4) Slippin’ Jimmy è l’animazione che ha tradito l’eredità

Slippin’ Jimmy nasceva come un esperimento. Doveva essere una miniserie animata in sei episodi di breve durata, pensata come prequel giocoso alle vicende di Jimmy McGill raccontate in Better Call Saul (qui le scene più tese della serie). Per poi pubblicarla su AMC+ nel maggio 2022 con l’evidente intento di accompagnare e sfruttare il finale della serie madre. Quello che però trasforma questo progetto in un esempio ricorrente di peggiore spin-off, non è tanto un singolo difetto quanto la combinazione di tre problemi sistematici. In ordine, un tono profondamente fuori posto rispetto al corpus originale. Poi, una realizzazione che molti hanno giudicato frettolosa e poco curata. E, infine, una ricezione critica quasi unanime nel considerarlo superfluo o persino lesivo dell’immaginario costruito in anni di drama serio.
Da una parte Better Call Saul e Breaking Bad sono opere costruite sul ritmo lento, sulla complessità morale e sui caratteri sfaccettati. Dall’altra, Slippin’ Jimmy adotta un registro di citazione anni Settanta e parodia da cartone del sabato mattina. Questo, sebbene dichiaratamente omaggiante nella forma, finisce per suonare come un pastiche che svuota il personaggio di coerenza e di spessore narrativo. Tanto che, il giovane Jimmy, ridotto a sketch autoconclusivi, non aggiunge nulla alle motivazioni che lo renderanno, in anni successivi e ben più densi, quel Saul Goodman così ambivalente.
Lo stile grafico e la sceneggiatura sembrano poco ispirati
Accuse che, sommate al sospetto di essere più un gadget promozionale che un vero ampliamento narrativo, hanno alimentato la percezione di un’operazione commerciale più che creativa. Ciò detto, non sono mancate valutazioni di pubblico molto basse sulle principali piattaforme e critiche che hanno contribuito a far scomparire rapidamente la miniserie dal discorso collettivo sul franchise.
Beh, un destino da “curiosità dimenticata” piuttosto che da capitolo coerente e necessario. Quindi, nonostante qualche apprezzamento per il tentativo di giocare con linguaggi diversi e la presenza di nomi noti nella produzione, il bilancio rimane amaro. Slippin’ Jimmy dimostra che inserire un marchio celebre in una forma estrema, può facilmente trasformare l’operazione in un boomerang. Contribuendo all’idea che non tutto ciò che ha il timbro di un grande franchise meriti di essere esteso.






