9. La vita bugiarda degli adulti
Un’altra serie che è un po’ caduta nell’oblio è La vita bugiarda degli adulti. La serie tv è tratta da un romanzo di Elena Ferrante e ha attirato subito l’attenzione del pubblico italiano considerando il successo de L’amica geniale. La vita bugiarda degli adulti ricalca lo stile di Elena Ferrante. La storia è ambientata a Napoli e ha per protagonista Giovanna, una ragazza che sta per affacciarsi all’età adulta e che si confronta per la prima volta con se stessa, con la sua famiglia, con le sue inclinazioni e la sua città. Giovanna sente l’impulso ad approfondire alcuni legami familiari e la conoscenza di se stessa. Riprende contatti con una zia dimenticata e cancellata dalle foto di famiglia e intraprende un vero e proprio viaggio alla scoperta di sé e del mondo che la circonda.
La vita bugiarda degli adulti racconta uno spaccato di Napoli le mille contraddizioni di una città che può essere borghese e popolana, raffinata e sporca, luminosa e oscura. È stato un gran bel colpo per la piattaforma. Il successo internazionale de L’amica geniale, tratta sempre da un’opera di Ferrante, ha accresciuto la popolarità dell’autrice e destato interesse alterno alla serie tv Netflix. La vita bugiarda degli adulti ha avuto grande risalto al momento dell’uscita. Netflix Italia ovviamente l’ha pubblicizzata molto, sapendo di puntare su un cavallo vincente. E il pubblico l’ha apprezzata, facendola balzare per un periodo nella classifica dei titoli più visti in Italia. Oggi però, a distanza di appena due anni dal suo debutto sulla piattaforma, La vita bugiarda degli adulti è un titolo che non balza più agli occhi.
La serie tv Netflix è finita un po’ nel dimenticatoio e dà l’idea di essere un progetto ormai abbandonato. È l’ulteriore dimostrazione di come, nell’attuale offerta televisiva, anche i titoli con più prospettive possano finire dimenticate in qualche angolo remoto del catalogo.
10. Living With Yourself
Stessa sorte è toccata a Living With Yourself, che pure al suo debutto aveva acceso i riflettori su di sé. La serie tv, di cui abbiamo una sola stagione disponibile, si fa forza su una grande performance di Paul Rudd, che interpreta due ruoli con grande versatilità. Il protagonista della serie scopre di avere un clone di se stesso, un’altra versione di sé con cui fare i conti. Il problema è che il clone tenta di rubargli la vita, quindi il loro rapporto diventa una vera e propria battaglia per la sopravvivenza dell’uno o dell’altro. Può esistere una sola versione di Miles Elliot, quindi uno dei due dovrà lasciare il posto all’altro.
Living With Yourself è una serie tv Netflix divertente perché è piena di paradossi, equivoci, situazioni esilaranti. Ma è anche un prodotto riflessivo, che spinge a soffermarsi sul modo di vivere la propria vita e le proprie relazioni.
Lo show ha avuto parecchio risalto al momento della sua uscita. Se ne è parlato come uno di quei prodotti destinati ad avere un futuro radioso. Invece, nel giro di qualche mese, ci si è completamente dimenticati della sua esistenza. Sulla serie è calato pian piano il buio, fino a far scomparire del tutto dai radar. Non si è neanche più parlato di una seconda stagione dal momento che l’attenzione era calata in maniera vertiginosa. Non che sia colpa di Living With Yourself. Come abbiamo detto, quando un prodotto finisce nel dimenticatoio, è sempre per una concorrenza di cause e perché l’attuale ritmo di produzione fa sì che un titolo possa essere facilmente surclassato da quello successivo senza destare troppo clamore.









