Attenzione: evitate la lettura se non volete imbattervi in spoiler su Shameless e il percorso di Frank Gallagher.
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Dicci cosa ti piace e ti consigliamo noi →Frank Gallagher, padre, maestro, mentore. Capitano della piccola nave che è la famiglia Gallagher. Non ha molto, ma sa qual è la cosa più importante in questa vita: spassarsela. Così Frank si presenta agli spettatori nei primi minuti del primo episodio di Shameless. Il resto della serie, tuttavia, sembra fare di tutto per smentire la sua prima affermazione a favore della seconda. Frank è un padre assente con gravi problemi con l’alcool e le droghe, che dopo l’abbandono da parte della moglie Monica ha lasciato la completa responsabilità dei propri figli alla maggiore, Fiona. Un individuo disonesto e narcisista, sempre pronto ad approfittarsi degli altri per il proprio tornaconto. Un parassita della società. E che, anche quando pensavamo che avesse toccato il fondo, riusciva sempre a fare di peggio. Più che il capitano che manda avanti la nave, è la tempesta che rischia di farla affondare.
Eppure non sarebbe corretto dire che Frank Gallagher agisca in maniera inconsapevole. Anzi.
Come scopriamo nel corso della serie, Frank è andato al college e aveva davanti a sé un futuro promettente. A discapito delle apparenze, si rivela essere un uomo estremamente intelligente, come dimostrano le sue conoscenze e la sua eloquenza, capace di persuadere praticamente chiunque. Nonché i suoi monologhi, che in molti casi si rivelano sorprendentemente azzeccati. Una persona brillante con alle spalle un passato difficile, fatto di abusi da parte dei suoi genitori. Shameless non ci mostra la giovinezza di Frank, ma è come se ce la facesse vedere attraverso Lip. In un certo senso, Lip è lo specchio del padre, ma come ogni specchio ci mostra un’immagine rovesciata. Forse ciò che l’uno e l’altro sarebbero potuti essere se avessero fatto scelte diverse. E tra i due Frank è quello che ha scelto di giocare sporco fino alla fine.
Frank Gallagher, infatti, è tutt’altro che ignaro di ciò che fa e di ciò che avviene intorno a lui. Ha visto e ha capito come funziona il mondo, ma ha deciso di non piegarsi ai suoi meccanismi, fregando il sistema e cercando di fuggire tra i fumi delle sue dipendenze Frank sfida la morale comune e la provvidenza, preferendo non agire in maniera corretta per la promessa di una felicità futura, ma cercando di ottenere quanta più possibile soddisfazione nel momento presente. E al contempo la sua è una geniale e impietosa parodia del sogno americano, che diventa una guerra tra poveri in cui si emerge a spese degli altri, sfruttando il più possibile il sistema e le persone che ne fanno parte.
Nella lotta per la vita non c’è spazio per sognare, vige la legge del più forte: bisogna essere spietati per sopravvivere.
Così il presente diventa l’unica dimensione in cui vale la pena vivere. Frank rifiuta tanto il futuro, incerto e pieno di possibili insidie, quanto il passato, che è inutile e non insegna niente a nessuno. “L’ubriaco buono”, come dice lo stesso Frank a Fiona, è quello che si gode il presente. “L’ubriaco cattivo” è quello che pensa al passato.
In questo eterno presente, dunque, non c’è una vera possibilità di redenzione per Frank. Lui non è un eroe, non si evolverà nel corso della serie. Shameless, del resto, non offre ai personaggi un lieto fine, ma solo una tregua temporanea dalle fatiche dell’esistenza. Ciò non significa che l’uomo non abbia avuto dei momenti in cui ci ha mostrato un lato più umano. Solo che il percorso di Frank è circolare: anche quando sembra davvero essere disposto a cambiare, in cuor suo lo spettatore sa che non è possibile.
Nell’ottava stagione, Frank trova un lavoro rispettabile e diventa un membro attivo della società, un padre presente soprattutto per il piccolo Liam, il figlio meno colpito dai suoi errori passati. Non commette passi falsi, per una volta gioca secondo le regole, eppure ciò non impedisce che venga licenziato per colpa di un ridimensionamento. Allora Frank non può che tornare a fare ciò che sa fare meglio, ovvero truffare le persone.
