5) High Fidelity

Chi tra i Millennials che stanno leggendo non ha mai sognato di diventare il proprietario di un negozio di dischi? Per intenderci: quelle piccole stanzine di una sola vetrina ma stracolme di vinili fino al soffitto, oltre che di libri e vestiti magari un po’ vintage, ereditati direttamente dall’epoca dei Figli dei Fiori? Personalmente ci penso ogni giorno. La protagonista di questa serie tv da vedere lavora in uno di questi negozi, il quale però si trova sull’orlo della chiusura. Eh. Avevamo dei dubbi? Ancora una volta la precarietà viene portata sul piccolo schermo, accanto a una regia e a un’estetica del tutto modellate sui gusti e lo stile della nostra generazione.
High Fidelity, inoltre, è una storia di contrasti – primo fra tutti quello di Robyn – frammentata tra insicurezze e fragilità che la portano a considerare seriamente l’idea di avere qualcosa che non va. Il suo tallone d’Achille sono soprattutto le relazioni d’amore, precarie tanto quanto il suo impiego. Cosa rimane, alla fine, per poterci consolare da tutta questa cruda e veritiera realtà? La musica, ovviamente. Una colonna sonora derivata dai brani degli anni ’80, ’90 e primi del ’00, insieme all’ambientazione calda e accogliente di una Brooklyn punteggiata di insegne al neon e locali famigliari. Un sogno su cui galleggiare per sentirci meno persi e delusi.
6) Adults

Sulla scia delle altre serie tv da vedere prese in esame in questo articolo Adults, uscita di recente su Disney+, presenta lo stesso ventaglio di tematiche strettamente connesse ai Millennials e anche alla Generazione Z. I protagonisti sono, come per ogni comedy che si rispetti, un gruppo di amici che convivono nello stesso appartamento. Ragazzi e ragazze che condividono frustrazioni e vulnerabilità e dove l’unico intruglio capace di indebolire la precarietà della vita è rappresentato dall’amicizia. Samir, Billie, Anton, Issa e Paul provano a confrontarsi con il mondo là fuori nonostante l’ansia di doversi realizzare a ogni costo (perché è ciò che impone la maledettissima società). Allo stesso tempo si sentono inadeguati a causa delle perenni pressioni derivate dalle aspettative famigliari. In poche parole: se non viene rispettato l’ordine scuola, lavoro (tassativamente a tempo indeterminato), matrimonio, figli, pensione, morte, si è automaticamente dei falliti.
Uno degli aspetti più meritevoli di questa serie è proprio quello di aver messo il fallimento al centro della scena, considerandolo un’esperienza necessaria per poter imparare e crescere. Non una vergogna, quindi, ma un elemento fondamentale per capire cosa si vuole fare della propria vita. I personaggi di Adults sono imperfetti, indecisi, a volte persino goffi e caotici. Rappresentano due generazioni senza fare sconti, con grande lucidità, realismo ma anche sensibilità. Un qualcosa di cui noi e la Gen Z abbiamo davvero bisogno.





