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Lettera di Jax Teller a Opie Winston

Opie

Opie, fratello!

Fisso e rifisso questa foto, quella che ci ritrae negli anni della spensieratezza, negli anni dell’innocenza, negli anni in cui i nostri padri sedevano fieri su quel tavolo. Quelli in cui eravamo estranei a quel mondo. Non posso far altro che ammirare il tuo sorriso che faceva da riflesso al mio. Sono passati anni e lentamente quel sorriso è sparito dai nostri volti. La vita che sognavamo, la libertà che bramavano, è diventata la nostra prigione. Quei giubbotti di pelle che immaginavamo nostri e che un giorno speravamo di indossare sono diventati la nostra condanna. Non per colpa del club, non per colpa dei nostri padri, ma per colpa nostra. Non siamo stati capaci di ascoltare quello che John e Piney volevano dirci.

Dall’alto del nostro orgoglio non siamo stati capaci di credere che  i nostri vecchi avevano ragione.

Per una vita NON ho pianto sulla tomba di mio padre: lui era il traditore, lui era il codardo, lui era il debole! Ho fatto di tutto per essere diverso da John, sono anche arrivato ad odiarlo … e solo ora mi rendo conto di aver fatto un errore imperdonabile. Un errore che tutte le persone che amo hanno dovuto pagare. Ma è giunto il momento di chiudere questo cerchio.

Opie

E ti giuro su Dio, caro Opie! Lo chiuderò!

Mi sei stato vicino per una vita fratello! Hai appoggiato ogni mia decisione, ed ora ti chiedo di sostenermi ancora una volta. In questo ultimo viaggio devi aiutarmi! Da solo non ce la faccio! Mi rendo conto di essere un ipocrita a chiederti quest’ultimo sacrificio, ma è la cosa più giusta. Non la più felice, non la più facile, ma indubbiamente la più necessaria. So già quello che devo fare, ma senza di te non riesco, senza di te non posso!

Abbiamo incasinato le nostre vite fino a diventare prigionieri della nostra libertà. E capisco solo ora il peso che hai dovuto portare da quando hai visto la tua vita sgretolarsi sotto gli inganni e le menzogne di quelli che consideravi fratelli, di quello che consideravi un padre, di quello che consideravi un amico. Abbiamo pagato per errori non nostri e abbiamo subito la pesantezza dei nostri cognomi. Paradossalmente è solo il dolore con cui mi hai lasciato che riesce a dare senso al tuo sacrificio, alla tua scelta di abbracciare la morte. È il dolore che provo a farmi capire che sono diverso da Clay. È grazie a te, grazie a mio padre, che sono in grado di vedere oltre l’inganno del nostro stile di vita.

Siamo stati dei perfetti idioti a pensare che il sangue con cui abbiamo macchiato le nostre anime possa essere qualcosa con cui sia facile convivere. Sono stato uno stolto a pensare di poter essere un Presidente degno e giusto. Un traghettatore verso lidi liberi da loschi traffici.

Forse con te al mio fianco avrei potuto, ma da solo no!

Il tuo abbraccio è stato il più sincero che abbia mai avuto, il tuo sguardo è l’unico che è riuscito a penetrarmi, perché eri il solo a vedere oltre quella toppa e quel cognome che portavo. Per te non ero il figlio del fondatore del Club, non ero il vice o il presidente. Ma solo Jax! Un amico da schiaffeggiare, insultare e spronare. Una spalla su cui piangere o su cui ridere. Un fratello con cui immaginare e creare. Un amico per cui dare la vita … E io come un vero coglione non ho mai dato importanza a questo.

Non ti ho mai meritato Opie! Non merito quel che hai fatto per me! Perché se avessi dato retta a quel tuo sguardo forse ora staremmo ancora insieme e io non parlerei ad un foglio di carta.

Opie

Ti scrivo perché è l’unico modo per sentirti vicino ma soprattutto perché piangere sulla tua tomba non mi basta più. Devo sentire la tua presenza, ne ho un forte bisogno ora che sono solo … senza di te.

E come se da quel maledetto giorno fosse morta una parte di me. Quella che mi ancorava alla realtà e che illuminava la mia via. Ho lottato a lungo per non diventare un mostro come Clay, ma purtroppo ho fallito miseramente …

Ho tradito tutti quanti, te compreso. Il club, Tara … mio padre!

Ed è strano che in questa situazione sia proprio quest’ultimo l’unico che sento al mio fianco. Un fantasma!

Paradossalmente sento John molto più vicino ora di quanto non lo fosse mai stato da vivo. Forse perché approva quello che sto per fare. Forse perché dopo una vita a scappare dal suo fantasma sto finalmente per riabbracciarlo. Ed ho bisogno di sentire anche te. Ma non ci riesco! Non ti vedo! Non ti sento! Sento solo il rimorso e il dolore.

Lo so perché! Ti ho deluso profondamente! Non sono stato un degno fratello. Mi hai visto diventare un mostro!

Ma questa volta sarai fiero di me. Te lo assicuro. Riuscirò a sistemare le cose! Pagherò il prezzo della mia ipocrisia.

Perdonami Opie! Ti scongiuro perdonami! Se avessi visto, se avessi capito il dolore che portavi dentro e di cui non parlavi. Se solo avessi dato ascolto ai tuoi rumorosi silenzi. Ora pago le conseguenze di ciò! Ma non condividerò questo fardello con i miei figli. Nessuno pagherà più per le mie cazzate.

Opie

Ho capito il senso del tuo sacrificio, come ho capito quello di mio padre. Io non sarò da meno. Questa scia di morte e dolore deve finire. Deve finire con me!

Per la prima volta da quando ti sei immolato per me ho ritrovato la direzione. Tu eri, sei e sarai la mia bussola …

Grazie a te, grazie a JT, ora so quel che devo fare! Ma da solo non riesco, ti prego aiutami! Accompagnami! Quando lo farò tu sarai con me! Mio padre sarà con me! E io finalmente sarò libero da queste catene e forse tornerò a sorridere, un’ultima volta. Ma solo se ci sarai anche tu!

Ti amo Opie! Fratello mio!

Jax

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Written by Andrea Lupo

Se nasci e cresci in una città come Roma: tormentata, caotica, cinica ma al tempo stesso bellissima, imponente e maestosa, non puoi meravigliarti se la tua vita è una contraddizione continua. Sono qui per raccontarvi storie, emozioni e sensazioni con l'umiltà e l'incoscienza di un bambino. Per ricordare vecchie glorie o per presentarvi nuove fiamme. Per elogiare il passato o per abbracciare il futuro. O più semplicemente per parlare di serie TV

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