Perché essere una brava persona richiede fatica e non serve a niente, non serve a sottrarsi dal meccanismo ingiusto della vita.
Lo dimostra anche la vicenda di Bianca, forse una delle più strazianti mostrateci da Shameless, che pure in questo è una vera maestra. Nella quinta stagione, mentre è ricoverato al pronto soccorso Frank conosce una dottoressa, Bianca Samson. Ben presto scopre che questa donna giovane e brillante, che si è dedicata a curare gli altri, ha un cancro al pancreas in fase terminale. La vita è ingiusta anche con i giusti. Bianca sposa dunque la filosofia di Frank, lasciandosi andare al sollievo della droga e dell’alcol. Tuttavia, Bianca fa qualcosa che Frank non avrebbe fatto: si lascia morire. Il comportamento del patriarca mancato della famiglia Gallagher non nasce da un desiderio di autodistruzione, almeno non consapevolmente. Ma dal tentativo di sfruttare il più possibile i piaceri che questa breve vita ci offre e che non si possono sprecare.
Fino alla fine Frank rimane fedele alla sua filosofia di vita. Tanto che nel suo monologo finale continua a definirsi padre, maestro, mentore e capitano.
Non c’è pentimento nelle sue parole: il suo unico rimpianto è quello di non essersi goduto la vita ancora di più. Fiona, che nel pilot aveva definito la sua roccia, non viene neppure menzionata nella sua lettera di addio. Molti pensano che questo dipenda dai dissapori sorti sul set della serie e forse è proprio così. Ma si potrebbe anche pensare che Frank abbia deliberatamente scelto di lasciarla fuori dai suoi saluti perché lei lo ha tradito decidendo di andarsene. Il mancato saluto finale sarebbe allora una sorta di capriccio, di ripicca, che ricalca il suo rifiuto di salutare la figlia nel momento in cui lei aveva deciso di uscire dalla porta di casa Gallagher.
La verità è che Frank sa benissimo cosa Fiona ha fatto per lui e per la sua famiglia. Fiona è davvero la sua roccia, e lo dimostra il fatto che nei deliri causati dalla sua demenza Frank l’ha cercata da Patsy e nel volto dell’infermiera che si è presa cura di lui. L’unica eredità ricevuta da Fiona, tuttavia, sono state le responsabilità che lui ha rifiutato. Frank è perfettamente consapevole del dolore che ha creato intorno a lui, sceglie però di ignorarlo. E il fatto che nel finale Frank guardi tutti dall’alto potrebbe rappresentare proprio quella che, secondo la sua prospettiva distorta, sarebbe la consapevolezza di chi ha visto e capito tutto, ma ha scelto di non farsi coinvolgere.
La sua vita è stata una recita, la messa in scena di colui che preferisce essere visto come un degenerato invece di soffrire e sottostare alle regole sociali. Di un uomo che, avendo compreso come funziona il mondo, ha deciso di giocare sporco per non soffrire la fatica di essere umano.
Ma se Frank avesse davvero cercato di insegnare qualcosa ai suoi figli?
Nella seconda stagione di Shameless, Frank dà un consiglio a Lip, il quale ha appena scoperto che Karen è incinta e che lui potrebbe essere il padre del bambino. “Il miglior dono che potessi farti? La negligenza. La negligenza favorisce l’autosufficienza. Fa la cosa giusta. Scappa”. Il cinismo e l’egoismo messi in atto da Frank non sono il semplice delirio allucinato di un alcolizzato, ma derivano da una profonda consapevolezza della realtà.
Il suo atteggiamento incurante e narcisista è in parte solo un modo per sottrarsi al dolore e per abituare i suoi figli a quella che è la cruda realtà. Che non fa sconti a nessuno, non regala opportunità ma solo fregature. Anche a chi fa tutto secondo le regole. E allora perché faticare quando il successo non è garantito? Perché seguire le regole se nemmeno a chi si comporta bene è garantita la felicità, o almeno, il benessere? Secondo Frank, la risposta è fin troppo chiara.






