Ogni giorno proviamo a raccontare le serie TV con la stessa cura e passione che ci hanno fatto nascere.
Se sei qui, probabilmente condividi la stessa passione anche tu.
E se quello che facciamo è diventato parte delle tue giornate, allora Discover è un modo per farci sentire il tuo supporto.
Con il tuo abbonamento ci aiuti a rimanere indipendenti, liberi di scegliere cosa raccontare e come farlo.
In cambio ricevi consigli personalizzati e contenuti che trovi solo qui, tutto senza pubblicità e su una sola pagina.
Grazie: il tuo supporto fa davvero la differenza.
➡️ Scopri Hall of Series Discover
Negli ultimi dieci anni il genere horror ha trovato nuova linfa nelle serie tv, diventando un terreno fertile per autori capaci di mescolare paura, introspezione e critica sociale. Dimenticate i vecchi cliché da “mostro sotto al letto”, oggi l’orrore abita i meandri oscuri della mente. Ecco le 7 migliori serie tv horror che hanno ridefinito il modo di spaventarci sul piccolo schermo nell’ultimo decennio.
1) The Haunting of Hill House

Mike Flanagan ha firmato un capolavoro che va ben oltre il semplice jump scare. The Haunting of Hill House è una storia di fantasmi, sì, ma soprattutto di una famiglia spezzata dai traumi del passato. Ogni episodio è un tassello di una tragedia umana che si intreccia con il soprannaturale, fino a esplodere in un finale di rara intensità emotiva.
La regia curatissima (celebre l’episodio in piano sequenza della veglia funebre), la scrittura stratificata e l’interpretazione di un cast perfetto rendono questa serie tv una delle esperienze horror migliori e più struggenti del decennio.
La serie è liberamente ispirata al romanzo di Shirley Jackson del 1959, ma ne reinterpreta completamente la struttura. Nello show targato Netflix, la “casa stregata” non è solo un luogo fisico, ma una proiezione dei traumi che ogni membro della famiglia Crain porta dentro di sé. Hill House diventa una presenza viva, che cresce e si nutre del dolore dei suoi abitanti. È una storia di fantasmi e di umano dolore, lo specchio delle ferite che ci accompagnano nel tempo.
Mike Flanagan gioca magistralmente con il montaggio temporale. Passato e presente si intrecciano senza soluzione di continuità, mostrando come l’infanzia dei protagonisti continui a contaminare la loro vita adulta. E come quest’ultima abbia ripercussioni sovrannaturali che influenzano la loro infanzia. Ogni episodio passa il testimone, cambiando ogni volta il POV di un personaggio diverso e rivelando poco a poco la verità sulla notte che ha distrutto la famiglia Crain. Questa struttura corale, insieme alla cura maniacale per i dettagli costruisce un senso di inquietudine costante.
2) Marianne

Serie tv francese ingiustamente sottovalutata e consigliata persino dal maestro Stephen King. Marianne è un incubo che mescola folklore, possessione e meta-narrazione. La storia ruota attorno a una scrittrice di romanzi horror perseguitata dal demone che lei stessa ha inventato. È una serie che non fa sconti: viscerale, disturbante, ma anche intelligente nel riflettere sul potere delle storie e sul confine labile tra finzione e realtà.
La protagonista, Emma Larsimon è una scrittrice di successo che ha costruito la sua fama scrivendo romanzi horror su un demone chiamato Marianne. Quando decide di smettere, convinta che la sua ispirazione si sia esaurita, scopre che il male non vuole essere dimenticato. Marianne esiste davvero, e sembra uscita dalle pagine per tormentarla. Marianne parla del rapporto distruttivo tra un artista e la propria opera. Emma è tormentata dalle stesse forze che alimentano la sua scrittura, e la serie suggerisce che la creazione stessa sia un atto di invocazione. Scrivere diventa un rituale, e ogni parola può aprire una porta che sarebbe meglio lasciare chiusa.





