17) Baby Reindeer

Ha soffiato l’Emmy a The Penguin, e questo ĆØ tutto dire sull’impatto che Baby Rendeer ha avuto sia sulla critica che sul pubblico. Arrivata nel 2024, inizialmente non aveva suscitato granchĆ© rumore. Era rimasta in silenzio, senza pubblicitĆ o sponsorizzazioni. Quel che ĆØ avvenuto dopo ĆØ stato al di fuori di qualsiasi aspettativa. Dopo una settimana, Baby Reindeer ĆØ presto diventata una delle produzioni più viste in casa Netflix. E’ stato tutto frutto di un passaparola che ha reso Baby Reindeer un fenomeno mediatico che ha incollato di fronte la Tv milioni di telespettatori raccontando una storia basata su eventi realmente accaduti. Sulla falsariga di I May Destroy You, infatti, l’attore Richard Gadd torna sullo schermo per raccontare in prima persona qualcosa che ha vissuto realmente sulla sua pelle.
Fin da subito Baby Reindeer si distingue per una narrazione accattivante, totalmente diversa dal solito. Perfino scorretta, se vogliamo. Tutto merito di espedienti molto vicini alla realtĆ che hanno contribuito a rendere la miniserie qualcosa di estremamente vicino a chi la guarda e in qualche può riconoscersi. I pensieri del protagonista sono una costante all’interno della narrazione, una guida che ci porta all’interno del passato, del presente e dei traumi più irrisolti del protagonista, donando alla miniserie un’atmosfera spesso perfino divertente. Perfino i pensieri scomodi di Donny, a volte, fanno ridere. Anche se da ridere, in realtĆ , non ci sarebbe niente. PerchĆ© Martha ĆØ una stalker e Donny un perseguitato. Ma Baby Reindeer non vuole essere come le altre Serie Tv di questo tipo. Vuole dire la sua in un modo mai sentito prima. E ci ĆØ riuscita, diventando presto un punto di riferimento del piccolo schermo.
18) The Penguin, tra le migliori miniserie del 2024

L’odore di capolavoro lo avevamo avvertito giĆ durante le primissime puntate (qui recensite), e il resto delle puntate ĆØ stata solo una conferma. The Penguin, senza dubbio, ĆØ stata la migliori miniserie del 2024. Un prodotto che ĆØ andato oltre qualsiasi confine dettato dalla tradizione e che ĆØ riuscito ad appassionare anche un un pubblico lontano da Batman. Nonostante la miniserie sia infatti un sequel e spin off della pellicola The Batman, guardarla e capirla ĆØ possibile anche senza questa guida. Certo, per avere maggiore dimestichezza il consiglio ĆØ quello di recuperare anche l’opera cinematografica, ma l’assenza di questo passaggio non pregiudicherĆ comunque la vostra esperienza. PerchĆ© The Penguin, come detto, ĆØ andata oltre. Talmente oltre da essere accostata, per atmosfere e caratterizzazione dei personaggi, perfino all’intoccabilissima I Soprano.
Che The Penguin giocasse una partita di Serie A era stato chiaro anche durante il quarto episodio, puntata che su IMDb ha raggiunto una valutazione pari al 9.4, un punteggio che l’ha resa una delle meglio recensite di sempre. Impossibile non osservare l’enorme lavoro svolto sul piano interpretativo. Il mastodontico Colin Farrell ha infatti qui dato vita a un’interpretazione di livello altissimo mettendo in scena tutti i tormenti, gli aspetti più umani, il controllo e il potere di un personaggio come quello di Pinguino.
Ma a stupirci ancor di più ĆØ stata Cristin Milioti, che qui ritroviamo in veste di Sofia Corleone. Con questa interpretazione, la Milioti ha dimostrato di non essere più quella di How I Met Your Mother, ma di essere diventata una delle più grandi attrice di quest’era seriale. Ed ĆØ per questo stato deludente vedere non arrivare quel riconoscimento ai Golden Globe cosƬ doveroso nei suoi confronti. The Penguin ha infatti ottenuto dalla critica molto meno di quanto previsto, andando via dai Golden Globe soltanto con la vittoria – meritatissima – di Colin Farrell nella categoria Miglior Attore Protagonista.





