5. Ripley

La storia di Ripley nasce nel 1955, dal romanzo Il talento di Mr Ripley di Patricia Highsmith, e continua con un bellissimo film omonimo del 1999 con Matt Damon, Jude Law e Gwyneth Paltrow. Nel 2024, poi, arriva Netflix con una serie tv da vedere in religioso silenzio, con gli occhi sognanti ma anche con un velo di preoccupazione: Ripley. Andrew Scott è il nuovo Tom Ripley, ingaggiato dal padre di Dickie (che per Ripley è un completo sconosciuto) che, convinto del loro rapporto di intimità vuole che lo convinca a tornare a casa. La serie è girata quasi interamente in Italia, tra Atrani, Sanremo, Roma e Vanezia. Ripley è una serie tv che andrebbe definita quantomeno particolare, per la quale è difficile trovare una connotazione. E, anche per questo, fuori dalle leggi che la farebbero rientrare in qualsiasi algoritmo. Prima di tutto, è interamente girata in bianco e nero e la sua è una narrazione lenta, riflessiva. Nonostante ci sia dell’azione, anche piuttosto drammatica, Ripley (su Netflix) non si distingue tanto per quest’ultima quanto più per la sua sfacciata ricerca del bello. Ricerca che porterà il protagonista stesso e anche chi lo guarda, ad una maniacale ossessione.




