6) River, tra le serie tv noir più apprezzate a livello internazionale
La serie tv River, con un intenso Stellan Skarsgård nel ruolo dell’ispettore John River, è un crime drama con un approccio profondamente psicologico e introspettivo. Più che sull’azione o sui colpi di scena, la narrazione si concentra sul dolore, sul rimorso e sulle conseguenze emotive del lutto. River è un poliziotto brillante ma tormentato: ha perso la sua partner, Stevie, in circostanze tragiche, e da allora vive in bilico tra realtà e allucinazione. Vede e parla con lei, come con altre vittime dei casi su cui indaga. Queste apparizioni non sono solo un espediente narrativo, ma il modo in cui la serie esplora i traumi irrisolti e la fragilità della mente umana. È come se ogni indagine lo costringesse ad affrontare anche i suoi fantasmi personali. Londra, in questo contesto, non è solo uno sfondo, ma parte integrante dell’atmosfera.
I quartieri anonimi, le strade grigie, gli interni freddi e impersonali riflettono perfettamente lo stato d’animo del protagonista. La città diventa un luogo quasi ostile, dove la solitudine è amplificata e i rapporti umani sono spesso superficiali. Nonostante questo, la serie trova spazio per momenti di grande umanità, soprattutto nel modo in cui racconta il legame, reale e immaginato, tra River e Stevie. Quel rapporto, che continua anche dopo la morte, è uno dei punti più toccanti della serie. Il ritmo è volutamente lento e meditativo, e questo potrebbe scoraggiare chi è abituato a un poliziesco più dinamico. Ma chi riesce ad entrare nella logica della serie, viene ripagato da una storia profonda e intensa, che va ben oltre l’indagine criminale. River è un racconto sul dolore, sulla colpa e sulla difficile strada verso l’accettazione. Un crime atipico che lascia il segno.







