratelli Duffer, coscienti della grande quantità di ore e di eventi, hanno deciso di dividere lo sviluppo della stagione in due fasi particolari: una prima parte composta da sette episodi, e una seconda composta dagli ultimi due finali. Per le prime sette puntate tutto è filato liscio: le aspettative erano state non solo rispettate, ma anche superate. Il problema, però, è arrivato con la seconda parte. In questo caso, nessuno è stato clemente. Le critiche e giudizi negativi sono piovuti dal cielo con la stessa semplicità con cui erano stati fatti i complimenti per la prima parte. Qualcosa, dunque, sembra essere andato storto. Ma siamo certi che i fratelli Duffer abbiano sbagliato qualcosa?

I giorni successivi all’esordio della prima parte della quarta stagione sono stati contraddistinti dalla creazione di diverse teorie, anticipazioni e aspettative. Sul web si era presto parlato di un vero e proprio futuro massacro che avrebbe fatto fuori almeno uno dei personaggi principali, e questo dettaglio – una volta non avveratosi – ha sollevato non poche questioni.

Tutti si aspettavano che uno dei protagonisti principali venisse fatto fuori da Vecna, ma la realtà dei fatti è stata decisamente diversa. Eddie è stato l’unico personaggio a non farcela, mentre Max è finita su di un letto d’ospedale da cui sicuramente, per i fan, si risveglierà. Ed è proprio partendo da questi due personaggi che i fan hanno cominciato la loro rivolta trovando, sia un senso che in un altro, qualcosa da imputare alla serie.

Per prima cosa, molti non hanno gradito l’entrata in scena temporanea di Eddie, un personaggio a cui tutti si sono affezionati nell’immediato e che poi, con la stessa facilità, è stato ucciso. Al tempo stesso, anche l’incognita su Max ha fatto storcere non pochi nasi. L’idea che i fan hanno avuto è che i fratelli Duffer non abbiano fatto altro che copiare e incollare il finale della terza stagione della serie, cambiando soltanto il personaggio. Se prima il dubbio gravava su Hopper, adesso grava su Max. Avrebbero preferito una risposta, qualunque fosse. Avrebbero voluto un finale diverso dagli altri, e non uno che rappresentasse la stesso schema già utilizzatonel resto delle tre stagioni.

Le critiche non hanno risparmiato neanche il ruolo di Eleven, Mike, Jonathan e Will. A detta degli insoddisfatti, gli ultimi tre hanno avuto un ruolo quasi inesistente all’interno di questa quarta stagione, mentre il modo con cui Undi ha cercato di salvare Max non è stato al massimo delle sue potenzialità.

Stranger Things

Il mezzo della cella frigorifero non ha convinto i fan della serie, abituati a vedere Undi in una forma decisamente migliore. Il suo ritrovare la forza attraverso le parole di Mike ha fatto storcere diversi nasi e questo perché – citando alcune delle critiche fatte sul web in questi giorni – Stranger Things non è una storia d’amore. La delusione è presto arrivata anche da parte di Robin, un personaggio che è stato definito sottotono e non pienamente in forma. Molti pensano che Eddie le abbia rubato la scena, togliendole la possibilità di essere ancora la novità del gruppo. La stessa cosa, ma con ragioni diverse, è accaduta al personaggio di Dustin, ritenuto meno iconico del solito. La stessa delusione ha contraddistinto anche il finale riservato al personaggio di Steve, ritenuto troppo frettoloso e sbrigativo sia nella questione personale che nella vicenda che ha tenuto banco durante tutta la quarta stagione.

Sono queste le ragioni per cui il finale riservato alla quarta stagione non ha convinto pienamente i fan, venendo considerato al di sotto degli altri, ma al tempo stesso ripetitivo. L’impressione che molti hanno avuto è che i fratelli Duffer abbiano curato tanto lo sviluppo, ma poco il saluto finale. Troppe cose, secondo queste critiche, sembrano essere cadute in una trappola in cui i due creatori non erano mai caduti fino a questo momento: quella della superficialità.

Ma adesso è il momento di chiedercelo: siamo davvero sicuri che il finale della serie sia caduto in questa trappola?

Stranger Things

La risposta è che, in realtà, i fratelli Duffer non hanno sbagliato neanche ai rigori, ma per capire il perché c’è bisogno di fare un passo avanti. Una volta fatto questo, troveremo la chiave giusta per capire il finale della quarta stagione di Stranger Things.

Lo avevamo detto anche nella recensione della seconda parte della stagione, Stranger Things ha appena tracciato una linea importante che la separa dal resto delle altre tre stagioni. Se le prime avevano infatti una natura più infantile e meno horror, adesso la situazione è decisamente cambiata, soprattutto perché siamo ufficialmente entrati nella modalità gran finale definitivo, ed è questa la funzione della stagione che abbiamo appena visto. Per questo motivo il finale che ha deluso molti è in realtà un epilogo coerente e assolutamente in tema con la serie. Come nelle più grandi saghe cinematografiche del genere, Stranger Things decide di creare dei finali in cui si crea un momento di stacco e pausa tra la lotta appena compiuta e quella che avverrà nella successiva stagione. In questo modo la dinamica degli eventi e del tempo che passa sarà fluente e, soprattutto, riuscirà comunque a regalare un finale in piena regola con vinti e vincitori. Il finale della quarta stagione ha marciato ancor di più sull’aspetto delle incognite, dunque quel che i fan avevano notato è di fatto una realtà, ma per un motivo ben preciso: la quarta stagione di Stranger Things è un’anticipazione del finale definitivo della serie, e l’epilogo appena arrivato lavora esattamente in questo senso. Non si scompone, non dà vita a una battaglia da brivido, ma ne crea le premesse.

