3) Equinox, una delle serie tv noir più note degli ultimi anni
Equinox non poteva mancare tra le migliori serie tv scandinave. E’ una serie danese che mescola noir e mistery soprannaturale, distribuita da Netflix nel 2020 e composta da sei episodi. Creata da Tea Lindeburg e ispirata al popolare podcast danese Equinox 1985. La serie si muove su un confine sottile tra crime psicologico e mitologia nordica, costruendo un’atmosfera che la rende un prodotto atipico nel panorama delle serie scandinave. La protagonista è Astrid, interpretata da Danica Curcic, una giovane donna che da bambina ha vissuto un trauma profondo. La sorella Ida è misteriosamente scomparsa insieme all’intera classe di diplomandi durante una gita scolastica nel 1999. Ventun anni dopo, Astrid, diventata conduttrice radiofonica, riceve una telefonata da un ex compagno di classe della sorella che riapre una ferita mai guarita. Inizia così un’indagine personale che la condurrà a scavare nel passato, tra eventi inspiegabili e forze sovrannaturali che sembrano affondare le radici nei miti pagani della cultura nordica.
Equinox è un noir nordico atipico proprio per la distinta ricercatezza nei miti pagani che infonde alla serie un tono cupo, quasi ipnotico. Il ritmo è lento, la narrazione frammentata tra presente e passato, e ogni episodio aggiunge nuovi strati di ambiguità e mistero. La serie si interroga sul potere del ricordo e sull’inconscio, mostrando come i traumi infantili possano deformare la percezione della realtà. La fotografia, che in questo caso, è un elemento chiave: fredda, quasi diafana, sottolinea l’alienazione della protagonista e l’ambiguità del mondo che la circonda. Le ambientazioni rurali, i boschi scandinavi e gli elementi folkloristici contribuiscono a creare un senso di inquietudine costante, dove il confine tra razionale e irrazionale si fa sempre più labile. Equinox non è una serie noir per tutti. La sua narrazione stratificata e simbolica può risultare criptica, ma proprio questa ambiguità è uno dei suoi punti di forza. Più che offrire risposte, la serie lascia allo spettatore il compito di interpretare ciò che ha visto.
4) Marcella
Marcella è una serie tv britannica creata però da Hans Rosenfeldt – già autore del celebre Bron (l’originale The Bridge) – trasmessa per la prima volta nel 2016. La serie si articola in tre stagioni, distribuite da Netflix, ed è interpretata dalla talentuosa Anna Friel, che veste i panni della protagonista: Marcella Backland. Marcella è una ex detective della polizia di Londra che, dopo anni di assenza, torna a indagare su una serie di omicidi che sembrano collegati a un caso irrisolto del suo passato. Il personaggio di Marcella rappresenta una delle figure femminili più complesse e disturbanti del panorama crime contemporaneo. È una donna tormentata, affetta da episodi di amnesia dissociativa che la portano a perdere il controllo e a dubitare persino della propria innocenza. Mentre tenta di ricostruire i frammenti della sua memoria, deve anche confrontarsi con una vita privata disgregata: un matrimonio finito e la perdita dell’affidamento dei figli.
L’elemento del noir in Marcella non lo si trova solo nell’indagine criminale, quanto più nella psiche della protagonista. La serie si caratterizza per una narrazione intricata e uno stile visivo cupo e opprimente, che riflette lo stato emotivo della protagonista. Gli omicidi su cui Marcella indaga non sono mai semplici o convenzionali. Si tratta di casi intricati, psicologicamente disturbanti e spesso intrecciati con storie di corruzione, pedofilia e traffico di esseri umani. Ogni stagione si configura come un affondo nell’abisso della mente umana e nei meccanismi di una società malata. A rendere Marcella particolarmente interessante è il modo in cui il noir viene ibridato con il thriller psicologico. Non c’è mai una netta separazione tra “chi indaga” e “chi è indagato”. La stessa Marcella, nel corso degli episodi, diventa oggetto di sospetto, in una continua sfida tra verità e inganno, colpa e redenzione.








