3) Girls

Questa serie creata da Laura Dunham e vincitrice di un Golden Globe come miglior serie commedia, narra le avventure di quattro amiche appena trasferitesi a New York per studiare e lavorare. Uno show quindi che possiamo considerare nipote del cult Sex and The City, anche se meno fashion e modaiolo. Le protagoniste di Girls infatti perdono l’aura patinata di Samantha e Co. in favore di una caratterizzazione molto più realistica. Questo del resto è un po’ il comun denominatore di tutte le serie tv da vedere descritte in questo elenco: essere il più possibile vicine alla vera quotidianità di noi Millennials. Hannah è una studentessa di letteratura inglese considerata dai più come un’egocentrica e ambiziosa ma che non riesce, per un motivo o per l’altro, a portare a compimento i propri progetti.
Accanto a lei, Marnie – la sua coinquilina e confidente – e poi Jessa e Shoshanna. Tra relazioni tossiche, sogni da realizzare, evoluzioni e involuzioni, le ragazze portano avanti una narrazione in cui la costante e irreversibile incertezza del futuro è l’unica certezza che hanno. Infine ci sono loro: i ragazzi. Adam, innamorato di Hannah, ed Elijah, confuso sul proprio orientamento sessuale. Girls, a differenza di altri prodotti, ci offre dunque una visione della vita fatta di disagio, di problemi economici, di ansie e di drammi. Cari millennials, vi ricorda qualcosa?
4) Normal People

La complicata storia d’amore tra Marianne e Connell, i protagonisti di questa serie tv sentimentale, è la metafora perfetta di cosa significa crescere. Un tratto del percorso di ognuno di noi che spesso è instabile, sofferto, tortuoso. Un momento delicato in cui si spera con tutte le proprie forze di trovare anche una sola persona che ci capisca. Colui o colei che possa condividere un pezzettino di vita fino all’età adulta e magari oltre. È raro infatti riuscire a mantenere per la durata di un’esistenza intera le amicizie e gli amori nati in gioventù. Li possiamo contare sulle dita di una mano, oppure non li possiamo contare affatto. I due protagonisti di Normal People sembrano però darci una piccola speranza. Si perdono, scelgono strade diverse e lontane, ma a distanza di tempo si ritrovano. Sempre.
Avere vent’anni è la cosa più difficile del mondo, ne avevamo scritto anche qui. E averne trenta o quaranta? È davvero tutto in discesa superata la fase critica del diventare grandi? Dipende da tante variabili, in realtà. Tra le altre, il contesto socio-economico nel quale si nasce, l’equilibrio o l’assenza di esso tra i famigliari (come quelli di Marianne) e le persone intorno, il momento storico e le problematiche a esso connesse. Niente è scontato quando si tratta di parlare di emozioni e di “costruzione” di una persona. E la creatrice (Sally Rooney) di questa serie tv da vedere su Rai Play lo sa bene: è una Millenial anche lei.