Veniamo a conoscenza di una realtà che abbiamo avuto sempre sotto i nostri occhi, perché Vecna c’è sempre stato, e scopriamo che sarà ancora lui il temuto nemico con cui i protagonisti ci saluteranno definitivamente. Per questo motivo, probabilmente, tutti i protagonisti riescono a sopravvivergli, rimandando al prossimo capitolo il potenziale terribile destino.

Nessuno di loro poteva venire meno alla battaglia finale. I fratelli Duffer hanno per questo deciso di rinviare qualsiasi potenziale colpo di scena di questo genere, anche a costo di far sembrare piatto il finale della stagione appena andata in onda. Per intenderci, tutto è stato scritto – come detto – in modo tale da cominciare il processo graduale che porterà la quinta stagione a fare il gran colpo, sia in positivo che in negativo. Ma non sacrificare nessuno era un’idea utopica che non avrebbe restituito al pubblico la grande potenza del SottoSopra, ed è da qui che nasce la necessità di far fuori un personaggio come Eddie. Ma andiamo per gradi.

La quinta stagione necessita di radunare tutto il gruppo per dargli la possibilità di scrivere da sé il proprio finale, direttamente sul campo di battaglia. Far fuori qualcuno dei grandi adesso avrebbe significato una battaglia finale a metà, perché finché si è in ballo – pensano i fratelli Duffer – si deve ballare. In questo senso, purtroppo, la morte di Eddie suona come necessaria. Non sacrificare nessuno degli eroi era troppo complesso e irrealistico, ma al tempo stesso Eddie era anche uno dei personaggi che, fin da subito, aveva scritto in faccia il proprio destino. Era, purtroppo, il sacrificio perfetto: non faceva parte del gruppo originario ed era costruito per piacere al pubblico. I Duffer hanno trovato in lui in colpo di scena che avrebbe scosso il pubblico, riuscendo così a non toccare i protagonisti. E’ triste, ma in termini di show è stato inevitabile.

Alla stessa stregua della battaglia finale, anche gli sviluppi personali dei protagonisti sono stati anticipati. Il triangolo tra Nancy, Jonathan e Steve ha trovato il terreno su cui, durante la quinta stagione, crescere. La ragazza si ritroverà inevitabilmente nella posizione di dover fare una scelta, cosa che non poteva assolutamente accadere in questa stagione. Il suo incontro con Jonathan avviene soltanto durante gli ultimi minuti della puntata finale, e per fare una scelta così importante serve molto più tempo. Lo stesso possiamo dire del personaggio di Steve, uno dei protagonisti più amati dell’intera serie. E’ chiaro che, a prescindere da quel che accadrà con Nancy, il suo è un personaggio abbastanza forte da poter avere un epilogo importante, sia nella buona che nella cattiva sorte: nulla ci suggerisce che non possa essere lui una delle future vittime di Vecna, ma niente – al tempo stesso – ci fa credere che non possa essere l’eroina che salverà tutti. Molti hanno invece visto in Undi meno di tutto quello che avevano visto nel resto delle stagioni, e hanno trovato per questo poco convincente il suo aver trovato le forze dopo il discorso di Mike. Va ricordato, però, che Undi è una ragazzina che per la prima volta conosce i sentimenti, e che Stranger Things non è soltanto una storia di eroi, è anche una storia umana fatta di ragazzi che, tra un sottosopra e l’altro, crescono insieme. La parte infantile, ingenua e sentimentale della serie è per questo fondamentale, e privarla di questo aspetto implicherebbe toglierle il 50% della sua natura.

Will in questo senso si impone fin da subito come il personaggio che più, durante la quarta stagione, ha gettato le basi per quella che sarà l’evoluzione non solo del suo personaggio, ma dell’intero show. Will, insieme al resto della storia, ha finalmente colto la palla al balzo per mostrarsi in modo più intimo, anche se silenzioso. La sua evoluzione, qualunque atteggiamento comporti, costringerà tutti i personaggi a venire a patti con lui e con se stessi, soprattutto il personaggio di Mike, rimasto dietro le quinte in questa stagione, insieme al personaggio di Dustin. Per loro, nel concreto, non esistono dei motivi chiari per cui questo è avvenuto. Il lato collettivo ha sicuramente prevalso sul lato individuale non concedendo a tutti lo stesso spazio, ma questa è una caduta che, in una serie corale, non è sempre facile da evitare.

In conclusione, la quarta stagione di Stranger Things potrebbe non aver soddisfatto chi si aspettava di vedere un’altra grande battaglia finale, e sicuramente ha lasciato più dubbi che risposte, ma ognuno di questi è stato necessario. Attraverso le nove puntate siamo saliti sopra un ponte che ci porterà verso la fine di questo capitolo. E’ un ponte pesante, contiene ogni cosa: per far sì che reggesse, era necessario non sovraccaricarlo ulteriormente. I fratelli Duffer hanno per questo scelto quella che potrebbe essere considerata la via più scomoda per la serie, perché hanno limitato tutto l’immenso che avrebbero certamente saputo dare. Farlo è stata la mossa giusta, e ha dato vita a un perfetto equilibrio, un aggettivo che non sempre è semplice ritrovare nelle Serie Tv contemporanee. Ognuno dei giudizi negativi che sono stati dati ha una base, ma basterebbe far caso a ognuna di queste sfumature per capire che, in realtà, la quarta stagione ha chiuso la propria narrazione con il botto, confermando Stranger Things come un vero e proprio capolavoro degli ultimi tempi.

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