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Come portare sul piccolo schermo i grandi franchise cinematografici

finale del pilot di IT: Welcome to Derry - Credits: HBO

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Dopo essere stati a lungo due universi affini ma ben distinti, negli ultimi tempi cinema e serie tv hanno cominciato a intrecciarsi a fondo. Le infinite potenzialità del format seriale hanno ingolosito i grandi franchise, che dal grande schermo sono passati al piccolo, provando a portare anche in televisione la forza delle loro produzioni. Così negli ultimissimi tempi stiamo assistendo a un profluvio di spin-off, prequel, sequel e chi più ne ha più ne metta, concepiti col compito di traslare sul piccolo schermo l’esperienza cinematografica. E aumentare così la propria platea di ricezione.

Alien: Pianeta Terra è solo l’ultimo esempio di questo trend che si rinnoverà con IT: Welcome to Derry. Di esempi però ce ne sono stati molti. Lo scorso anno abbiamo assistito a The Penguin e Dune: Prophecy. Ovviamente ci sono tutte le produzione di Marvel e Star Wars. E all’orizzonte spicca il ritorno a Hogwarts con la serie tv di Harry Potter. Insomma sono tanti i franchise che si sono spostati dal grande al piccolo schermo, nel tentativo di mettere in piedi una narrazione composita, capace di approfondirsi e diffondersi. Progetti diversi con risultati diversi, a cui però si chiede sempre – su tutto – una semplice condizione: rispettare il franchise di riferimento.

Ma cosa significa veramente rispettare il franchise? Una domanda che si accompagna alla questione del saper portare sul piccolo schermo i franchise cinematografici. Una domanda a cui proveremo a rispondere prendendo spunto proprio da tutti gli esempi disseminati in questi ultimi anni di produzione seriale. Provando a rintracciare trend che hanno funzionato e che possono mostrare una via da seguire.

gli anelli del potere è una delle serie tv che porta un enorme franchise cinematografico in televisione
Credits: Prime Video

Spin-off, prequel e simili: gli errori da evitare

Partiamo dall’altro lato della medaglia. Come non rispettare il franchise. Andando a fare un bilancio dei titoli che hanno deluso nel salto dal grande al piccolo schermo si possono individuare due categorie di errori. Un primo è – banalmente – la difficoltà di far aderire un prodotto dal taglio cinematografico al format seriale. Come detto, cinema e serie tv sono due universi estremamente affini, ma allo stesso tempo parecchio distanti. Rispondono a regole e meccaniche diverse e si sviluppano in maniera molto differente sul versante narrativo. Non sempre quello che funziona sul grande schermo è efficace sul piccolo e ci vogliono due approcci distinti per portare con successo un franchise cinematografico in televisione.

Accade spesso, dunque, che serie tv che partono bene finiscono per perdersi completamente con l’incedere degli episodi. Proprio a causa della disabitudine a un format così lungo. È il caso di molteplici serie tv Marvel, da Secret Invasion a Moon Knight. Anche di produzioni Star Wars come Ahsoka o Skeleton Crew (scoprite le citazioni più iconiche del franchise di Star Wars). Titoli che partono con buone premesse, che regalano anche ottimi primi episodi, ma che poi si sfaldano andando avanti. Un esempio di questa deriva è sicuramente Dune: Prophecy, che dopo un ottimo inizio ha vissuto difficoltà crescenti sino al finale di stagione.

L’altro grande errore che si riscontra in produzioni di questo genere è la tendenza a concentrare l’approfondimento dello spin-off sul terreno sacro battuto nei film. È abbastanza palese come le serie tv che seguono strade già percorse, concentrandosi su personaggi e situazioni al centro dei film di riferimento, siano quelle che più di tutte hanno deluso le aspettative. Obi-Wan Kenobi è forse l’esempio più calzante in tal senso, assieme alla discussissima Gli Anelli del Potere. L’incapacità di staccarsi dal prodotto madre è un deficit importante nel salto dal grande al piccolo schermo e porta a scontrarsi con un carico di aspettative, pregiudizi e contestazioni che puntualmente possono finire per affossare il nuovo progetto.

In questi casi, infatti, si rischia di cadere in una duplice trappola. Quella delle aspettative, perché i fan sono ancora più severi laddove si va a lavorare su un qualcosa che hanno amato a dismisura. E quella narrativa, poiché spesso la manipolazione del materiale già narrato dei film rischia di creare delle incongruenze che vengono puntualmente notate o logicamente punite. Scegliendo di percorrere strade già battute ci s’incammina – consapevolmente – su un terreno altamente pericolante.

