3. Pesci Piccoli 2

Da quando, nel 2023, era uscita la prima stagione di Pesci Piccoli, tutti quanti hanno intuito il suo potenziale quasi illimitato. I The Jackal, che di produzione video non solo se ne intendono ma fanno anche scuola ad una generazione specifica, si buttarono con Pesci Piccoli nella serialità, senza paura. Mostrando semplicemente la verità, come sono soliti fare nei loro video. Magari edulcorata, magari leggermente romanzata, ma pur sempre una verità realistica e reale. La serie tv italiana Pesci Piccoli si è rinnovata con una seconda stagione che dimostra di essere ancora più matura della prima e riesce a non scadere nel già visto. Il rischio, infatti, era quello di riprendere delle storie già battute nella prima stagione. Ma i The Jackal sono riusciti ancora una volta a fare luce sul mondo della pubblicità e di internet in modo divertente e sempre nuovo. Collaborazioni come quelle con Angelo Maggi, Danilo Bertazzi (Tonio Cartonio) e Beppe Vessicchio rendono la seconda stagione di Pesci Piccoli un piccolo gioiellino. Che non fa che confermare la bravura dei The Jackal, dai registi agli attori di cui conosciamo bene il volto e a cui leghiamo un certo tipo di comicità brillante e mai scontata. Alla quale ci siamo affezionati.
4. Storia della mia famiglia

Se non avete ancora visto Storia della mia famiglia, su Netflix da febbraio 2025, è il momento di recuperarla. Anche solo per il fatto che sia qualcosa di assolutamente diverso da quello che ultimamente Netflix tende a proporre, soprattutto in ambito di serie tv italiane. Fausto (un bravissimo Eduardo Scarpetta, non a caso discendente dalla famiglia Scarpetta-De Filippo) è un padre di due bambini, che cresce da solo con l’aiuto di un paio di amici stretti. Quando scopre di avere una malattia terminale, fa di tutto per non far affidare i bambini alla madre e coinvolge la sua stessa famiglia. Una famiglia con i suoi problemi, che dovrà affrontare un grosso cambiamento soprattutto emotivo. Storia della mia famiglia è divertente e malinconica. È scritta in un modo unico nel suo genere, che si poggia molto sui vocali che tutti noi utilizziamo tutti i giorni su Whatsapp, che vengono utilizzati come fulcro della narrazione stessa. Una scelta piuttosto bizzarra ma anche molto originale. E infatti funziona, la storia scorre leggera e riesce anche ad appassionare nei momenti di tensione più alti. Sono pochi episodi e il tema, per quanto complesso e doloroso, viene sviscerato in una maniera diversa dal solito. Da un punto di vista strano e bellissimo allo stesso tempo.






