5. La conclusione di And Just Like That… è tra le peggiori serie tv del 2025

Non ce l’ha fatta la terza stagione di And Just Like That… a risollevare le sorti di questo discussissimo sequel/revival di Sex and the City. Il 2025 ha segnato il termine di questo progetto che in realtà non ha mai ingranato a pieno. La prima stagione – accolta con comprensibile entusiasmo – aveva parzialmente deluso le aspettative, non riuscendo a preservare la forza di una delle più iconiche serie tv del periodo a cavallo tra il primo e il secondo millennio. Il secondo capitolo aveva invece fatto intravedere una luce. Un miglioramento percettibile ma da confermare. Peccato che questa terza stagione abbia vanificato le aspettative, portando all’inevitabile conclusione della serie.
And Just Like That… ha finito per incartarsi sugli stessi ostacoli che avevano frenato il proprio esordio. Una trama con troppi inciampi e dei personaggi incapaci di prendersi a pieno titolo la scena. È ovvio – un po’ come detto per Suits LA – che il paragone con la serie madre si sia fatto sentire, ma qui a un livello ancora più profondo visto che in scena sono tornate le protagoniste del racconto originale. Insomma, in questo caso il confronto era ancora più chiamato ma per certi versi pure più facile da sostenere. Eppure è stato comunque deleterio.
Tra i punti critici di questa terza stagione di And Just Like That… ci si è concentrati soprattutto su una scrittura stanca e infiacchita. Trame poco coinvolgenti. Personaggi – specialmente i nuovi – deboli e la perdita di quel tono ironico che aveva da sempre contraddistinto la narrazione. Insomma quando ci si aspettava il salto di qualità per una chiusura degna di nota And Just Like That… ha invece tradito le aspettative. È un peccato, perché si poteva fare sicuramente meglio, quantomeno per omaggiare una pietra miliare della storia della televisione.
Leggete qui la recensione del finale di And Just Like That…
6. Anche Nove perfetti sconosciuti fallisce il salto di qualità

Qui siamo di fronte a un’altra cocente delusione. Alla sua uscita nell’ormai lontano 2021, Nove perfetti sconosciuti sembrava una di quelle serie tv destinate a dominare la propria annata. Il volto di Nicole Kidman al centro del poster pareva una vera e propria dichiarazione di intenti. Una super produzione che prometteva di portarci all’interno di un racconto magnetico e psichedelico. Le cose però sono andate in maniera leggermente differente. La prima stagione di Nove perfetti sconosciuti ha rasentato la sufficienza. Alcune cose buone si sono intraviste, ma mancava quel quid che ci si aspettava da una produzione del genere. Così la produzione Hulu è passata in cavalleria, fino a quest’anno con l’attesa seconda stagione.
A distanza di quattro anni Nove perfetti sconosciuti e ha dimostrato di non aver saputo minimamente lavorare sui propri difetti. Anzi li ha esasperati, confezionando una seconda stagione che – a conti fatti – è risultata inferiore anche alla prima. La ripetizione dello schema narrativa del primo capitolo è stato il primo elemento che ha fatto storcere il naso agli spettatori, ansiosi invece di vedere un’evoluzione del racconto. Le varie storyline non hanno avuto la giusta efficacia e globalmente si è creato un coinvolgimento minore rispetto a quanto accaduto nella prima stagione.
Così anche la seconda stagione di Nove perfetti sconosciuti è passata senza creare grossi sussulti. Quell’ambiguità psicologica e quel calco mentale che la produzione Hulu prometteva non si sono più viste. Quantomeno nella prima stagione questi elementi – pur necessitanti di miglioramenti – erano presenti. Stavolta il risultato è stato più deludente e ad oggi il rinnovo per una terza stagione pare abbastanza complicato.




