5) From

Fin dal primo episodio, From ti inghiotte in un’atmosfera soffocante. Il paese, apparentemente tranquillo, è in realtà una trappola perfetta. Le case sono barricate con rune misteriose, gli abitanti si muovono come superstiti, e ogni notte si nascondono per sopravvivere a creature che si presentano con sembianze umane. Non c’è mai un momento di vero respiro. L’orrore non è solo esterno, ma è l’impossibilità stessa di capire perché ci si trovi lì.
L’aspetto più riuscito di From è la sua capacità di gestire il mistero come un organismo vivo. Ogni episodio aggiunge domande, ma non solo per prolungare la curiosità: ogni dettaglio (le incisioni sui tronchi, le voci nei boschi, le visioni) contribuisce a costruire una mitologia coerente, pur rimanendo elusiva. È una narrazione che si muove come un incubo lucido: più si cerca di capire, più ci si perde.
Visivamente, la serie tv gioca con contrasti potenti. Le giornate sono terse, ma la notte trasforma tutto in un territorio alieno. Dal punto di vista tematico, From è anche una riflessione sull’isolamento e sulla perdita di senso collettivo. Gli abitanti cercano di mantenere una parvenza di società — con regole, ruoli, perfino feste — ma la tensione cresce, e la paura si trasforma in paranoia. È l’orrore della comunità che si sgretola, dell’umanità che cede sotto pressione.





