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10 eccellenti Miniserie Netflix tratte da storie vere

When They See Us

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Storie brevi ma intense. Il racconto durerà poco, ma ciò che vi lascerà non andrà via facilmente, restandovi addosso a lungo. Oggi parliamo infatti delle Miniserie tratte da storie vere da vedere su Netflix, produzioni che, con poche puntate, sanno raccontare alcune delle storie più intense realmente avvenute, frammenti di realtà recenti o meno recenti che in alcuni casi vi tormenteranno e in altri vi regaleranno ispirazione, mostrandovi racconti di vita fatti di speranza e solidarietà, amicizia e amore. Elementi che, di questi tempi, servono più che mai.

Da When They See Us a tanto altro: ecco 10 Miniserie Netflix tratte da storie vere

1) When They See Us

una scena di When They See Usm una delle migliori miniserie da vedere
Credits: Netflix

Se si parla di migliori miniserie da vedere su Netflix, il rimando a When They See Us è quasi immediato. Avevamo parlato di storie di speranza e sogni nel corso dell’introduzione, ma è bene dirlo subito: questa non rientra tra quelle. Al contrario, è una storia che opprime, che non concede assoluzioni e che racconta uno dei fatti di cronaca più ingiusti mai accaduti. La produzione Netflix ci riporta infatti nel 1989: siamo a New York, dove una donna viene brutalmente aggredita mentre corre a Central Park. Nello stesso luogo, la polizia ferma cinque adolescenti afrodiscendenti tra i 14 e i 16 anni e li accusa immediatamente di essere i colpevoli di quanto avvenuto. Nessuna prova, nessun capello, nessuna traccia che li colleghi alla vittima o alcun testimone: i cinque ragazzi vengono scelti come colpevoli e dati in pasto all’opinione pubblica, offrendo così alla città un responsabile.


Nessuna umanità, nessuna procedura legalmente valida. Durante gli interrogatori l’unica richiesta che viene fatta e ripetuta ai ragazzi è confessare tutto, così da poter ottenere una riduzione di pena. Manipolandoli, le autorità riescono a ottenere confessioni che però si contraddicono: c’è chi parla di violenza, chi no, chi fa il nome di un amico e chi quello di un altro. Niente ha senso, nessuna spiegazione, se non una: non erano loro i colpevoli. Ma erano ormai designati, condannati a essere colpevoli per convenienza, nonostante l’assenza di prove. E così comincia l’orrore: anni passati in carcere da innocenti, rinchiusi in un posto che non apparteneva loro.

La verità arriverà soltanto nel 2002, quando il vero colpevole confesserà l’aggressione. A quel punto i cinque verranno rilasciati con un risarcimento di 41 milioni di dollari complessivi. Nessun poliziotto o procuratore pagherà mai per quanto fatto, per avere volontariamente condannato innocenti senza prove né testimonianze. Un finale dolce-amaro, quello raccontato in When They See Us, che non riesce a consolare. Quanto visto rimane inciso, e restano quegli anni che hanno strappato via la possibilità di essere solo ragazzi, adolescenti, e vivere una vita normale. When They See Us è un pugno nello stomaco potente, e resta una delle migliori produzioni Netflix di sempre.

2) Unorthodox

una scena di Unorthodox, tra le migliori miniserie da  vedere su Netflix
Credits: Netflix

Proseguiamo ora con un’altra storia, ma questa volta le emozioni si tingono di speranza e ci regalano sensazioni di libertà, identità e consapevolezza. Perché nessuno si conosce meglio di quanto possa conoscersi Esty, la protagonista di una delle più grandi miniserie Netflix. Un viaggio on the road che, fin dall’inizio, ti porta con sé in un percorso alla ricerca di te stesso, che finisce per riguardare anche te.

Al centro della scena troviamo infatti Esty, una giovane ragazza che decide di ribellarsi al destino che le è stato imposto. La sua religione di appartenenza le impone usanze rigide, scelte prestabilite e uno stile di vita soffocante. E, soprattutto, la tiene lontana da quel mondo che ogni giorno sogna di esplorare, con l’obiettivo di scoprire di più su se stessa. Perché la sua inquietudine non nasce da ciò di cui è consapevole, ma da tutto ciò che ignora e non ha mai avuto la possibilità di conoscere. Esty decide così di fuggire per scoprire nuovi orizzonti, luoghi in cui poter ricominciare da capo secondo le sue regole e la propria idea di libertà. Non si tratta più, per una volta, degli altri: si tratta soltanto di se stessa. Finalmente, soltanto di se stessa.

Tutto questo è realmente accaduto ed è la storia di Deborah Feldman, una scrittrice che nel suo libro racconta la propria esperienza di vita e di crescita all’interno della comunità ebraica e del suo desiderio di lasciarla. Quel che ne emerge è uno dei regali migliori che Netflix potesse farci, un racconto che ci invita a non smettere di cercarci. E di cercare chi siamo davvero.

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