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La classifica delle 10 migliori Serie Tv political drama

The West Wing

Niente è più difficile da vendere al grande pubblico serie tv politiche avvincenti. Certo, nel corso degli anni le menti dei fan si sono aperte a nuove possibilità, ma per un argomento così discusso cadere nel banale sarebbe facile. Che tu voglia rappresentare una versione positiva come in The West Wing o negativa come in House of Cards, il prodotto deve essere di una qualità eccellente per non annoiare. Non deve sembrare quella bella facciata di gente perfetta e infallibile né un banale mondo in cui tutti sono meschini e approfittatori. Per questo ogni idea che allontani un drama politico dagli stilemi che chiunque si aspetta, può essere un grande vantaggio.

Nel corso dell’ultimo ventennio le serie tv politiche si sono diffuse a macchia d’olio, riempiendo un mercato arduo come quello del piccolo schermo con temi che generalmente le persone comuni non avrebbero visto per svagarsi. È stato questo, forse, il più grande merito dei dieci prodotti in questa classifica: riuscire ad intrattenere in modo intelligente e mai banale. Tra presidenti degli Stati Uniti, Primi Ministri danesi o Segretari di Stato, abbiamo visto una quantità infinita di cariche rappresentate a schermo. Ognuna accompagnata da un prodotto che ne ha mostrato la routine giornaliera o i pericoli che potrebbe passare la persona eletta.

Questa classifica premia l’intelligenza di saper scrivere prodotti sagaci e sorprendenti, lasciando il pubblico spiazzato rispetto alle aspettative iniziali. Con uno scontro tra pesi massimi al vertice, dove idee opposte e rappresentazioni lontanissime tra loro ci regalano i due volti di questo genere. Ma non perdiamo altro tempo e iniziamo a contare i voti di questa particolare selezione, in attesa di scoprire chi si sarà assicurato il posto sulla sedia del vincitore.

10) Occupied

occupied

“Un futuro molto prossimo” è l’inizio di serie tv che fa tremare ogni fan, soprattutto se è la politica e il drama sono di mezzo. In un mondo in cui l’America si è staccata dal fabbisogno energetico mondiale, lasciando la NATO a dipendere dalla stabilissima Norvegia, ogni decisione può essere la bomba che distrugge tutto. In Occupied la miccia è rappresentata dalla scelta del Primo Ministro norvegese di dire addio ai combustibili fossili, inimicandosi il resto dell’Unione Europea. Da qui nasce un thriller in cui esponenti norvegesi e russi cercano di fare il bene del proprio paese difendendo o distruggendo questa svolta green del paese scandinavo.

Un prodotto in cui ogni pedina della storia sembra più una pallina del flipper, in costante movimento e azione per modificare gli eventi. La forza di Occupied è l’essere una storia chiara senza momenti futili e un ritmo costante e pungente. Un approccio nordico al tema che regala personaggi fissi nelle loro idee a qualunque costo. Una distopia vicina, reali e spaventosa che si allontana dai canoni del genere per aumentare la tensione.

9) The Politician

the politician

Entrare nella lista della migliori serie tv politiche al giorno d’oggi non è facile. Il genere è pieno di prodotti di qualità, ma The Politician ha giocato molto bene le sue carte. Se è impossibile il posto da presidente, candidati a senatore, no? Questo prodotto di Ryan Murphy fa esattamente questo, partendo dalla vita normale di uno studente che si candida a presidente del consiglio studentesco. Una scelta decisamente meno influente rispetto alle elezioni a cui siamo abituati in questo genere, ma il tutto crea un’ottima caratterizzazione del protagonista e dei suoi sogni nel cassetto.

Tra momenti musical, critiche al sogno americano e una forte dose di drama che potrebbe ingannare i fan ad un primo sguardo, The Politician è un prodotto insolito con picchi di assurdità totale. Anche per questa sua singolare scrittura non è apprezzata da tutti i fan del genere, allontanandosi un bel po’ dalle linee guida normali di un political drama. Non per questo è da sottovalurare, anzi, è la soluzione perfetta per avvicinarsi al genere se prodotti più tipici non vi hanno mai convinto. In attesa che arrivi la terza stagione, non prima del 2022, avete quindici episodi per appassionarvi.

8) Scandal

serie tv politiche

Anche Shonda Rhimes voleva un posto in questa classifica e il suo prodotto incentrato su Olivia Pope riesce a farcela. Tra intrighi alla Casa Bianca e organizzazioni segrete, questa drama in pieno stile Shonda ha portato il genere su binari completamente diversi. Non si parla più di politica e basta, la serie ci mostra come Olivia agisce nel mondo, tra vie legali e scandali che danno il nome al prodotto stesso.

