Ogni giorno raccontiamo le serie TV con passione e cura. Se sei qui, probabilmente la condividi anche tu.
Se quello che facciamo è diventato parte delle tue giornate, Discover è il modo per sostenerci.
Il tuo abbonamento ci aiuta a rimanere indipendenti. In cambio: consigli personalizzati, contenuti esclusivi, zero pubblicità.
Grazie, il tuo supporto fa la differenza 💜
Dovendo scrivere un’introduzione a questo articolo ho deciso di guardare e considerare la condizione di noi Millennials con una punta d’ironia e di ottimismo, dato che le serie tv da vedere descritte nell’elenco basteranno da sole a farci ritornare con i piedi per terra. Infatti, dopo anni di critiche e giudizi negativi sulle nostre personali scelte di vita, ho capito che anche noi nati tra gli anni ’80 e ’90 qualche lato positivo ce l’abbiamo. Alcuni esempi? Siamo adattabili al cambiamento, abbiamo imparato a essere più open-minded grazie agli arricchenti scambi interculturali con giovani di altre nazioni, valorizziamo di più le esperienze rispetto ai beni materiali (un viaggio fatto bene, un concerto, etc.). Diamo maggiore importanza al tempo e alla sua insostituibile qualità. E poi volete mettere la capacità di salvare un file in formato PDF o di saper attivare agevolmente lo SPID?
Comunque, scherzi a parte, ogni volta che penso alla nostra storia comune mi vengono in mente gli schemi del videogioco Super Mario. Quelli che ci hanno fatto letteralmente impazzire durante la nostra infanzia. Ecco, noi siamo Mario (o Luigi o la principessa vestita di rosa, se preferite): non importa quante palle infuocate abbiamo già schivato durante il nostro percorso, perché ce ne sarà sempre una più grossa ad attenderci dietro l’angolo. Così è. Siamo disillusi e scoraggiati, ma forse per questo motivo anche un po’ più empatici nei confronti delle generazioni successive alla nostra.
Ora però, chiusa la parentesi frivola per sdrammatizzare e sentirci meno soli, veniamo a quelle che sono le 6 Serie Tv che parlano ai Millennials in modo non scontato.
1) Love

La serie rom-com creata da Judd Apatow vede protagonisti due giovani trentenni molto diversi e neanche poi così simpatici. Da un lato, Mickey: tormentata, manipolatrice e affetta da varie dipendenze, tra le quali quella affettiva. Dall’altro, Gus: un nerd impacciato e con seri problemi di gestione della rabbia. Tuttavia l’amore è così strano e imprevedibile. Basta dimenticare un portafoglio in un supermercato per trasformare una giornata come tante nella giornata che ti cambia la vita per sempre.
È sufficiente una banale distrazione per farti incontrare con la persona più importante della vita. I due infatti si conoscono più o meno così e, inaspettatamente, si innamorano. Tuttavia la storia sentimentale dei due protagonisti non è il classico racconto romantico colmo di melensi cliché. La loro relazione è autentica, reale e priva di idealizzazioni. È una linea a zig-zag, su cui Mickey e Gus provano a costruire un rapporto stabile e duraturo. Stabilità: questa strana parola che noi Millennials sentiamo ripetere continuamente come una specie di mantra.
Un obiettivo tutt’altro che facile, soprattutto se pensiamo ai macro problemi della società contemporanea che vanno inevitabilmente a influire sulle relazioni umane. L’invadenza dei social network, il lavoro precario, le pressioni esterne sull’essere eccellenti sempre e comunque a prescindere dalla soggettività del singolo individuo. Il titolo della serie targata Netflix, dunque, è ingannevole. Love non è l’amore che ci saremmo aspettati. Love è l’amore che viviamo ogni giorno nelle nostre case e nella nostra (imperfetta) quotidianità.
2) Lovesick

Se nelle righe qui sopra abbiamo scritto che Love è una serie tv da vedere perché priva dei classici cliché, non possiamo dire altrettanto di Lovesick. La sitcom britannica è riuscita però nell’intento di trasformare il luogo comune in un punto di forza apprezzabile dal grande pubblico. La storia di Dylan infatti è originale e più che mai inedita: dopo aver scoperto di avere la clamidia, il ragazzo cerca di mettersi in contatto con tutte le donne con cui ha avuto rapporti sessuali (ma proprio tutte e non sono poche!). La narrazione in questo modo si sviluppa in due differenti direzioni temporali, cioè il presente e il passato. Accanto al protagonista ci sono poi i suoi amici più stretti e una serie di personaggi di tutti i tipi e ruoli: amanti, fidanzate, ex, mogli, quasi-mogli, quasi-mariti e così via.
La serie inoltre sa raccontare con leggerezza la realtà spesso caotica e complicata dei millennials perché affronta alcune tematiche universali. L’incapacità di cambiare una situazione per paura di soffrire, ad esempio. O il non sentirsi mai all’altezza agli occhi degli altri (ancor più agli occhi della generazione precedente). Lovesick racconta il mal d’amore (o d’amare, se preferite), attraverso la figura di un protagonista che sogna di incontrare la ragazza della propria vita, senza accorgersi di averla proprio lì accanto. Una vicenda che potrebbe coincidere con quella di alcuni di noi.





