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8 Serie Tv che indagano il male nascosto nella piccola comunità

Le protagoniste

3) Big Little Lies

I coniugi Wright
Credits: HBO

Monterey è una cittadina idilliaca situata sulla costa californiana: spiagge incontaminate, scogliere levigate dal vento e dalle onde, ville da sogno da cui osservare il tramonto, percorsi naturalistici, un ponte maestoso che collega pezzi di promontorio a picco sull’oceano. Un luogo perfetto per famiglie apparentemente perfette. Tuttavia, sotto la superficie patinata si nascondono bugie e incomprensioni che, lentamente, conducono a un’escalation di violenza e follia. Big Little Lies presenta un cast stratosferico: Nicole Kidman, Reese Whiterspoon, Laura Dern, Meryl Streep e un Alexander Skarsgård vincitore di un Emmy e di un Golden Globe per la sua complicata e sfaccettata interpretazione di Perry Wright.

Quest’ultimo è colui che racchiude il Male nel senso più evidente del termine, ma è davvero l’unico personaggio a essersi macchiato di azioni disoneste e deplorevoli? A Monterey l’intera comunità si muove per fazioni, utilizzando i propri figli come strumento di affermazione per superare l’altro in una competizione insensata. Allo stesso tempo le mogli tradiscono i mariti e i mariti le mogli. I ricchi vengono arrestati per frode fiscale (ma tanto è facile: basta pagare la cauzione è si è di nuovo in pista). Gli adulti si comportano peggio dei bambini e l’ipocrisia regna sovrana. A Monterey ogni cosa sembra sporca e sussurrata, mentre i segreti si muovono dietro a un telefono o dentro a un grande salone affacciato sul mare. In Big Little Lies niente è come sembra e noi non vediamo l’ora di vedere cosa accadrà nel corso della terza stagione già annunciata.

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4) Desperate Housewives

Le protagoniste
Credits: ABC

Ambientata nell’apparentemente perfetta Wisteria Lane nella cittadina di Fairview, la serie esplora il contrasto tra l’esteriorità impeccabile e il Male che si annida dietro le porte chiuse. Desperate Housewives infatti non inizia nel migliore dei modi: Mary Alice Young si è tolta la vita e il suo gesto estremo scuote le sue quattro amiche, casalinghe come lei. Durante le otto stagioni Susan, Lynette, Bree e Gabrielle affrontano misteri, omicidi, tradimenti e catastrofi (naturali e non) cercando di mantenere una parvenza di normalità di facciata. Il disperato bisogno di proiettare un’immagine di felicità e successo porta alcune delle protagoniste (come Bree) a diventare l’incarnazione dell’ipocrisia più estrema. La donna infatti è disposta a coprire crimini e tragedie famigliari pur di non rovinare la propria finta perfezione.

Wisteria Lane è come una bolla chiusa dove tutti guardano tutti e dove il pettegolezzo è la norma. Il Male è parte dell’arredamento delle case e dei giardini. È domestico: il marito violento, la madre manipolatrice, il vicino che nasconde scheletri nell’armadio…o nello scantinato. La morale conclusiva di questa serie suggerisce che il Male è a tutti gli effetti una conseguenza inevitabile di una società che valuta l’estetica sopra l’etica, in cui l’integrità viene sacrificata in nome dello status quo.

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