8) BoJack Horseman

Concludiamo adesso con una delle Serie Tv che più ci hanno distrutto dentro. Chi c’era, sa. E sa quanto l’apparenza e quella prima stagione avesse mentito sull’intensità che a un certo punto sarebbe arrivata. Perché BoJack Horseman ci ha scaricato addosso qualcosa di enorme, e lo ha fatto partendo da un cavallo antropomorfo attore che ha conosciuto il successo troppo presto e non ha mai davvero imparato a gestirlo.
Vive in un presente fatto di eccessi, relazioni complicate e una costante sensazione di vuoto. Ma BoJack Horseman non è la storia di una caduta, è la storia di un’immobilità. Di qualcuno che prova a cambiare, ma continua a inciampare sempre negli stessi punti. L’introspezione qui è spietata, quasi senza tregua. La serie non protegge il suo protagonista, non lo rende simpatico a tutti i costi. Lo espone. Mostra le sue contraddizioni, il suo egoismo, il modo in cui ferisce gli altri e sé stesso.
Ma allo stesso tempo, scava nelle cause. Non per giustificare, ma per capire. BoJack è il risultato di ciò che ha vissuto, delle sue insicurezze, delle sue paure. E questo lo rende incredibilmente umano. La serie affronta temi come la depressione, l’auto-sabotaggio, il bisogno di essere amati senza sapere come costruire relazioni sane. Non c’è una redenzione semplice, non c’è un momento in cui tutto si sistema. E proprio per questo funziona. BoJack Horseman è introspettiva perché ti costringe a restare anche quando è scomoda, anche quando riconosci qualcosa di te. E alla fine, più che una storia, diventa un confronto diretto con le parti più difficili da accettare.