Un nuovo punto di vista sul discorso relazioni all’interno della Casa Bianca, di come le persone reagiscano a queste dicerie e la stampa possa influire nella vita di una persona. Il personaggio della Pope rimane una creazione ottima di Shonda, ammirabile anche nel famoso crossover con How To Get Away With Murder. Una donna in carriera, forte e sicura di sé che ha dovuto affrontare tante difficoltà nel corso della sua vita ma ora può essere tenuta da tutti. Scandal è la riprova che, qualsiasi cosa tocchi, Shonda Rhimes riesce a farla funzionare.

7) Homeland

serie tv politiche

Se c’è un tema che le serie tv politiche devono affrontare con cura, è quello del conflitto medio-orientale. Uno dei territori più discussi e sui quali problemi sarebbe facile cadere in banalità. Homeland non lo fa, decide di costruite una political drama a toni thriller sulle conseguenze del recupero di un marine tenuto imprigionato da al-Qaeda. Una situazione che non convince l’ufficiale della CIA Carrie Mathison e trasmette tutta la tensione allo spettatore.

Un protagonista caratterizzato benissimo, con un segreto da tenere nascosto al mondo per cui deve curarsi senza far girare troppo le voci. Le prime tre stagioni in particolare sono una rappresentazione perfetta del dubbio e l’incapacità di darsi pace. In questa political drama dove le relazioni internazionali fanno da padrone, lo spettatore segue ogni episodio per arrivare alla verità e superare l’ansia della visione. Un prodotto andato avanti per otto anni, passato attraverso molti cambiamenti inaspettati e svolte che hanno sorpreso i fan. Sta a voi scoprirne la conclusione, rimanendo senza parole per il saliscendi di emozioni.

6) 24

Quante volte una serie tv vi è sembrata troppo veloce o troppo lenta? Quante volte avete pensato che il passare del tempo non avesse senso? 24 risolve il problema alla radice con episodi che si svolgono in tempo reale, ventiquattro a stagione, tutti da un’ora per rappresentare un giorno. Un’idea completamente fuori di testa che rappresenta la corsa contro il tempo di Jack Bauer in questo thriller che si fonde con il political drama in modo sublime. Gli intrighi dietro il lavoro di presidente degli stati uniti uniti alla suspance creata dagli agenti anti-terrorismo.

Tra le lunghissime serie tv politiche, questa è concentrata in poco più di una settimana, otto stagioni per otto giorni, è uno dei prodotti più sorprendenti e innovativi del genere. Mai avevamo visto qualcosa così lungo e corto allo stesso tempo e mai otto giorni erano stati così densi di azione e tensione da parte degli spettatori. Tra ruoli presidenziali a rischio e poca voglia di prendere le cose alla leggera, 24 si merita senza dubbio un posto in questa classifica. Un’idea che non vedremo mai replicata e che rimarrà unica e speciale nei cuori dei pochi che l’hanno vissuta.

5) Madam Secretary

serie tv politiche

In un genere che varia dalla più divertente, alla più speranzosa, alla più cinica, delle serie tv politiche Madam Secretary è probabilmente la più accurata di tutte. La serie segue la carriera politica della Segretaria di Stato degli USA: tra accordi di diplomazia internazionale, politica d’ufficio e protocolli di alto rango parlando di problemi affrontati dall’intero pianeta. Vi è anche una piccola sottotrama mistery attorno alla serie, ma la politica affrontata e mostrata è incredibilmente realistica. I membri dello staff sono ben caratterizzati, con anche momenti divertenti per smorzare i toni.

Mostra in modo molto intelligente la tendenza degli Stati Uniti nel voler avere l’ultima parola su ogni vicenda mondiale e come un ex analista della CIA veda il mondo politico con occhi incredibilmente diversi. A differenza di altri prodotti che con più generi non riescono a far risplendere la politica, Madam Secretary usa ogni altro argomento per rafforzare l’acuto racconto della storia. Ha la giusta dose di speranza, ereditata da The West Wing, per un mondo migliore e un leader che faccia il meglio per tutti. La perfetta erede dell’amministrazione Bartlet per precisione e voglia di non ricadere nei banali stereotipi dei politici meschini senza scrupoli.

