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5 Serie Tv con meno di 30 episodi che dovreste assolutamente guardare almeno una volta nella vita

Com’è che si dice? Breve ma intenso! Chi lo ha detto che una serie tv per farsi ricordare ha necessariamente bisogno di essere spropositatamente lunga, composta da stagioni fatte di innumerevoli episodi? Di sicuro non noi che – in occasione di questa riflessione – abbiamo scelto di presentarvi un recap delle 5 serie tv brevi che dovreste assolutamente guardare almeno una volta nella vita, senza se e senza ma. In pochi episodi, meno di 30, questi piccoli capolavori sono riusciti a conquistare un enorme pubblico, condensando un racconto coinvolgente in “pochi” ma efficaci punti e rimanere impressi nella mente dei propri spettatori. Non perdiamo altro tempo e passiamo alla presentazione di queste serie tv brevi che sono entrate nei nostri cuori e ci hanno rubato il sonno e il tempo – a causa dei tanti rewatch!

Ecco le nostre 5 serie tv brevi – con meno di 30 episodi – da non perdere assolutamente:

1) Sherlock

Partiamo con una delle serie tv brevi più amate di tutti i tempi: Sherlock, prodotta da BBC, con protagonisti il più famoso investigatore britannico del mondo e il suo fedele compagno di avventure interpretati rispettivamente da due attori fenomenali, Benedict Cumberbatch e Martin Freeman. La serie è un libero adattamento dei romanzi e dei racconti di Sir Arthur Conan Doyle, ma ambientati in una Londra contemporanea, quindi tecnologica e ben distante dal mondo raccontato dall’autore. Watson, infatti, è un reduce della guerra in Afghanistan e sta tentando di reinserirsi in società, fronteggiando i sintomi da stress post-traumatico che lo affliggono. La ricerca di un coinquilino con cui dividere le spese di un appartamento lo porta a conoscere e ad intraprendere una convivenza con l’eccentrico detective, sempre coinvolto in casi misteriosi e rompicapo più o meno elettrizzanti. Quattro stagioni, tre episodi ciascuna – più uno speciale da non perdere – sono bastate a farci innamorare ancora una volta di questo narcisista e brillante londinese. Se non credete a quello che vi stiamo raccontando, datele una possibilità, guardatela e poi venite a dirci che avevamo ragione. Prego, non ringraziateci!

2) Dark

Le cose complicate possono essere anche brevi ma intense: Dark ne è la dimostrazione più autentica nel panorama seriale contemporaneo. Baran bo Odar e Jantje Friese hanno creato un vero e proprio racconto labirintico, in più punti destabilizzante e a tratti ermetico, riconosciuto come uno dei più interessanti che siano stati raccontati in questi ultimi anni su una piattaforma di contenuti streaming. Siamo a Winden, nel 2019. La scomparsa di due bambini in una città tedesca innescherà una serie di spiazzanti scoperte sulla cittadina e sui rapporti che intercorrono tra quattro famiglie: i Kahnwald, i Nielsen, i Doppler ed i Tiedemann. Viaggiando nel tempo, tra passato e futuro, i fili del destino si intrecciano e la matassa si fa sempre più difficile da sbrogliare. Ogni punto di svolta sembra avere un’innegabile correlazione con gli altri avvenimenti e se siete amanti dei colpi di scena – di quelli proprio assurdi – non potete preferire un’altra serie a questa. Ah, molto importante munirsi di carta a penna e fare un ripasso dei vari gradi di parentela. Non fate domande, ascoltateci e basta. E ovviamente quando inizierete a sforzarvi di fare il punto di ciò che state guardando – senza riuscirvi – non dite che non vi avevamo avvisati!

3) Fleabag

Non potevamo non includere in questa lista di serie tv brevi ed estremamente interessanti il piccolo grande capolavoro creato dalla geniale mente e personalità di Phoebe Waller-Bridge, già autrice del testo teatrale nonché protagonista, Fleabag. Questa serie, composta di 2 brevi stagioni di soli 6 episodi, racconta di una giovane donna londinese dalla vita incasinata e problematica. Vissuta in una famiglia disfunzionale, Fleabag affronta le difficoltà economiche dettate dalla gestione di un’inusuale caffetteria una volta gestita con la sua defunta migliore amica di cui cerca ancora di elaborare la morte. Il racconto della Waller-Bridge non ha paura di parlare senza filtri di sesso, sentimenti e relazioni anti convenzionali. È proprio questa costante imprevedibilità della narrazione a farne una mina vagante che risulta realistica e poco artefatta. La rottura della quarta parete e i conseguenti sguardi in macchina della protagonista riescono a coinvolgere chiunque stia assistendo alle peripezie della sua ordinaria e allo stesso tempo bizzarra esistenza. Il talento di Phoebe Waller-Bridge è indiscusso. Nessun’altra sarebbe riuscita a incarnare così perfettamente una donna sempre al limite del politicamente scorretto, con un umorismo estremo, spesso incompreso, e senza alcun timore di essere semplicemente se stessa, al di là dei giudizi e pregiudizi altrui. La visione di questa seria è un’esperienza che ognuno merita di vivere, per scavare anche a fondo di se stesso. Datele una possibilità perché se la merita tutta.

4) Mindhunter

Mindhunter

Mindhunter è una serie thriller statunitense ideata da Joe Penhall e distribuita da Netflix. La serie ripercorre la storia della creazione dei profili dei killer seriali iniziata negli Stati Uniti negli anni ’70. I protagonisti sono due agenti dell’FBI, Bill Tench (Holt McCallany) e Holden Ford (Jonathan Groff) che intraprendono uno studio innovativo sulla creazione di profili psico-sociali dei criminali, coniando il termine “serial Killer” ed introducendo un nuovo metodo di investigazione. Non si tratta della classica serie tv in cui viene mostrato un serial killer che pugnala a morte la sua vittima. Non vediamo i poliziotti inseguire i cattivi per salvare la situazione. Quello che vediamo è una recitazione straordinaria di alcuni attori, che ci raccontano le storie di questi crimini realmente accaduti con lo scopo di farne emergere i diversi e vari meccanismi psicologici. La violenza in questa serie non è mai mostrata come qualcosa di presente ma sempre dimostrata attraverso documenti e testimonianze. Nonostante la sua brevità, attraverso gli interrogatori e le interviste, gli agenti ne fanno emergere una caccia tutta psicologica in cui l’obiettivo è far sì che l’anima del criminale venga allo scoperto.

5) Black Mirror

The Circle

Una delle serie antologiche per eccellenza di questi ultimi anni: Black Mirror, creata da Charlie Brooker, è una serie britannica capace di condurre importanti riflessioni a proposito delle conseguenze di questa estrema pervasività di Internet e delle annesse tecnologie. Ogni episodio comprende personaggi differenti, quindi, si tratta di storie auto conclusive ambientate in un futuro distopico in cui le nuove scoperte digitali e tecnologiche ha completamente assunto il controllo della società portando con sé drammatici e spesso dannosi risvolti. Black Mirror ci mostra una realtà che spesso vorremmo ignorare e di cui invece è importante prendere atto, proprio perché è sotto i nostri occhi ogni giorno. La tecnologia si insidia anche nella mente dei protagonisti, causando paranoie, squilibri e drammatiche scelte. Black Mirror è una serie che merita di essere non solo guardata ma anche analizzata in tutte le implicazioni che porta con se. Nonostante la sua brevità, è riuscita a condensare riflessioni e osservazioni importanti e per questo motivo si è conquistata l’attenzione e l’apprezzamento di una grande parte di pubblico. Noi non possiamo che assecondare il trend e rilanciarlo!

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