4) The Killing

Restiamo nel mondo crime con The Killing, la Serie Tv danese che anticipa il podio con una storia che non ha convinto soltanto Hall of Series – Comunità di Recupero, ma anche critica e pubblico, ottenendo un BAFTA come miglior produzione internazionale e ispirando un remake statunitense. Al centro della storia troviamo Sarah Lund, un’ispettrice metodica e dalla vita privata complicata. Divisa in tre stagioni, The Killing si concentra su un singolo omicidio in ognuno dei suoi tre capitoli, mostrando non soltanto il mistero e le conseguenti indagini, ma anche l’impatto che questo ha sulla famiglia della vittima, sui media e sulla politica danese.
In ogni stagione la narrazione intreccia così tre diversi livelli: l’indagine poliziesca, il racconto della famiglia della vittima e il mondo della politica e dei media. Attraverso questo espediente, The Killing mostra in che modo un evento del genere colpisca l’intera società e le reazioni che scatena. Viene condannato il sensazionalismo dei media e il gioco di potere della politica, che tenta di trasformare una tragedia in un’occasione per ricevere consensi.
E non solo: The Killing non si limita a mostrare la parte più adrenalinica del racconto, ma anche quella più burocratica, evidenziando cosa accade quando un caso viene aperto e restituendo così tutta la complessità del sistema legale e investigativo danese. Un racconto a tutto tondo, che esplora ogni prospettiva e aspetto del tema.
3) The Bridge

Apriamo adesso il podio con The Bridge, una delle migliori Serie Tv scandinave di sempre e certamente anche tra quelle più rumorose. Anche se dalle nostre parti non ha fatto particolare rumore, The Bridge è riuscita a non passare inosservata all’estero, diventando l’ispirazione per ben sei remake internazionali. Un cult a tutti gli effetti che merita un posto di rilievo in una classifica come questa. D’altronde, questo è un risultato che parla chiaro: la serie ha colpito nel segno anche per Hall of Series – Comunità di Recupero.
La trama prende forma attorno a un evento tanto semplice quanto dirompente: il ritrovamento di un cadavere esattamente al centro del ponte di Øresund, il collegamento fisico – e simbolico – tra Danimarca e Svezia. È lì che due mondi si incontrano e si scontrano: due nazionalità, due forze di polizia, due culture investigative costrette a lavorare fianco a fianco, nonostante profonde differenze sul piano giuridico e umano. È proprio questa dualità a rendere The Bridge così originale. La serie non si limita a costruire una trama crime coinvolgente, ma si addentra nelle complessità reali di un’indagine transfrontaliera, mettendo in luce ostacoli burocratici, attriti culturali e scelte procedurali che spesso restano fuori dalla narrazione mainstream.
Questo approccio da un lato rallenta i ritmi, dall’altro conferisce alla serie un tono più realistico, quasi documentaristico, capace di restituire tutta la tensione e le difficoltà del lavoro investigativo nella realtà. Se cercate qualcosa che esca dagli schemi e che con autenticità vi mostri ciò che pochi altri prodotti hanno raccontato fino ad adesso, sì: The Bridge è la scelta giusta.






