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Le 10 Peggiori Serie Tv del 2025

3) Due Tombe

Rafael porta il feretro della figlia, ripescata nel mare in Due Tombe, una delle peggiori serie tv del 2025
Credits: Netflix

Dalle produzioni italiane passiamo adesso a una Serie Tv spagnola approdata nel 2025. Un prodotto che presentava basi narrative interessanti, ma che non è riuscito a esprimerle come avrebbe voluto, limitandosi a mettere a fuoco appena il 10% del suo potenziale. Soltanto tre episodi non possono bastare per raccontare una storia come questa in questi termini, e a dimostrarlo è Due Tombe stessa, che fatica a spiegare tutto in un tempo così limitato, partendo con estrema lentezza e poi finendo per affannarsi, cercando di fare tutto e rivelare ogni cosa. Con una narrazione così breve, infatti, Due Tombe non ha fatto altro che ingabbiarsi da sola, sacrificando una trama che, sulla carta, era interessante ma che viene scaricata addosso al pubblico in un modo talmente frenetico da generare confusione piuttosto che tensione.

Il problema alla base di tutto è infatti una sceneggiatura che tenta di comprimere troppo in poche ore, finendo per non dare respiro né ai personaggi né alla storia. Con qualche episodio in più forse il risultato sarebbe stato diverso, più equilibrato e più autentico. Anche perché le basi, come anticipato, erano quelle giuste per dar vita a un thriller in cui le sfumature dominano e i confini si sovrappongono l’uno all’altro. Perché qui le cose non sono mai bianche o nere. Un elemento che avrebbe dovuto essere un pregio, ma che in Due Tombe si trasforma purtroppo in un difetto, figlio della fretta e della mancanza di un reale approfondimento dei personaggi e delle dinamiche.

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Al centro della storia, in questo caso, troviamo una nonna disposta a tutto pur di scoprire la verità sulla scomparsa di sua nipote Verónica, non rientrata a casa dopo una notte passata fuori insieme alla sua amica, di cui viene ritrovato il corpo. I sospetti inizialmente si concentrano sul padre di Marta – un narcotrafficante che potrebbe aver fatto arrabbiare le persone sbagliate – ma più le indagini procedono, più le piste si moltiplicano, aprendo scenari inattesi e colpi di scena potenzialmente interessanti che, però, non riescono mai a sconvolgere davvero il telespettatore. Un’occasione mancata a cielo aperto? Non ci spingiamo così oltre, ma di certo Due Tombe qualche rimpianto lo lascia eccome.

4) Il Rifugio Atomico

Max e Guillermo scatenano i loro peggiori istinti in Il rifugio atomico, una delle peggiori serie tv da vedere
Credits: Netflix

Restiamo in Spagna con un’altra delle peggiori Serie Tv del 2025, ma anche con un prodotto che – con maggiore impegno – avrebbe potuto fare molto di più. Anche perché in questo caso le potenzialità c’erano tutte, e partivano dai nomi dietro al progetto, gli stessi de La Casa de Papel. Certo, neanche quella era stata un capolavoro e di errori ne aveva commessi, ma possedeva una personalità ben definita e, nelle primissime stagioni, era anche riuscita a costruire un grande spettacolo, una solidità narrativa che ne Il Rifugio Atomico non esiste in alcun modo. Qui è tutto caotico, confuso, ingombrante, figlio di un’idea interessante che però non riesce mai a essere davvero valorizzata.

Il Rifugio Atomico parla infatti di un gruppo di miliardari spagnoli che si ritirano in un lussuoso bunker sotterraneo per sfuggire a un conflitto globale, ma la loro unione non li proteggerà dai conflitti: al contrario, li farà esplodere, rendendo il luogo più sicuro quello più pericoloso. Ed eccoci dunque di fronte a un bunker scintillante, esteticamente curato ma popolato da personaggi incapaci di reggere quella stessa cura. Sembrano caricature, figure prive di carisma, incapaci di intrattenere con le loro isterie, i loro psicodrammi e le tensioni interne.

Il Rifugio Atomico avrebbe voluto essere un prodotto provocatorio, una produzione capace di scoperchiare vasi di Pandora affrontando tematiche spinose in un viaggio a metà tra distopia e dramma familiare, ma alla fine non si rivela altro che una narrazione ingarbugliata e disorientata, piena di cliché narrativi e di tentativi forzati di attirare il pubblico facendo leva sulla sua empatia, sulla sua rabbia. Ma per far provare qualcosa allo spettatore, bisogna prima saperlo raccontare. E anche questo, purtroppo, resta un obiettivo mancato. Qui, a proposito, trovate la nostra recensione.

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