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Slow Horses 6×03 – La reunion è ormai (quasi) completa

Jackson Lamb

ATTENZIONE: l’articolo contiene spoiler sulla sesta stagione di Slow Horses!!

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La sesta stagione di Slow Horses sembra la reunion degli Oasis, solo che i frontmen in questo caso sono più stonati e non fanno sold out in giro per il mondo. Lo show sta recuperando poco alla volta alcuni tra i personaggi più centrali delle passate stagioni. Il cliffhanger della settimana scorsa ha riportato Olivia Cooke nello show, dopo cinque stagioni di assenza. L’agente Sid Baker era scomparsa alla fine della prima stagione. Durante un’operazione, le avevano sparato alla testa. River era corso in ospedale e aveva visto il suo corpo esanime sul lettino del reparto. Poi non ne ha saputo più nulla. “Deceduta”, gli avevano detto dal Park. E, anche se lui non ci aveva mai creduto fino in fondo, le stagioni sono passate e Sid sembrava ormai un lontano ricordo.

Slow Horses 6 la riporta invece sulla scena. Sid sta scappando, qualcuno è entrato negli archivi del Park e ha rubato le sue credenziali per muoversi nell’ombra. A che scopo? Mentre cerca di scoprirlo, la coppia di killer che abbiamo conosciuto nel primo episodio bussa a casa Cartwright. Se siano venuti per lei o per River (o per entrambi) non è ancora chiaro, ma tutti e due sono determinati a farli fuori e completare la missione. Il terzo episodio di Slow Horses 6 è perciò una caccia all’uomo nella notte. River e Sid vengono braccati e sono costretti a scappare nella campagna londinese. L’azione costante impedisce loro di chiarire i punti oscuri del passato.


La scomparsa di Sid è stata per River un vero trauma, dal quale probabilmente non si è mai ripreso.

Sid e River braccati dai killer
Apple TV Press

Il colpo di scena sconvolgente dell’episodio precedente, a poche ore di distanza dal funerale di suo nonno e dalla ricomparsa di suo padre Frank, ha destabilizzato ulteriormente un personaggio già in crisi. Ci sono troppi punti oscuri sul passato e sulla “morte” di Sid. Perché il Park l’ha fatta sparire in quel modo? Perché Sid non ha mai avvertito l’esigenza di avvisare i suoi ex colleghi del fatto che fosse ancora in vita? Il ritorno spiazzante dell’enigmatica Olivia Cooke (che poi così spiazzante non è stato perché il trailer lo aveva in qualche modo anticipato) è un grosso scossone emotivo per l’equilibrio psicologico (già molto traballante) dei ronzini, in particolare per quello di River. La scelta di riportare sulla scena questo personaggio riallaccia i fili con la prima stagione dello show, dando maggiore estensione alla trama orizzontale della serie. Ci sono buchi neri che sono rimasti tali per cinque stagioni e che, con il ritorno di Sid, potrebbero finalmente essere chiariti.

Olivia Cooke non è però la sola a essere stata reintegrata nel cast di Slow Horses. Rosalind Eleazar, che interpreta Louisa Guy, è l’altro grande ritorno della sesta stagione. Louisa è uno dei personaggi principali di Slow Horses. Presente sin dalla prima stagione, si è sempre distinta per essere l’agente più in gamba in mezzo ai ronzini. Persino Jackson Lamb glielo ha più volte riconosciuto. Il suo legame con Min Harper è stato uno dei temi centrali della prima stagione. La scomparsa di quest’ultimo è un trauma che l’ha segnata profondamente. L’ha resa schiva, paranoica e distaccata al punto che, all’inizio della quinta stagione, aveva scelto di dare le dimissioni dal Pantano, Per scappare da quello che per lei era diventato un ambiente profondamente tossico.

Già nella passata stagione di Slow Horses quindi, Louise Guy stava lavorando nel settore privato, lontana dai casini dei ronzini.

Olivia Cook è Sid Baker in Slow Horses
Apple TV Press

La minaccia della sesta stagione riporta però sulla scena anche il suo personaggio, prelevato di forza da Standish e Shirley prima che finisca nel mirino di qualche misterioso sicario. C’è qualcuno che se ne va in giro a uccidere ronzini ed ex agenti dell’MI5. È già toccato a Struan Loy, Kay White e Andrew Nesmith e i prossimi potrebbero essere gli agenti di Jackson Lamb. Anche Moira Tregorian era finita sulla lista della coppia di sicari. Sempre nell’episodio della settimana scorsa, abbiamo visto come l’ex responsabile amministrativa del Pantano sia è stata intercettata in casa propria dai killer, che le avevano spruzzato addosso del gas per ucciderla. Fortunatamente Shirley e Standish hanno pensato che anche lei potesse finire nel mirino e sono riuscite a salvarla.


