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La classifica delle 7 migliori Serie Tv sci-fi presenti in questo momento su Netflix

Quando si tratta di serie tv sci-fi non possiamo certo negare che Netflix ci abbia viziati, nel corso degli anni. Da Stranger Things a Black Mirror passando per Love Death & Robots, il catalogo del colosso streaming è ricco di titoli preziosi e assolutamente da vedere. La fantascienza assume diversi volti: è una critica alla nostra società, una via di fuga verso luoghi straordinari oppure solo ore di puro intrattenimento. Qualunque sia il ruolo che queste serie tv hanno deciso di indossare, ognuna di esse ha una storia che vale la pena di essere ascoltata.

Abbiamo quindi classificato le migliori 7 serie tv sci-fi di Netflix che potete trovare al momento sul catalogo, tra produzioni originali e non solo.

7) Altered Carbon

Creata nel 2018, Altered Carbon ha vissuto una (breve) vita molto discussa. Se infatti una fetta di pubblico l’ha particolarmente apprezzata, un’altra fetta l’ha considerata un prodotto di scarso valore. Ambientato nel 2384 in una futuristica città cyberpunk dove la vita eterna è possibile ed è alla portata di tutti… o meglio quasi tutti. La coscienza umana può essere codificata e copi incollata all’interno di nuove “custodie”, ovvero nuovi corpi umani più giovani, forti e veloci. In questa realtà futuristica ciò che importa è dunque preservare la mente (il contenuto), persino a discapito del corpo (il contenitore).

Come è intuibile, non tutti possono permettersi questa tecnologia e c’è chi la disprezza e la rifiuta persino. Sono i ricchi, annoiati dalla loro stessa eternità, a compiere le azioni più deprecabili pur di provare ancora qualcosa. Diventa allora lecito chiedersi, come accade infatti al protagonista Takeshi Kovacs, che cosa sia rimasto esattamente della moralità umana. L’eternità è tutt’altro che una benedizione, rivelandosi piuttosto un lento declino dell’anima che può anche preservarsi nel tempo ma in maniera sempre più corrotta.

6) Maniac

serie tv sci-fi di Netflix

La miniserie creata da Cary Fukunaga nel 2018, vede al centro della propria riflessione il concetto di malattia mentale. Protagonisti della storia sono Jonah Hill ed Emma Stone, rispettivamente nei panni di Owen e Annie: due personaggi molto particolari che finiscono, per vie traverse e distinte, a diventare teste per un trial medico sperimentale. La sperimentazione in questione dovrebbe rendere obsoleta la psicoterapia classica, sostituendola l’assunzione di tre pillole. Tali pillole – A, B e C – corrispondono a loro volta a tre distinte fasi del trial.

In Maniac, la metropoli cupa alla Blade Runner si mescola allo stile iconico degli anni ’90 dando vita a un prodotto malinconico e retrò insieme.

I temi fondamentali all’interno della serie sono essenzialmente due. Il primo è la mente, insieme luogo di protezione e di perdita, in cui la verità unica e sola risiede nei sogni. Lo scopo del trial sarebbe quello di decostruire le paure della mente, affrontandole una a una e, di conseguenza, abbatterle. Il secondo tema è rappresentato dalla dualità di ordine e caos, che assumono i volti di Owen e Annie. Dove lui, infatti, cerca una pace che, per motivi esterni, non trova nella sua vita, lei si crogiola nel caos che ha origini interne.

5) Love Death + Robots

serie tv sci-fi di Netflix

Arrivata alla sua terza stagione, Love Death & Robots è una delle serie tv sci-fi di Netflix più assurde e schizofreniche. In senso buono ovviamente.

Chiamarla cartone animato sarebbe riduttivo, dato che ogni tipo di animazione utilizzata all’interno della serie tv è uno spettacolo visivo unico. Prodotta da Tim Miller e David Fincher, esplora diverse tematiche che oscillano tutte su un asse immaginario di morte, sesso e amore. L’animazione per adulti viene adattata al linguaggio volgare, alle sequenze violente e ai temi filosofico morali che vengono spesso affrontati nel corso dello show.

Attraverso vari generi, tra cui horror, sci-fi e commedia, Love Death & Robots si propone di raccontare delle storie che riescono a intrattenere lo spettatore ma anche a farlo riflettere. Il tutto in meno di mezz’ora. Racconti di vizi e virtù umane, di apocalissi causate da noi stessi e di mostri che si celano più nella nostra mente che nel mondo di fuori. Non mancano i momenti comici ma sono soprattutto le storie di fantascienza a risultare le più potenti: da Oltre l’Aquila” a “Dare una mano”, da “Pop Squad” a “La pulsazione della macchina”.

