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7 Serie Tv che hanno fallito la prova della verità nella seconda stagione

Rust e Marty

3. The Witcher

Credits: Netflix

Se su Westworld e True Detective la discussione può rimanere aperta, su The Witcher c’è poco da discutere. E lo diciamo con rammarico, perché il potenziale c’era e la prima stagione lo ha dimostrato in pieno. La prima stagione della serie fantasy tratta dai romanzi di Andrzej Sapkowski era riuscita a rendere in maniera molto efficace e avvincente il dipanarsi delle tre storyline principali, parallele ma destinate ad intrecciarsi, nonché a stimolare la curiosità degli spettatori su ciò che sarebbe dovuto accadere dopo. Proprio al momento di far incontrare le tre storyline, però, la serie si è persa. Non solo The Witcher ha iniziato a discostarsi sempre di più dal materiale originale, ma alcune trame e personaggi sono stati trattati in maniera troppo superficiale e frettolosa e la serie ha finito col perdere coerenza. Dalla seconda stagione in poi, il calo è stato costante e irreversibile. Tanto che lo stesso protagonista, Henry Cavill, ha deciso a un certo punto di abbandonare la serie, secondo alcuni proprio per la scarsa aderenza al materiale di partenza. Nonostante tutto, però, The Witcher andrà avanti fino alla già confermata quinta stagione e, chissà, magari ci stupirà!

4. 13 Reasons Why

13 reasons why
Credits: Netflix

C’è stato un momento in cui non si parlava d’altro che di13 Reasons Why. Tratta da un omonimo romanzo, la serie uscita su Netflix nel 2017 racconta senza filtri e in maniera cruda e brutale del suicidio dell’adolescente Hannah Baker e delle tredici ragioni che l’hanno spinta a compiere questo gesto estremo. Incisiva, disturbante e costruita in maniera decisamente ingegnosa, la prima stagione di questo teen drama è diventata talmente popolare da scatenare addirittura preoccupazioni per la salute mentale dei giovani spettatori. 13 Reasons Why sarebbe dovuta essere una miniserie, ma, come spesso accade, sull’onda del successo Netflix ha deciso di rinnovarla per una seconda stagione. Il problema è proprio questo: non c’era alcuna ragione per cui la serie avrebbe dovuto proseguire, e si vede. Una volta esaurito il materiale di partenza, la seconda stagione tenta di analizzare le conseguenze del suicidio di Hannah, ma lo fa in maniera caotica. Le sottotrame hanno iniziato a moltiplicarsi e a diventare sempre più inverosimili, fino a che anche in questo caso il focus della serie non si è completamente perso. Ciò è diventato ancora più evidente nella terza e nella quarta stagione della serie che, fortunatamente, è stata l’ultima.

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