3) True Blood

Da Roma ci spostiamo tra le paludi umide e soffocanti della Louisiana dove i vampiri hanno appena rivelato la loro esistenza all’umanità (un evento noto come “La Grande Rivelazione”). Questo è stato possibile grazie all’invenzione giapponese del True Blood, un sangue sintetico in bottiglia che permette a questi esseri sovrannaturali di nutrirsi senza uccidere gli esseri umani. In particolare la storia segue le vicende di Sookie Stackhouse, una cameriera con il dono della telepatia che fatica a condurre una vita normale perché sente i pensieri di chiunque. La sua vita cambia quando incontra Bill Compton, un vampiro di 173 anni tornato nella cittadina di Bon Temps per reclamare la sua vecchia casa.
Questa serie tv prodotta da HBO Max in qualche modo rappresenta la risposta adulta, violenta e sfacciata al fenomeno di Twilight. La convivenza tra umani e vampiri infatti è tutt’altro che pacifica: tra omicidi misteriosi, discriminazioni feroci e l’arrivo di altre creature, Bon Temps diventa ben presto il centro di un conflitto soprannaturale. L’autore di True Blood è Alan Ball, nonché vincitore del premio Oscar per la miglior sceneggiatura per American Beauty e creatore di Six Feet Under. E il suo zampino è evidente dato che la serie è considerata un vero e proprio cult grazie anche all’idea intelligente di usare i vampiri come metafora delle minoranze.






