The Office: gli sguardi in camera che trasformano il lavoro in una miniera di meme

Se c’è una serie che ha dimostrato quanto la quotidianità possa essere una miniera inesauribile di meme, quella è The Office (ecco i migliori episodi della serie). La sitcom ambientata nella filiale di Scranton della Dunder Mifflin non ha bisogno di mondi fantastici o avventure interdimensionali. Le basta un ufficio pieno di colleghi, un capo incapace di leggere la stanza e una telecamera sempre pronta a immortalare il momento esatto in cui una situazione diventa insostenibile. Il suo successo come fonte di meme nasce proprio dalla riconoscibilità delle situazioni. Riunioni interminabili, colleghi che parlano troppo, giornate lavorative pesanti, rapporti complicati con il proprio superiore e momenti di imbarazzo assoluto sono esperienze che appartengono alla vita di moltissime persone.
Michael Scott è naturalmente il principale generatore di caos. Michael vuole essere amato, vuole essere divertente e soprattutto vuole essere il protagonista di ogni situazione. Il problema è che molto spesso non si accorge di quanto quello che sta facendo sia imbarazzante. Il suo modo di affrontare le situazioni ha quindi prodotto alcune delle reaction più utilizzate della serie. Ma il vero elemento rivoluzionario di The Office è la telecamera. Gli sguardi diretti verso l’obiettivo sono diventati un linguaggio autonomo. Jim guarda la telecamera quando qualcosa è talmente assurdo che non sa come commentarlo. Pam la guarda quando non riesce a credere a quello che sta vedendo. Stanley la guarda con l’espressione di chi vorrebbe semplicemente arrivare alla fine della giornata.
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Uno sguardo di Jim può essere inserito praticamente ovunque. Non importa se la situazione originale riguardava Michael, Dwight o una riunione della Dunder Mifflin. Quell’espressione comunica immediatamente incredulità, imbarazzo o rassegnazione. Anche gli altri personaggi hanno sviluppato un vero e proprio vocabolario di reaction. Dwight rappresenta la paranoia e la convinzione di essere sempre pronto a una minaccia. Kevin incarna spesso la confusione. Angela comunica giudizio anche quando non dice nulla. Stanley sembra vivere costantemente in attesa del momento in cui potrà smettere di lavorare.
E poi ci sono scene diventate talmente famose da non aver più bisogno di presentazioni. I “Parkour!” e i “No! God! Please! No!” urlati da Michael, le sue crisi sproporzionate, le reazioni di Jim e molto altro sono fonti considerevolmente ricche di materiale per chi cerca una reaction perfetta. Tra le serie tv da vedere per capire da dove arrivano i meme che utilizziamo ogni giorno, The Office ha quindi un vantaggio particolare: parla di situazioni che tutti possiamo riconoscere. Non serve vivere in un ufficio americano per capire cosa significa avere un collega insopportabile o assistere a una riunione completamente inutile.







