5. American Gods

American Gods è un’altra serie che aveva tutto il potenziale per diventare un vero capolavoro, ma che, sfortunatamente, è crollata sotto il suo stesso peso. Tratta dall’omonimo romanzo di Neil Gaiman, questa serie si basa sullo scontro tra le vecchie divinità, emigrate in America, e le nuove divinità che hanno preso il sopravvento nell’era moderna. Brillante e psichedelica, nonché ricca di metafore interessanti e significati nascosti, tutta la prima stagione si rivela in realtà una preparazione al conflitto tra vecchi e nuovi dei, che nel finale di stagione sembra ormai inevitabile. Ecco il problema. Nella seconda stagione il conflitto tanto paventato e anticipato non solo non avviene, ma è completamente ignorato. Le trame principali lasciano spazio a una miriade di personaggi secondari e di storyline che finiscono con l’avvolgersi su se stesse per poi trovare, nel finale di stagione, un’unità d’insieme precaria e piena di buchi di trama. I conflitti tra showrunner e produttori e i conseguenti cambi al vertice tra la prima e la seconda stagione hanno sicuramente contribuito al fallimento di quest’ultima, facendo venire meno la visione d’insieme. E, nonostante nella terza stagione la seria abbia cercato di rimettersi in carreggiata, ormai era troppo tardi: la serie è stata cancellata lasciandosi dietro un grande senso di delusione e rimpianto.