4) Sense 8

serie tv sci-fi di Netflix

Otto sconosciuti da diverse parti del mondo entrano improvvisamente in contatto telepatico tra loro, scoprendo di essere il prossimo step dell’evoluzione umana e che qualcuno di molto pericoloso sta dando loro la caccia. Otto persone diverse tra loro per etnia, lingua e orientamento sessuale scoprono così di essere legate da un unico destino. Sense 8 è un viaggio alla scoperta di se stessi e di cosa significhi essere umani.

Frutto delle menti geniali delle sorelle Wachowski, Sense 8 abbraccia la diversità sottolineando che tutti siano speciali e meritino di essere amati. Ed è proprio l’amore, inteso come forza ineluttabile, ad avere un ruolo di rilievo all’interno della storia. Un amore puro e disarmante che unisce otto individui da diversi parti del mondo e con nessun apparente elemento in comune. In realtà, ciò che lega gli otto protagonisti è la loro forza più grande: l’innocenza.

Tra le serie tv sci-fi di Netflix, Sense 8 è quasi sicuramente quella dotata di maggior cuore.

3) Black Mirror

Nata dalla brillante idea di Charlie Brooker, Black Mirror è sicuramente una delle migliori serie tv dell’ultimo decennio. Fin dalla prima stagione, ogni episodio della serie antologica racconta una storia autoconclusiva, totalmente diversa e scollegata da quella precedente e da quella successiva ma unita dall’appartenenza a una comune realtà distopica e spesso estrema. Con crudo realismo vengono, di volta in volta, raccontate i più insidiosi e complicati comportamenti umani in rapporto all’universo digitale e non solo. La riflessione circa l’uso dello strumento tecnologico va ben oltre la sua compatibilità con l’essere umano in quanto creatura; senza tralasciare il peso della responsabilità delle conseguenze, Black Mirror riesce brillantemente a dimostrare quanto sottile sia la linea fra narrazione e realtà.

La serie tv sci-fi di Netflix parla dei nostri tempi. Due dei temi più importanti sono senza dubbio il rapporto morboso tra uomo e tecnologia e come le emozioni umane vengano distorte da questo rapporto. Gli argomenti affrontati dallo show (la società regolata dai social network, l’amore 2.0, la coscienza digitale in formato pocket) sono così plausibili da gettare un’ombra oscura sul futuro che ci attende, se non sapremo gestire l’innovazione tecnologica incalzante del nostro presente.

2) Dark

Dark unisce passato, presente e futuro sovrapponendoli in un mosaico complesso e difficile da seguire, con svariati colpi di scena e un ritmo incalzante.

La serie tv è un calderone pieno di riferimenti, citazioni e omaggi, tra cui spicca senza alcun dubbio Twin Peaks. Difficile spiegare di cosa parli Dark senza il rischio di fare spoiler. Nel 2019 a Winden, scompaiono due bambini. Da questo semplice seppur agghiacciante avvenimento inizia a dipanarsi una matassa di storie intrecciate tra loro, riguardanti il passato, presente e futuro di alcune famiglie del luogo: i Kahnwald, i Nielsen, i Doppler ed i Tiedemann. La cittadina di Winden è solo apparentemente un luogo come tutti gli altri, man mano che la matassa viene sbrigliata ecco comparire nuovi fili ad aggiungere segreti, mistero e scheletri nell’armadio.

La città è marcia, c’è qualcosa di malato continuano a ripetere alcuni protagonisti come se comunque vadano le cose a Winden succede sempre qualcosa di brutto e sbagliato. Basandosi sul principio di autoconsistenza e sul paradosso di predestinazione, la morale di Dark si focalizza tutta sull’idea che il destino è immutabile, che ciò che è stato è stato e che la volontà del singolo è piegata al procedere del tempo, incapace di opporvisi.

1) Stranger Things

La serie tv di Netflix non è solo uno sci-fi riuscitissimo ma anche un caposaldo della cultura seriale del nostro tempo.

Nei ritrovati anni Ottanta si svolge la storia di Stranger Things. La serie tv, arrivata alla sua quarta e ultima stagione, rende omaggio alle storie di Stephen King e ai film di Spielberg, passando per quella musica e stile irrimediabilmente “eightes”. La prima stagione fu un vero e proprio fenomeno mediatico, nessuno si aspettava il grande successo che invece è stato.

A Hawkins, Indiana, non succede mai nulla. Almeno fino a quando un bambino non scompare inspiegabilmente, un mostro emerge da un’altra dimensione e una strana bambina manifesta poteri straordinari. Da queste premesse, ha inizio il viaggio di Stranger Things ma soprattutto il viaggio di crescita e formazione dei suoi piccoli protagonisti. Tra Hawkins e il Sottosopra, abbiamo visto Undici, Mike, Dustin, Lucas e Will affrontare ogni minaccia si sia presentata loro davanti, aiutati da facce conosciute e da volti nuovi, sempre con quella purezza di spirito e quella freschezza tipica della gioventù. Non può che esserci Stranger Things al primo posto di questa classifica.

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