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7 Serie Tv che hanno deluso le aspettative nell’ultimo periodo

Daryl in una scena di The Walking Dead: Daryl Dixon 3

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Ogni nuova stagione televisiva porta con sé grandi promesse. Tra i titoli più pubblicizzati e attesi, alcune serie nascono con il potenziale di ridefinire generi consolidati, conquistare pubblico e critica, e dare nuova linfa a franchise storici. Tuttavia, non sempre le attese vengono rispettate: alcune produzioni finiscono per deludere, tradendo le premesse o fallendo nel trasformare idee interessanti in racconti coinvolgenti. Il 2025 non fa eccezione. Tra spin-off di franchise amati, medical drama di alta gamma e nuove proposte action o thriller, molte serie sono state accolte con entusiasmo prima ancora del debutto, solo per scontrarsi poi con la realtà della sceneggiatura, dei personaggi o del ritmo narrativo. Per questo motivo, purtroppo, sono risultate tra le peggiori serie tv uscite nell’ultimo periodo.

Queste sono le serie che, purtroppo, hanno deluso le aspettative nell’ultimo periodo.

1. The Walking Dead: Daryl Dixon

Daryl in una scena di The Walking Dead: Daryl Dixon 3
Credits: AMC

Quando AMC ha annunciato The Walking Dead: Daryl Dixon, abbiamo immediatamente percepito lo spin-off come un progetto “di prestigio” all’interno del franchise. Un thriller post-apocalittico più contenuto, più atmosferico, centrato su uno dei personaggi più amati della serie madre. L’idea, in effetti, era forte: sradicare Daryl dal continente americano, catapultarlo in una Francia devastata dal virus e inserirlo in un contesto culturale nuovo. Con dinamiche politiche e religiose molto diverse da quelle viste in precedenza. Una premessa che prometteva freschezza e, forse, persino un ritorno a quel senso di mistero che The Walking Dead aveva perso da tempo. La serie, però, non mantiene fino in fondo ciò che annuncia. L’impostazione che adotta la serie, invece di ampliare l’universo narrativo, finisce per ricalcare troppo da vicino cliché già visti nel franchise e altrove.


La prima stagione scorre bene e funziona, ma subito dopo la trama sembra oscillare tra il desiderio di raccontare qualcosa di nuovo e la necessità di rimanere legata alle sue origini. Daryl rimane un personaggio magnetico, ma lo spin-off non approfondisce veramente il suo arco emotivo. Si limita, semmai, a riprorre dinamiche note, senza la complessità che un’avventura solitaria (e con l’aggiunta della adorata Carol, successivamente) avrebbe potuto permettere. Il risultato è una serie che sì, intrattiene, ma che non riesce a imporsi come un capitolo imprescindibile dell’universo The Walking Dead, classificandosi tra le peggiori serie tv uscite nell’ultimo periodo.

2. Il rifugio atomico

Asia osserva sconsolata e preoccupata la sua nuova casa
Credits: Netflix

Il rifugio atomico nasce come un thriller psicologico ad alta tensione, costruito su un’idea immediata e potente: un gruppo di personaggi costretti a convivere in un bunker sotterraneo dopo un presunto attacco nucleare. Fin da subito sembra una serie pensata per giocare con la paranoia, l’isolamento e l’ambiguità morale dei personaggi, insomma, quei temi che negli ultimi anni hanno dato vita a prodotti di enorme successo. La promessa era quella di un racconto denso, in cui lo spazio limitato diventasse una lente d’ingrandimento sui segreti di ognuno. La delusione nasce dal modo in cui questa premessa, pur solidissima, viene sviluppata, e che ne fa tra le peggiori serie tv dell’ultimo periodo. La serie appare spesso in bilico tra due intenzioni: essere un dramma psicologico o trasformarsi in un mistery da cospirazione globale. Nel tentativo di tenere insieme entrambi i registri, la narrazione finisce per indebolirsi.

Le dinamiche tra i personaggi, invece di approfondirsi, restano intrappolate in conflitti prevedibili. Le tensioni interne sembrano ripetersi senza mai evolvere davvero. Il bunker, che avrebbe potuto essere un vero motore narrativo, si trasforma più in un limite che in una risorsa. Gli spazi e le situazioni, infatti, si esauriscono rapidamente, dando alla serie un senso di staticità che frena ogni svolta. Insomma, Il rifugio atomico non è priva di spunti interessanti, ma non riesce a sfruttare appieno la forza del suo concept. A fronte di un’idea iniziale ricca di tensione e possibilità, la realizzazione resta troppo cauta e ripetitiva, lasciando la sensazione di un’occasione solo parzialmente colta (qui la nostra recensione).

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