Così la squadra del Pantano si è riunita praticamente tutta. Slow Horses 6×03 segue tre linee narrative. River e Sid che scappano dalla coppia di killer, Standish e Shirley che mettono in salvo prima Louisa e poi Moira e Lamb e Roddy che prelevano il figlio di Nesmith prima che i sicari di Frank Harkness ammazzino anche lui. Nonostante l’episodio si suddivida in più fronti, l’azione non perde il suo naturale slancio. Slow Horses 6×03 riesce a tenere tutto insieme e a mantenere la tensione costante. Questo episodio è ambientato tutto di notte, a esasperare ancor di più la sensazione di pericolo e di mistero che aleggia attorno alle trame di questa stagione.

Mentre i ronzini scappano nella notte, cancellati da tutti i database, la Prima Scrivania dell’MI5 prova a gestire la minaccia invisibile dai suoi uffici illuminati al neon nel centro della capitale.

Gli agenti del Pantano fanno fronte comune
Apple TV Press

Slow Horses sottolinea sempre il contrasto tra i due mondi che compongono i Servizi di intelligence. Tutta la serie si basa proprio su questa profonda dissonanza: da una parte il modo di agire sciatto e sgarbato di Jackson Lamb, dall’altra la politica scaltra e diplomatica di Diana Taverner. Il Park è nel caos. Ci sono fughe di notizie che stanno mettendo in pericolo la vita degli agenti. Qualcuno è riuscito a penetrare i sistemi di sicurezza della sede centrale e a cancellare le identità degli agenti dai database. Nessuno di loro è più rintracciabile, il Park non può più garantire la sicurezza dei propri uomini. Come se ciò non bastasse, l’intervista in tv di Diana Taverner ha ulteriormente esposto l’MI5, rendendolo un bersaglio facile anche per l’opinione pubblica.


Ovviamente stiamo parlando di una strategia mirata, pensata proprio per mettere in difficoltà il Park. Quel che non è ancora chiarissimo è perché, quale disegno si nasconde dietro queste manovre di destabilizzazione. Emerge molto chiaramente comunque il livello di corruzione dei piani alti dei Servizi. Taverner è in difficoltà e, messa sotto pressione, tenderà a commettere qualche errore in più. Slow Horses 6×03 gioca molto sul contrasto tra la lealtà di fondo che anima i ronzini e il freddo distacco del Park. Pur essendo sottopagati, bistrattati, considerati pari a zero, gli agenti del Pantano non esitano a fare fronte comune nelle difficoltà. Louisa e Moira non sono più membri della squadra, ma nonostante tutto, vengono entrambe messe in salvo senza esitazione dagli ex colleghi e tornano a disposizione.

Slow Horses 6x03 - Roddy Ho
Apple TV Press

È anche il modo di agire di Jackson Lamb che, nonostante i suoi modi burberi e il suo cinismo esasperato, è mosso da un’etica di fondo che lo spinge a preoccuparsi delle sorti dei suoi agenti e di incalzare sempre il potere con le sue domande a Taverner.

La Prima Scrivania, bersaglio di attacchi esterni, non esita a sacrificare i propri agenti per coprire le falle del sistema. I ronzini invece, pur in condizioni decisamente più disperate, fanno fronte comune e provano a spalleggiarsi a vicenda, seppur con i loro modi sgarbati. A essere sacrificata è per ora Emma Flyte, una delle spalle di Diana, che diventa il capro espiatorio perfetto per scaricare i problemi dei piani alti. La reunion dell’intera squadra del Pantano può gettare i presupposti per una seconda parte di stagione che si preannuncia divertente.

È bello veder interagire ancora una volta personaggi come River e Sid sullo schermo. I contrasti naturali che esistono tra figure storiche dello show possono dar vita a quei botta e risposta così incalzanti a cui siamo stati abituati ad assistere. La sesta stagione sta diventando anche piuttosto affollata. La squadra del Pantano si è appena rafforzata con i ritorni di Sid, Louisa e Moira – anche se nessuna delle tre ha intenzione di ributtarsi in quel caos -, Frank Harkness è a Londra e il giovane Reece Nesmith è appena diventato un nuovo personaggio della sesta stagione. La serie ha dimostrato già in passato di saper gestire più linee narrative e stavolta ha a disposizione una squadra di personaggi che potrebbe dar vita a una moltitudine di interazioni. Una buona notizia per noi e soprattutto per chi dovrà redigere le pagelle di fine episodio.