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Sì, ne abusano in modo palese, ma se lo possono decisamente permettere per ragioni logiche e legate strettamente al concetto di serialità moderna. Prima che iniziasse la golden age delle Serie Tv non c’era particolare attenzione, in nessuna delle storie che abbiamo amato, all’arena in cui si svolgevano gli eventi. Si puntava al risparmio, per intenderci. Non si investivano molti soldi nelle Serie Tv, di conseguenza le scenografie e le ambientazioni erano il più economiche possibili e soprattutto sempre le stesse, ripetute più volte. Il che ci poteva anche stare, il cinema era il luogo principe per mostrare qualcosa, la Tv rappresentava un semplice intrattenimento di “Serie B”.
Poi cambia tutto, a partire dal pubblico cui i prodotti seriali sono destinati. Ora siamo più esigenti, vogliamo vedere una fotografia curata e scenografie interessanti. Spesso le Serie Tv hanno persino scenografie più curate di molti film. Alcune, sapientemente, fanno parte della storia e sono la storia che viene raccontata. Altre finiscono per prevalere sul principio di necessità della narrazione, secondo cui non si deve mai perdere tempo a mostrare qualcosa solo perché ha una bella estetica se non serve ai fini della trama.
Ecco alcuni casi…
1) True Detective
La Louisiana, o meglio i suoi angoli più nascosti. In mezzo alle paludi, tra sentieri poco battuti, ci sono luoghi abbandonati che nemmeno possiamo immaginare. Talmente isolati che nessuno andrebbe mai a guardarci, e che la polizia non potrebbe mai trovare. Ed è in questi luoghi che avvengono i crimini più efferati che si possano immaginare, in questi luoghi vengono celebrate le messe nere. Marty e Rust devono addentrarsi nel profondo, oltre la coltre di foglie e di acqua salmastra, dentro chiese abbandonate ricolme di sculture, di rami e di graffiti che rappresentano mostri che divorano bambini. Non ho mai visto una scena più partecipe della storia come in questo caso. La cura nei dettagli è impressionante, la scelta dei luoghi anche. L’apice viene toccato nell’ultima puntata, quando i detective entrano nelle viscere dell’imponente Carcosa, tra scheletri e sculture macabre. Sì, l’abuso c’è, ma in questo caso appare necessario per raccontare il tipo di storia.