4) The Good Wife

Game of Thrones

Nulla mostra la lotta e l’incoerenza tra apparenza e realtà come The Good Wife. Quando la vita della moglie di un procuratore viene stravolta da uno scandalo, lei deve rimettersi in gioco in uno studio legale. La serie si incentra inizialmente più sui casi affrontati da Alicia, benché ci sia una trama orizzontale molto corposa. La politica rimane molto di sfondo, iniziando ad affiorare man mano che il prodotto prosegue e si arriva a parlare di elezioni nella serie. Problemi di immagine, conflitti emotivi sulle scelte da prendere e decidere se abbandonare il marito o tornare con lui.

La vita di Alicia attraversa ogni tipo di scelta e decisione, mettendole davanti due strade che non sono mai bianche o nere. Ognuna porta risvolti positivi e negativi, minando la sua integrità e la sua vita privata. La politica entra nelle sue giornate in modo fastidioso e distruttivo, mostrandoci un lato mai così messo a nudo del genere. Questa alternanza tra legal e political non appare mai forzata né fuori luogo, anzi. The Good Wife sa come descrivere i problemi nel mondo senza mettersi troppe limitazioni tramite etichette.

3) Borgen

serie tv politiche

La creazione di Adam Price narra della prima donna ad essere eletta come primo ministro della Danimarca. In Borgen troviamo quella politica marcia, sporca, piena di compromessi e scandali che il grande pubblico si aspetterebbe dal genere. Grande pubblico che purtroppo non ha ancora conosciuto questa perla di intrighi e potere molto vicina ad House of Cards. A chi verrebbe di pensare sia un’erede della serie di Underwood facciamo notare come Borgen sia nata ben tre anni prima. Anche per questo siamo sicuri che questa produzione abbia gettato delle basi solide per le sporche amministrazioni future.

Una produzione danese veramente intrigante e che se vista con il giusto occhio vi stupirà per quanto contemporanea e avanguardista del genere. Il vero momento che potrebbe lanciarla nell’olimpo sarà la quarta stagione, in arrivo su Netflix nel 2022 a ben nove anni di distanza, per concludere la trama e dimostrare ancora una volta l’importanza che questo prodotto ha avuto. Non avete alcuna scusa per non recuperarla, in attesa degli ultimi sviluppi e di osservare come siano cambiare le cose in un decennio.

2) House Of Cards

netflix

Se c’è una serie tv politica che regge ogni suo lato sulla mastodontica figura del protagonista, quella è House of Cards. Nata inizialmente come adattamento dell’omonima miniserie televisiva della BBC, è diventata un prodotto stabile nei ricordi di chiunque si sia guardato intorno almeno una volta negli ultimi dieci anni. In un mondo marcio svetta la figura di Frank Underwood che, dopo aver visto sfuggire dalle proprie mani un posto di rilievo nell’amministrazione, mette in scena una serie di intrighi per scalare la gradinata della casa bianca e piazzarsi nello studio ovale.

House of Cards è definita da molti come il pensiero che le persone comuni hanno della politica. Piena di persone meschine, assetate di potere e con poca morale. House of Cards mostra il brutto, l’oscuro, quel lato politico che fa venire il voltastomaco al solo pensiero. Non poteva essere sotto al secondo posto, ma l’infima sesta stagione ne ha ridimensionato la grandezza agli occhi di molti fan. Underwood è sempre stato il pilastro che regge ogni lato di questo prodotto e l’addio di Kevin Spacey ha segnato la fine della magia.

1) The West Wing

serie tv politiche

Il primo posto in questa classifica non poteva che essere della madre di tutte le serie tv politiche. Leva del 1999 per il prodotto che ha dimostrato come al grande pubblico possa interessare la politica. Se prima parlavamo del lato più marcio di questo mondo, The West Wing mostra la luce della speranza in una Casa Bianca piena di gente talentuosa e con un gran cuore. Josiah Bartlet è agli antipodi di Underwood: un uomo che darebbe sé stesso per il proprio paese e i suoi cittadini. Un uomo onesto, buono, competente ma non perfetto.

Di sicuro una delle figure più iconiche non solo del genere ma della televisione americana, tant’è che anche alle recenti elezioni la serie ha messo in atto una reunion dopo più di 20 anni dal primo episodio. Un cast stellare capitanato da Martin Sheen e diretto da Aaron Sorkin, entrambi all’apice delle loro capacità. Per una serie come The West Wing gli aggettivi non finirebbero mai, è una continua fonte di speranza e di voglia di guardare al domani insieme alle persone di cui ti fidi. Imparando a confessare ogni paura e problema per diventare migliore e aiutare il prossimo a vivere il domani al meglio.

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