Come si rispetta, quindi, un franchise?

Dall’analisi di questi errori più comuni possiamo ora parlare di questa famosa via per rispettare i franchise. Posto che una ricetta univoca chiaramente non esista, possiamo però riscontrare una tendenza nelle serie tv che sono riuscite nel passo dal grande al piccolo schermo. Il successo di serie tv come Andor o The Penguin insegna che funzionano meglio gli spin-off che riescono ad allontanarsi dal terreno narrativo dei film da cui prendono spunto o che semplicemente hanno fatto la storia del franchise. Guardiamo Andor, che sviluppa una sua fortissima identità lontana da Rogue One. O Monarch, produzione Apple TV eccezionale nel portare in televisione il fortunato MonsterVerse.

Il successo di questi titoli ci mostra che la via più lontana dal franchise è la migliore da percorrere. Ma perché? E soprattutto, basta davvero allontanarsi dal franchise per rispettarlo? Ovviamente no, non è così semplice. Il lavoro richiede un equilibrio davvero delicato. Da una parte il riferimento originale deve rimanere sempre fisso. In Andor non si perde mai di vista la tensione tra Ribellione e Impero e il macro-conflitto che genera. Allo stesso tempo però questo rimane uno sfondo alle storie più intime e quotidiane che caratterizzano la serie tv di Disney+. In The Penguin la Gotham di The Batman rimane viva, ma fa solo da sfondo a una gangster story costruita attorno a un personaggio tirato a lucido per l’occasione.

Insomma, ci sembra che le serie tv che sono riuscite a portare con successo sul piccolo schermo un franchise cinematografico sono quelle che hanno sfruttato i film solo come trampolino di lancio. Senza soffermarcisi troppo, ma partendo da lì per poi sviluppandosi in autonomia. L’identità è ciò che fa la differenza. Va rispettata quella del grande schermo ma allo stesso tempo deve essere creata una nuova sul piccolo. In un equilibrio sicuramente difficile da raggiungere, ma come abbiamo visto non impossibile.

The penguin è una delle migliori dimostrazioni di come si possa portare un franchise cinematografico in televisione con uno spin-off
Credits: HBO

Tra spin-off e altre opere derivate, come sta andando ora il salto dal cinema alla televisione?

Chiudiamo questo ragionamento con un punto sulla situazione attuale. Questo focus è figlio di una riflessione su come il pubblico sta recependo Alien: Pianeta Terra (visibile, ricordiamolo, su Disney+). Una serie tv che decisamente ruota attorno al terreno entro cui si sviluppa il primo storico capitolo del franchise. Un titolo dal livello qualitativo davvero altissimo, che però divide gli spettatori. E lo fa proprio attorno agli elementi che maggiormente lo legano alle origini del franchise. Lo xenomorfo. L’horror claustrofobico. Il rapporto con l’alieno e con la macchina. Anche qui è evidente come proprio quegli elementi che impediscono ad Alien: Pianeta Terra di staccarsi dal franchise di riferimento siano quelli più discussi. Una conferma del nostro discorso di sopra.

Molta curiosità ci sarà a questo punto su It Welcome to Derry. La serie prequel di It dovrà vedersela con un tessuto narrativo che – all’apparenza – rende complesso uno sviluppo troppo esteso e lontano dal fulcro del film. Eppure anche Monarch sembrava poter avere le stesse problematiche e invece si è rivelata una piacevolissima sorpresa. Il tutto ovviamente in attesa di Harry Potter, l’appuntamento più atteso che inevitabilmente catalizzerà il dibattito attorno alla serializzazione del materiale cinematografico. Qui però siamo in un terreno diversissimo. Quel del reboot, che risponde ad altre logiche.

Cinema e televisione non sono mai state connesse come lo sono ora. E il loro destino è quello di incrociarsi sempre più a fondo. Di intrecciarsi in trame che balzano dal grande al piccolo schermo, dando una profondità del tutto inedita ai franchise. Abbiamo provato a capire cosa funziona, individuando le tendenze che sono state sinora dominanti. Sarà molto interessante però riprendere questo discorso tra qualche tempo, con più titoli all’attivo e ulteriori elementi per tracciare un bilancio complessivo. Per ora, però, lo sviluppo e il rispetto dell’identità è il segreto per portare sul piccolo schermo un franchise cinematografico.