3) Jane the Virgin – Anche il ritorno di Michael tra le retcon delle Serie Tv più ambigue

Quando Michael muore in Jane the Virgin, lo shock è reale. Il suo cuore cede a causa delle ferite riportate tempo prima e Jane, col cuore spezzato, inizia lentamente a ricostruire la sua vita. Gli spettatori la vedono crescere, affrontare il lutto e infine trovare di nuovo l’amore con Rafael. Tutto fila liscio, fino a quando… sorpresa: Michael è vivo. Nel finale della quarta stagione, Michael riappare con un altro nome, Jason, e senza memoria. Si scopre che Sin Rostro ha inscenato la sua morte e gli ha fatto perdere la memoria. Il problema non è tanto il ritorno in sé, quanto le reazioni assurde e fuori personaggio di Jane, che molla tutto – compreso il figlio – per seguire “Jason” in Montana e capire se tra loro c’è ancora qualcosa.
Il pubblico è rimasto incredulo. Dopo stagioni in cui Jane si era dimostrata matura e responsabile, la sua impulsività sembra una regressione totale. E anche se alla fine tornerà con Rafael e si sposeranno, il danno è fatto: la retcon ha sporcato una delle morti più significative della serie, inserendo un arco narrativo che sembra solo un pretesto per allungare il brodo. Secondo la creatrice Jennie Urman, il ritorno di Michael non era previsto inizialmente. Ma questa decisione, nata in corsa, si è rivelata uno dei momenti più divisivi dello show (guardala qui).
4) Prison Break – La testa nella scatola

Tra i tanti colpi di scena di Prison Break, uno dei più scioccanti riguarda la presunta morte di Sara Tancredi, la compagna di Michael. All’inizio della terza stagione, l’attrice Sarah Wayne Callies è assente e il suo personaggio viene dato per morto. Non solo: una testa mozzata arriva in una scatola, destinata a Lincoln, come prova della sua esecuzione. Il pubblico è rimasto sconvolto. L’immagine è macabra, la scena fortissima. Ma ecco la retcon: Sara è viva. Gretchen, la sua presunta assassina, ammette tutto nella stagione successiva. La testa era di un’altra donna, e Lincoln – capiamolo – non ha esaminato a fondo il contenuto della scatola (Prison Break è risorta, prima di morire di nuovo).
Dietro le quinte, tutto nasce dalla pressione dei fan, arrabbiatissimi per la morte di Sara. Il personaggio viene quindi “fatto risorgere” per salvare l’affetto del pubblico. Ma il risultato è che la morte di chiunque, da quel momento in poi, perde ogni credibilità. Se una decapitazione con tanto di prova visiva può essere smentita, allora tutto è possibile. Questo tipo di retcon delle serie tv fa male non solo alla coerenza narrativa, ma anche alla tensione: come si può temere per la vita di un personaggio, se tanto può sempre tornare? In un contesto come quello di Prison Break, dove il pericolo è parte essenziale della trama, è un problema serio.






